venerdì 20 settembre 2019

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Rocco Mortelliti: «Camilleri sarà con noi nelle Notti clandestine di Termini Imerese»»

Eventi

Il regista, che è stato allievo e genero dello scrittore scomparso di recente, è il direttore artistico della manifestazione termitana che, dal 19 al 24 agosto, prevede tre momenti a sera: il primo sui libri, il secondo sul cinema e curato dallo stesso Mortelliti, il terzo sulla musica: «Ogni sera ci saranno 30 secondi di Andrea che ci augura una buona serata in qualche modo»


di Salvo Fallica

«Sono stato chiamato a fare il direttore di Notti Clandestine a Termini Imerese, un evento culturale che ha già una sua storia di qualità. Sono stato ospite di questa manifestazione due anni fa e ne rimasi colpito positivamente. Per me è un onore intellettuale esserne diventato direttore artistico. Mi sono posto in linea di continuità con lo spirito multidisciplinare della manifestazione che unisce arte, letteratura, teatro, cinema. Ho innovato in linea con la tradizione, arricchendo la manifestazione di nuovi eventi, ed accentuando la dimensione multidisciplinare di fusione fra gli ambiti culturali». Così il regista ciociaro Rocco Mortelliti inizia a raccontare la nona edizione di Notti Clandestine. In direzione ostinata e contraria, della quale è il direttore artistico. La manifestazione si svolgerà dal 19 al 24 agosto nello scenario di Piano Barlaci, a partire dalle ore 20.30. Mortelliti spiega: «Lo definirei un contenitore culturale che ha al suo centro l'arte, l'arte nella sua pluralità di dimensioni. Vi è una idea filosofica di contaminazione positiva, di incontri fra culture. L'idea di bellezza che anima la manifestazione è quella di armonia come fusione di elementi diversi. Credo che in questi tempi bui l'idea della bellezza che salva il mondo è l'utopia più concreta che vi sia. E faccio un esempio tratto dalla terra siciliana. Una persona, un pastore divenuto artista, è riuscito nell'agrigentino da solo a costruire con le pietre un luogo democratico, un teatro all'aperto, un modello positivo di come si possono realizzare con tenacia e creatività dimensioni di bellezza. Credere nella creazione di bellezza vuol dire pensare di costruire cose positive, di incidere efficacemente nella realtà. Questa manifestazione è un luogo di storie, storie raccontate, storie sulle quali si riflette, dialoghi con attori, scrittori, registi, scenografi, intellettuali».

Rocco Mortelliti

La manifestazione, promossa dalle associazioni Politeia e TeleTermini, si avvale della collaborazione di Radio Panorama e dei patrocini del comune di Termini Imerese, della Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), di Piano Focale – Piccola scuola di cinema underground. La Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus patrocina il concerto omaggio a De André. La formula ideata quest’anno prevede tre momenti ben scanditi in ogni serata: il primo dedicato ai libri, il secondo dedicato al cinema e curato dal direttore artistico Rocco Mortelliti, il terzo dedicato alla musica. I libri, simbolo della cultura, saranno i protagonisti di ogni serata: in apertura verranno presentati sei libri di altrettanti autori cittadini. Quest’anno, dunque, la direzione artistica è di Rocco Mortelliti, attore, sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico. Storico collaboratore di Andrea Camilleri, e suo vero amico. Vi è anche un collegamento parentale, Rocco ha sposato Andreina, figlia di Andrea Camilleri. Da questo matrimonio sono nate due figlie, la primogenita è un'attrice affermata, Alessandra Mortelliti, che ha recitato nell'importante film “La Scomparsa di Patò”, l'unico film che ha trasposto al cinema un romanzo di Camilleri. Un notevole merito del regista Mortelliti che è riuscito in una operazione culturale complessa. Che è molto piaciuta allo stesso Camilleri. Il film è una rielaborazione rigorosa ed al contempo originale dell'omonimo romanzo dello scrittore di Porto Empedocle ed inventore del commissario Salvo Montalbano. Alla memoria di Camilleri sarà dedicato, ogni sera, un omaggio.

Nello spazio denominato “Non solo cinema”, il regista Mortelliti chiacchiererà con scrittori, attori, registi e personalità di spicco del cinema italiano. Tra questi lo scrittore Massimo Benenato, figlio di Franco Franchi, il giornalista del Tg5 e scrittore Gaetano Savatteri, originario della terra natia di Sciascia, Giucas Casella, noto mentalista di origine termitana, Antonio Piazza, regista del film Sicilian Ghost Story vincitore del David di Donatello per la sceneggiatura non originale, e la vulcanica attrice catanese Guia Jelo. Previsto anche un evento con la prestigiosa scenografa Paola Bizzarri che mostrerà come ha ricostruito la cappella di Sistina nel film di Nanni Moretti “Habemus Papam”. Il sottotitolo “In direzione ostinata e contraria” vuole, da un lato, essere un fermo impegno nel divulgare cultura e tradizioni nonostante le difficoltà di oggi nel loro diffondersi, e, dall’altro, celebrare la memoria del grande cantautore genovese Fabrizio De André, di cui ricorre il ventesimo anniversario dalla morte. Il sottotitolo richiama, infatti, il titolo della prima antologia ufficiale dedicata a De André, uscita postuma nel novembre 2005, e che ne rispecchia perfettamente la personalità. A De André sarà, inoltre, dedicata l’ultima sera di Notti Clandestine con un concerto patrocinato dalla “Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus” ed a cura dell’ensamble Sidun.

