venerdì 14 dicembre 2018

venerdì 14 dicembre 2018

MENU

"Sicilia da gustare", la voce amica del mangiar bene

Libri e fumetti

Pubblicata la settima edizione della guida ai migliori ristoranti distribuita in 26mila copie, 318 pagine bilingue, tra immagini, ricette degli chef e consigli, che dà un “assaggio” della cultura enogastronomica delle nove province siciliane con uno sguardo a Malta, quella che il suo ideatore ed editoreCarmelo Pagano definisce «la decima provincia siciliana»


di Giusy Messina

Un ponte tra Sicilia e Malta nel segno della cucina mediterranea. E' la settima edizione della guida ai migliori ristoranti "Sicilia da gustare" distribuita in 26mila copie, 318 pagine bilingue, tra immagini, ricette degli chef e consigli, che da un “assaggio” della cultura enogastronomica nei territori delle nove province siciliane con uno sguardo a quella che, il suo ideatore ed editore Carmelo Pagano definisce «la decima provincia siciliana» riferendosi all'isola maltese.
«Non troverete voti, cappelli, forchette, stelle o gamberi- spiega Pagano- perché questo lo fanno già con successo altre autorevoli guide: noi vogliamo essere solo una voce amica che esprime un parere e non un giudizio».

La guida ai migliori ristoranti Sicilia da gustare

Accanto ai ristoranti “blasonati” anche realtà emergenti proiettate nella ricerca della qualità e della territorialità nei piccoli centri siciliani, da Canicattì a Nicosia, da Caronia a Calatabiano, nicchie di gusto di una cucina di sperimentazione ed affermazione di prodotti spesso unici ed originali. Semplicità è la parola chiave. «In questi anni –spiega il patron della guida- La Sicilia è cresciuta in qualità e sono tanti i giovani talenti che hanno deciso di rimettersi in gioco».
“Sicilia da gustare” dalla scorsa primavera supporta il progetto di “Healing Chef”, promosso dal Dipartimento di Alimentazione, agricoltura e ambiente dell’Università di Catania con il primo corso di “medicina culinaria” ideato dalla farmacista Carla Savoca, che coniuga i principi di un’alimentazione corretta ed equilibrata con l’arte culinaria.
«Sono diciassette gli chef provenienti da ogni parte della Sicilia che due volte la settimana- spiega Pagano- sono tornati sui banchi di scuola per imparare la preparazione di piatti in linea con le esigenze di un consumatore sempre più attento. Una cucina terapeutica in grado di fare prevenzione e di curare anche alcune patologie, all’avanguardia, che lega convivialità e benessere».
Tra le novità della guida, presentata lo scorso 9 novembre a Villa Igiea, a Palermo, la segnalazione di ristoranti senza barriere, accessibili alle persone disabili e la possibilità per i vegani di poter trovare se non un menu dedicato almeno dei piatti che rispondano alle loro scelte alimentari. Occhio anche al rapporto qualità prezzo con il menu degustazione consistenti in una serie di portate già predefinite ad un prezzo stabilito.

Villa Igea a Palermo

Un viaggio “on the road” sulle strade del gusto di Sicilia e Malta, la “Guida ai migliori ristoranti” è stata presenta in un’atmosfera di festa che ha visto protagonisti chef, ristoratori, produttori di vino ed oli, aziende che rappresentano il meglio dell’Isola e gourmet. Da Malta sono giunti anche Gavin Gulia, presidente da sei anni del Malta Tourismi Authoritye Nole Azzopardi, direttore di “Independent” che insieme a Carmelo Pagano hanno partecipato alla presentazione della Guida nell’ambito del convegno moderato da Guglielmo Troina, capo redattore Rai di Catania. «Per molti di noi maltesi -ha spiegato il presidente Gulia- la Sicilia rappresenta la seconda casa. Sia per la facilità con cui si raggiunge ma anche per la presenza di turisti e ristoratori siciliani a Malta. Un turismo cosmopolita in crescita che punta a raggiungere entro il 2019 i 3 milioni di visitatori».
La cucina maltese dopo una parentesi lunga 200 anni in cui è stata oscurata dai fish e chips inglesi, sta riscoprendo la sua anima mediterranea. «Il piatto forte della nostra terra- dice il numero uno di Malta Tourism- è il coniglio alla cacciatora. Ma per noi che veniamo in Sicilia, attratti sì dalle sue bellezze culturali e storiche, sono imperdibili i vostri antipasti a base di pesce».

Lo chef Salvatore Piccione

Circa il 40 per cento dei ristoranti di Malta sono italiani, di cui la metà siciliani. Sebra che tra le due isole si sia instaurato un legame indissolubile. Come Salvatore Piccione, 33 anni, cuoco autodidatta, che è il patron di “T’Anna Mari” a Marsaxlokk, un villaggio di pescatori nel sud di Malta.«A dire il vero la Sicilia non mi manca perché è a circa un’ora e mezza di catamarano da Malta. Il tempo di sbarcare a Pozzallo, prendere gli ortaggi che coltiva mio padre a Donnalucata, a sera riesco a ritornare con il carico di primizie siciliane, in quella che ormai da sedici anni è la mia seconda casa». Nel suo locale Salvatore proporre tenacemente i profumi ed i sapori della Sicilia, ed in particolare quella ragusana, realizzando il pane e la pasta fresca con i grani antichi siciliani.
«Ho iniziato a 11 anni a dare una mano in un bar di amici- racconta Salvatore- come passatempo, finché sono finito in cucina a lavare i piatti, e un po' per volta ho capito che i fornelli erano la mia passione tanto da voler aprire un locale tutto mio dove poter offrire ai miei ospiti l’esperienza di una cucina mediterranea».

