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Siracusa celebra il libro e l’editoria indipendente nel segno di Vittorini

Eventi Quattro serate dedicate al libro e a un grande siracusano che ha lasciato un segno profondo nella letteratura italiana. Dal 6 al 9 settembre nella città aretusea il XXII Premio letterario nazionale Elio Vittorini. Maria Grazia Calandrone, Matteo Nucci e Giuseppe Lupo i finalisti. Menzione speciale a Veronica Tomassini. All'editore ragusano Le Fate il Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi

Quattro serate dedicate al libro e a un grande siracusano che ha lasciato un segno profondo nella letteratura italiana. Mercoledì 6 settembre prenderà il via a Siracusa il XXII Premio letterario nazionale Elio Vittorini, al quale da quattro anni, cioè da quando è stato riportato in vita e rilanciato con il sostegno del Comune di Siracusa, è stato associato il Premio per l’editoria indipendente Arnaldo Lombardi. La manifestazione è promossa dall’Associazione Culturale Vittorini-Quasimodo e dall’Assessorato alla Cultura della Città di Siracusa in collaborazione con la Fondazione Inda, la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e con il sostegno di Confindustria Siracusa. La manifestazione, inoltre, ha anche il patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

La Settimana Vittoriniana è stata presentata dagli artefici di questa edizione che vede il diretto coinvolgimento del mondo imprenditoriale: Fabio Granata, assessore comunale alla Cultura, Enzo Papa, presidente dell’Associazione culturale Vittorini-Quasimodo, Gian Piero Reale, presidente di Confindustria Siracusa, e Margherita Finocchiaro, vice presidente di Ance. Presidente del premio è il sindaco Francesco Italia.

La presentazione della Settimana vittoriniana di Siracusa. Da sinistra Margherita Finocchiaro, Gian Piero Reale, Fabio Granata e Enzo Papa

Il primo appuntamento (mercoledì 6 settembre alle 18, al Palazzo di Governo di via Roma 31) sarà incentrato su “Vittorini e il ruolo dell’intellettuale”. Introduce e modera Carmelo Maiorca, partecipano Franzo Bruno, Roberto Fai, Fabio Granata, Anselmo Madeddu, Maria Lucia Riccioli e Daniela Sessa.

Giovedì 7 settembre all’Urban Center di via Bixio 1, alle ore 18, verrà celebrato il “processo”a Vittorini, tra fascismo e resistenza. Pucci Piccione ricoprirà il ruolo di giudice istruttore, Domenico Perrone quello della difesa, Edoardo Esposito quello dell’accusa, Anselmo Madeddu sarà il presidente della giuria popolare.

Elio Vittorini

Venerdì 8 settembre, all’Urban Center alle ore 18, in quattro conversazioni, introdotte e coordinate da Mimmo Contestabile, sarà dato spazio alle tre opere finaliste – “Tabacco Clan” di Giuseppe Lupo (Marsilio editore), “Dove non mi hai portata” di Maria Grazia Calandrone (Einaudi editore), e “Sono difficili le cose belle” di Matteo Nucci (HarperCollins editore) – ed a “L’inganno”, libro della scrittrice siracusana Veronica Tomassini (La Nave di Teseo editore), che riceverà una menzione speciale. Lupo sarà intervistato da Monica Cartia, Calandrone sarà intervistata da Elvira Seminara, Nucci sarà intervistato da Edda Cancelliere, Tomassini sarà intervistata da Giuseppe Costa.

Sabato 9 settembre, alle ore 20.30, al Teatro Massimo Comunale, infine, la cerimonia di consegna dei premi. Conduce il giornalista Sebastiano Barisoni di “Radio 24”, la radio de “Il Sole 24 Ore”, ospite d’onore l’attore e regista Alessandro Quasimodo, figlio del poeta premio Nobel Salvatore. Sono previsti letture di Attilio Ierna e interventi musicali di Piera Bivano soprano, Annalisa Mangano pianista, e la partecipazione di giovani talenti. La regia dell’evento è di Vittorio Muscia. «Siamo alla ventiduesima edizione – ha detto l’assessore Granata – di un premio prestigioso con il quale Siracusa è in prima linea da protagonista nella promozione del libro come strumento imprescindibile per la diffusione della cultura. Il rilancio di questo premio, da 4 anni a questa parte, e merito dell’impegno di Enzo Papa e di Aldo Mantineo che ne hanno fatto una realtà consolidata nel mondo dell’editoria nel segno del compianto Arnaldo Lombardi, che ne fu l’ideatore».

Oltre agli scrittori, un riconoscimento nella serata finale andrà a Frank Samaraweera, ingegnere originario dello Sri Lanka e siracusano da trent’anni, il quale è impegnato in un’attività di sensibilizzazione e pulizia dai rifiuti abbandonati in pezzo di territorio cittadino. «Vittorini – ha detto Granata – nella sua opera era attento alla bellezza della città e Frank è un bell’esempio di cittadinanza attiva».