Massimo Benenato

A partire dalle 23.15, poi, ogni sera ci sarà la “buona musica” con importanti gruppi siciliani: si parte con il blues dei Voodo Brothers con Umberto Porcaro and Rollin’ Fred; si prosegue con la musica folk e country e con la canzone d’autore italiana di Marcello Mandreucci e Rosario Vella; per continuare con il jazz del giovane trombettista siciliano Gaetano Castiglia, reduce del noto programma televisivo “Italia's Got Talent 2019”; e con lo spettacolo “Guarda che luna” del musicista Carlo Rinaldo, in onore del 50° anniversario della conquista della luna. In programma anche la performance teatrale del Gruppo Teatro Libero di Trabia, che presenterà la “ ’A Mandracula” e le musiche dei “barbieri siciliani”. Nei saloni dei barbieri, intorno agli anni ‘50, si andava non solo per tagliare i capelli o radere la barba, ma anche per trascorrere del tempo ascoltando il suono del mandolino, della chitarra, della fisarmonica o del tamburello e cantando musiche della tradizione siciliana. Mortelliti afferma: «Non vi è solo intrattenimento ma riflessione. Anche il lavoro di ricerca degli artisti che hanno recuperato le musiche che venivano suonate dei barbieri ha un valore storico ed antropologico. Andrea Camilleri nel “Casellante” ha citato i concertini dei musicisti nei saloni da barba. Fanno rivivere quel tempo e fanno riflettere».

Mortelliti con Camilleri nel film La strategia della maschera

Mortelliti aggiunge: «In questa edizione, vista la tragedia che personalmente ho subito, e che credo sia una perdita che abbia fatto soffrire anche moltissimi italiani, ovvero la scomparsa di Andrea Camilleri, lo ricorderemo in maniera costante. Io sono molto frastornato da questa assenza, mi manca davvero tanto. Pensi che ancora non sono rientrato nel suo studio, vi è ancora il suo computer spento. Non sono riuscito a realizzare che sia davvero morto. Da quando avevo 18 anni ho avuto con lui un rapporto di grande dialogo, parlavamo di tutto. L'ultima volta mi ha chiesto come era andato lo spettacolo de “La donna di Samo” con i ragazzi di Termini Imerese. Lui sapeva tutto di quel laboratorio. Si informava di tutto. In questi giorni della manifestazione ho bisogno di sentirlo qui attorno, a Termini. Quindi ogni sera ci saranno 30 secondi di Andrea che ci augura una buona serata in qualche modo. Lo avremo vicino, e questo mi fa sentire protetto».

Chi meglio di Mortelliti può raccontare Andrea Camilleri dal punto di vista culturale e dal punto di vista umano: «Andrea mi ha formato come uomo e come artista, ogni volta che penso una cosa vi è sempre il suo zampino. Ed è capitato anche a mia figlia, Alessandra. Mi riferisco all'abitudine di parlare con lui di ogni cosa che faceva o che stava progettando nel suo lavoro di attrice. Ma non solo per il lavoro, era un dialogo vero, di profondità umana. Andrea era una persona molto colta, ha cominciato a leggere da bambino e non ha mai smesso. Ha letto di tutto. Aveva una vasta conoscenza che rielaborava in maniera critica».

Il fiume dei ricordi di Camilleri nella mente di Mortelliti scorre velocemente, il regista non nasconde la sua profonda emozione. Fa una pausa e poi racconta: «Una delle cose che Andrea mi ha insegnato, anzi trasmesso, e che voglio sempre comunicare agli altri, è: “Non smettete di essere curiosi, perché se viene a mancare la curiosità è una cosa grave”. E poi la volontà di continua sperimentazione, che è la linfa vitale. Poniamo mente ai suoi numerosi romanzi. Chi pensa che la sua letteratura sia solo Montalbano compie un errore gravissimo, Montalbano era per lui una pausa fra un romanzo serio ed un altro. Sia chiaro, i libri su Montalbano sono testi di qualità notevoli, scritti con vivace ritmo narrativo, con una capacità affabulatrice fuori dal comune. Ma il Camilleri migliore, più profondo, si trova nei romanzi storici ed in quelli di genere fantastico. Penso a suoi capolavori quali “Il Birraio di Preston”, “La concessione del telefono”, “La scomparsa di Patò”, opere di profondità culturale, letteraria, filosofica. Romanzi in cui lo stile camilleriano tocca le vette più alte. Penso anche alla trilogia dei romanzi fantastici, o più esattamente la trilogia della Metamorfosi: “Maruzza Musumeci”, “Il casellante” (Mortelliti ha in progetto il film tratto da “Il casellante” nda), “Il sonaglio”».

Uno scorcio di Termini Imerese per Notti clandestine

Camilleri e la sperimentazione. Mortelliti argomenta: «Andrea ha sperimentato molto sia in teatro sia in letteratura. Ho vissuto con sofferenza il suo passaggio dal teatro alla letteratura. Per me Andrea era un regista teatrale, ho impiegato molto tempo ad accettare il suo abbandono del teatro a favore della letteratura. L'ho accettato molto tardi questo fatto, pensavo sempre che “adesso finisce questo libro e torniamo a fare gli spettacoli teatrali”. Ed invece è diventato un grande scrittore, di qualità e molto apprezzato dai lettori in Italia ed all'estero. E' stato il mio maestro, sono nato con lui in teatro. L'ultimo suo spettacolo teatrale lo abbiamo fatto insieme a Palermo parecchi lustri fa. E' stato un punto di riferimento culturale ed umano. Mi manca molto Andrea...».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 12 agosto 2019
Aggiornato il 13 agosto 2019 alle 12:10





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