Da sinistra Giuseppe Oriti, Eliana Carroccetto e Seby Sorbello
Nella top ten dei ristoranti più rinomati dell’Isola dei Cavalieri, “T’Anna Mari” (A casa di Anna Maria, dal nome della moglie e della figlia) è uno dei 18 ristoranti consigliati dalla “Guida ai migliori ristoranti”. La guida è un progetto editoriale reso possibile dagli stessi chef e ristoratori che hanno creduto e sposato l’idea della guida. Alcuni di loro hanno presenziato alla presentazione ufficiale con i finger: Giovanni Lullo (Cortile Pepe), Hermes Picone (Baglio San Pietro), Nicola Bandi (Osteria Il Moro), Gigi Mangia (Mangia), Giuseppe Oriti e Eliana Carroccetto (Il vecchio carro), Francesco Arena (Masino Arena), Nunzio Tomasello (Le Calette), Giancarlo Urso e Carlo Rallo (Taglia e Arrusti), Riccardo Cilia (Tocco d’Oro), Manuel Lazzaro (E Pulera). In degustazione anche alcuni finger preparati da Gianni Giardina e Paolo Farrugio della Macelleria Giardina di Canicattì nonché un finger speciale realizzato dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Giarre, vincitori del primo concorso enogastronomico per le “Scale del Gusto” di Ragusa.
Ad impreziosire la serata la sfilata di abiti realizzati dalla stilista Maria Giovanna Costa, alcuni dei quali ispirati alla figura di Donna Franca Florio. Ricco il menu della cena di gala realizzato dagli chef Massimo Mantarro (Principe Cerami), Claudio Ruta (La Fenice) insieme a Massimo Schininà, Carmelo Trentacosti (Cuvée du Jour), Salvatore Gambuzza (La terrazza degli Dei), Seby Sorbello (Sabir Gourmanderie), il sous chef di Jonathan Vassallo (Capo Crudo), Alessandro Ravanà (Salmoriglio), Alberto Rizzo (Osteria dei Vespri), Alfio Visalli (Blu Lab Academy).
Dulcis in fundo, le creazioni dei giovani pastry di Mauro Lo Faso (Pasticceria Delizia Lo Faso), Giovanni Cappello dell’omonima pasticceria e Vincenzo Cinardo (Ariston Dolci).
Ma la "Sicilia da gustare" riserva ancora delle sorprese tra la Sicilia e Malta. «Insieme a Carmelo Pagano –anticipa Salvatore Piccione - tra circa otto mesi apriremo a Malta la prima Accademia della Cucina Italiana con la didattica esclusiva della grande scuola della tradizione culinaria made in Italy, Alma e i master pomeridiani con gli chef stellati dell’Isola. L’obiettivo è quello di far conoscere sì l’eccellenza dei prodotti italiani, ma soprattutto la nostra professionalità. Perché ristoratori non ci si improvvisa».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 16 novembre 2018





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


TI POTREBBE INTERESSARE

Francesco Massaro: «Il bar è un osservatorio privilegiato per raccontare la gente»

L'ex cronista palermitano, che da qualche anno ha scelto di lasciare il giornalismo a tempo pieno per lavorare nel bar-pasticceria di famiglia, ha pubblicato il libro "Chiacchiere da bar" dove racconta un microcosmo di storie in transito raccontate con il piglio e la curiosità tipica del giornalista abituato ad ascoltare gli sfoghi della gente o a carpire verità nascoste

Antonio Di Grado: «La letteratura è un'anarchica fucina di astratti furori»

Lo studioso catanese di letteratura italiana ha pubblicato per Nerosubianco "L'idea che uccide. I romanzieri dell'anarchia tra fascino e sgomento", storia letteraria fra '800 e '900 vista attraverso il filo rosso del pensiero antiautoritario: «Dal Leopardi della "Ginestra" al De André del "Suonatore Jones", penso a un impasto di ribellione e sofferta compassione»

E Aristotele indaga a Siracusa per salvare la memoria di Platone

In "Aristotele e la Casa dei Venti", edito da Sellerio, XI capitolo della saga del filosofo investigatore, la scrittrice canadese Margaret Doody porta il filosofo di Stagira in Sicilia dove deve trovare i documenti che mettono a rischio il ricordo prestigioso di Platone. L'accoglienza, però, in terra sicula è condita da vari delitti

"La colpa" di Raffaele Mangano, quel baratro che distingue il passato dalla memoria

Nuovo romanzo per lo scrittore siculo-lombardo, attuale direttore del Premio Brancati. Il "viaggio" esistenziale del protagonista Fabio, sulle tracce del padre Matteo sparito 30 anni prima,diventa rielaborazione del dolore per l’abbandono, liberatorio dei sensi di colpa che padre e figlio avevano nutrito per anni, l’uno nei confronti dell’altro

«Racconto la Sicilia misteriosa che cela i più efferati delitti»

Lo scrittore calatino Domenico Seminerio parla de "L'autista di Al Capone", trasposizione romanzata della vicenda vera del messinese Placido Giacobbo, diventato Charles Jakoby negli Usa quando lavorò al servizio del boss mafioso: «Un personaggio emblematico della Sicilia del dopoguerra, delle oscure connessioni al riparo della riconquistata libertà»

Mamme in fuga dall'Italia: «Terra avara di opportunità»

E' uscito il 20 ottobre "Mamme italiane nel mondo" la raccolta di 19 storie di altrettante donne italiane che vivono all'estero e che si sono incontrate su Facebook. Tra loro anche due siciliane: l'avvocato palermitano Manuela Frenna, che oggi vive a Francoforte, e l'alcarese Catia Rossi Channa che da più di 20 anni gira il mondo, con tre figli al seguito