martedì 23 ottobre 2018

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La piuma bianca

Regalo speciale

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Non è scontato che l'anno prossimo torni. Anche perché ormai non ci crede più nessuno, neanche i bambini. E poi sette miliardi e mezzo di persone ormai sono troppe da accontentare. C'è un dono, però, che prima o poi tutti chiedono a Babbo Natale. E questa volta, proprio perché potrebbe essere l'ultima, questo dono arriverà...


di Sergio Mangiameli

Vi porto in dono la cosa che, prima o poi, mi chiedete tutti. Uomini e donne, vecchi, anche i bambini, di qualsiasi posto al mondo, ho capito che questo è il desiderio che vi accomuna. Perché adesso? Perché dal prossimo cambia tutto: la somma delle singole cifre dell’anno tra un po’ lascerà la decina, che è la conta delle dita delle mani, e ho l’impressione che gli uomini cominceranno a ragionare davvero con i piedi; perché forse dal prossimo anno, le mie renne avranno troppo caldo a tirarmi appresso per i cinque continenti, perché la neve sarà probabilmente solo “sparata”, e io sono all’antica… ; perché non c’è più un solo ragazzino che creda davvero a me: il web, in questo caso, non mente: Babbo Natale è un’invenzione, come Paperino, 007 e Peter Pan.

"Guardatevi", Babbo Natale visto da Riccardo La Spina

Perché, cari miei, avete superato da qualche mese i sette miliardi e mezzo, ed è molto stancante per me mantenere la puntualità con ognuno di voi. Avevo provato a farmi aiutare da certi piccoli amici, che sono numerosi, entusiasti e non vogliono niente in cambio. Ma voi, a questo genere di esseri – elfi e gnomi – non ci credete, come se non potesse esistere qualcuno che aiuti un altro per il piacere di farlo, qualcuno che creda che la solidarietà sia un vento speciale: che va e ritorna nello stesso momento. Forse è perché siete ormai talmente tanti, stratificati nei posti già occupati, che la fiducia non trova il suo naturale spazio, e trovate espressione facile nello scetticismo. Sapete già tutto con un clic sullo smartphone, quanto il mondo contenga e, soprattutto, abbia contenuto, e non avete più orecchie per ascoltare. Cosa? La storia di ciascuno di voi, che potrebbe essere meravigliosa se sapeste raccontarla a parole, non a emoticon su WhattsApp, e che, ne sono certo, sarebbe anche meglio della mia, che da millenni non cambia. Scoprireste il trasporto di poter credere alla persona che vi sta vicino, qualcuno come voi, in attesa dell’incanto.

Ve lo porto in dono, questo affare, perché in fondo, la vera ragione è che non ha senso aspettare ancora. Eccolo qui, tutto per voi: è il tempo. Passato, presente e futuro: è vostro. Quello presente che vorreste alla fine della scuola, della giornata, della settimana, dell’anno, e soprattutto della vita. Quello passato per il quale sareste disposti a tutto, quando toccate il bordo della paura di rimanere soli. Oppure quello futuro che non riuscite più a vedere chiaro negli occhi della persona che avete scelto. C’è tutto, in questo pacco regalo. Divertitevi. Potete scegliere qualsiasi modo di essere, pensate. Potete seguire ancora le vostre passioni, potete amare ogni giorno, per esempio. Potete regalare il vostro tempo come il dono più prezioso, immaginate.

Ma sappiate due regole: uno, abbiate cura di ogni vostra singola azione, che tutto è collegato, che non c’è vento insensibile ad un battito di ciglia; due, dimenticate le cose, buttate la letterina di dicembre, date fuoco alla lista di quello che vi manca, che niente mai sarà vostro, e che tutto quello che vi illudete di possedere, in realtà è in prestito dalla natura.

Vi do un anno, per capire. Potrei rimanere quassù, tra le mie nevi e le mie renne, a metter legna nella stufa, mangiare biscotti deliziosissimi, e farmi dei beati giri in slitta attorno al Polo, nel mio tempo infinito. Potrei, l’avrete inteso, non scendere più. E per me sarebbe un’enorme, profonda soddisfazione, che vorrei davvero provare.

Fate i bravi, mi raccomando. Vi voglio bene.

Con l’affetto di sempre, vostro Babbo Natale.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 22 dicembre 2017
Aggiornato il 23 dicembre 2017 alle 10:51




Sergio Mangiameli

Il senso di appartenenza, come ostinato segnavia, con l’ambiente naturale. Sono presente su Facebook


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