La lapide della città di Siracusa che omaggia Elio Vittorini

La Commissione di valutazione, presieduta dal professore Antonio Di Grado e formata da Edoardo Esposito, Enzo Papa, Domenica Perrone, Daniela Sessa, Marina Valensise e Sarah Zappulla Muscarà – ha individuato fra i 37 autori in concorso, di 23 case editrici, i tre finalisti tra i quali verrà proclamato il vincitore. Queste le motivazioni.

Maria Grazia Calandrone con “Dove non mi hai portata” (Einaudi): “Abbandonata a otto mesi su un prato di Villa Borghese, cinquant’anni dopo Maria Grazia Calandrone va alla ricerca dei suoi genitori biologici, morti suicidi nel Tevere, compiendo uno straordinario e commovente viaggio dentro di sé e dentro la storia di quegli anni, gli anni sessanta. Con la finezza e l’eleganza del suo essere poeta, Calandrone ci narra la sua emozionante e insieme coinvolgente indagine e ci offre toccanti pagine di bella scrittura”.

Maria Grazia Calandrone

Giuseppe Lupo con “Tabacco clan” (Marsilio): “L’occasione di un matrimonio torna a riunire in un hotel del Lago Maggiore il vecchio clan che studenti fuori sede avevano costituito qualche decennio prima a Milano; fra frizzi, lazzi e un po’ di nostalgia Giuseppe Lupo riesce efficacemente a far ruotare all’indietro la moviola del tempo e a far rivivere sogni e problemi della gioventù”.

Giuseppe Lupo

Matteo Nucci con “Sono difficili le cose belle” (HarperCollins): “L’autore sposta la materia del nostos dal mito alla favola. A questa appartengono due personaggi archetipici, una nonna e una bambina, che vivono una e straordinaria personale odissea percorrendo lo spazio sognato e desiderato del ricordo, dell’attaccamento alle persone e alle cose che non ci sono più e che non smettono di lasciarci. Un racconto delicato e pieno di suggestioni filosofiche e letterarie mediate dallo sguardo ora ingenuo ora ironico delle protagoniste. La singolarità dell’operazione letteraria di Matteo Nucci valica lo spazio del romanzo e nel racconto “L’astuccio”, messo in coda al romanzo stesso, lo scrittore riporta il nostos in Grecia e dentro la dimensione intimistica”.

Matteo Nucci

«La commissione giudicatrice – ha spiegato il presidente Papa – si è trovata davanti a una decina di lavori di autori affermati che si avvicinavano all’idea di letteratura di Vittorini. Adesso sarà il più vasto pubblico dei lettori a decretare il vincitore finale». La Commissione di valutazione tornerà a riunirsi a ridosso della cerimonia di consegna del premio per scegliere il vincitore. Al voto di ciascuno dei sette componenti della Commissione, andrà a sommarsi anche quello espresso cumulativamente dal Comitato studentesco di lettura – composto da studenti degli ultimi due anni di istituti superiori della provincia di Siracusa segnalati direttamente dagli Istituti scolastici – e dal Circolo di lettori, individuato in collaborazione con la Società Dante Alighieri e alcune librerie siracusane fra gli appassionati della lettura. Al vincitore del Premio Vittorini 2023 andrà un assegno di 3 mila euro mentre ai due finalisti non vincitori andrà un assegno di mille euro ciascuno.

La Commissione di valutazione, inoltre, ha voluto assegnare quest’anno una menzione speciale alla scrittrice Veronica Tomassini per il suo “L’Inganno” (La nave di Teseo) con la seguente motivazione: “Ultimo d’una serie di romanzi che hanno imposto Veronica Tomassini all’attenzione della critica più sensibile all’innovazione espressiva e al coraggio nell’indagare temi e ambienti off limits, L’inganno racconta una ricerca impossibile di verità e di felicità che sfiora perfino la sfera del Divino ma per ripiombare in una desolante realtà che l’ha resa, assieme all’amore, ingannevole miraggio”.

Seguendo gli indizi cristici di Veronica Tomassini: «Dietro ogni empio c’è Lui, l’Amato, sovrano e fanciullo»

Il Premio per l’Editoria Indipendente Arnaldo Lombardi – in omaggio all’editore siracusano di adozione che fu tra gli ideatori del Premio Vittorini – destinato alle case editrici indipendenti che abbiano un catalogo di almeno 20 pubblicazioni di carattere storico e letterario, è stato assegnato alla casa editrice “Le Fate” di Ragusa, solida realtà siciliana con una progettualità di ampio respiro che guarda a tutte le diverse forme di espressione culturale. Nel campo dell’editoria al centro del progetto c’è la Sicilia con le tematiche cruciali nel discorso identitario dell’Isola. L’ultima iniziativa lanciata è “Le Fate green”, progetto che punta a proporre l’ebook come strumento di contrasto alla povertà educativa e alla scarsa diffusione della lettura.

Alina Catronoiu, editore de “Le fate” di Ragusa




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