Ramona Papa, la stilista che vola più in alto di tutte

Moda e design La hostess palermitana si è misurata con la moda ed ha disegnato le nuove divise del personale di cabina della Volotea, la compagnia spagnola che da anni punta sullo scalo palermitano di Punta Raisi: «Ho fatto tutto da autodidatta e ho disegnato le nuove uniformi in circa tre mesi. Quando mi hanno detto che le divise erano piaciute ho letteralmente toccato il cielo con un dito»

Ramona Papa, in piedi, con le hostess di Volotea

Ramona Papa, 31 anni palermitana, professione hostess, col pallino della moda. A parte qualche anno in cui il lavoro l’ha portata fuori dalla sua città, vive con soddisfazione a Palermo e si considera «Una siciliana Doc».

Ti senti più hostess o stilista?
«Nonostante quest’avventura nel mondo della moda mi sia piaciuta tantissimo, mi sento sicuramente più hostess! Il mio DNA è tra le nuvole. Diventare assistente di volo è sempre stato il mio sogno nel cassetto, sin da quando ero bambina e mi immaginavo a bordo di uno degli aerei che decollavano da Punta Raisi. Non posso negare, però, di provare una forte attrazione per tutto ciò che è creatività, estro e arte».

Da quanto lavori per Volotea ?
«Ho cominciato a lavorare con Volotea dal giugno 2013 presso lo scalo di Palermo».

Le divise femminili Volotea disegnate da Ramona Papa

Sei sempre stata appassionata di moda ?
«Sì, la moda è sempre stata una delle mie più grandi passioni. Non solo. Ho sempre avuto una florida vena artistica che mi ha permesso di esprimere la mia creatività attraverso il disegno, la moda e la pittura. Disegnare le nuove uniformi per me è stato davvero fantastico perché mi ha dato modo di unire due delle cose che amo maggiormente, il volo e la moda.

Hai alle spalle un percorso di studio che ti ha portato a sviluppare un particolare interesse per la moda ?
«No, in realtà no. La mia carriera accademica ha sempre ruotato intorno allo studio delle lingue».

Quanto tempo hai impiegato per disegnare l’intera “collezione Volotea”?
«Ho fatto tutto da autodidatta e ho disegnato le nuove uniformi in circa tre mesi. Quando mi hanno detto che le divise erano piaciute ho letteralmente toccato il cielo con un dito».

Come è nato il progetto di realizzare le nuove uniformi? E quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato?
«La creazione delle nuove uniformi, oltre ad avermi impegnato in prima persona, ha coinvolto i rappresentanti degli equipaggi che fanno base in alcune degli hub di Volotea in Europa: Venezia, Palermo, Nantes e Bordeaux. È stato un processo democratico, perché ha consentito a molti colleghi di esprimere le proprie preferenze sui dettagli delle nuove divise. Una volta raccolte queste informazioni, ho iniziato a immaginarmi abbinamenti di colore, tagli più moderni e nuovi tessuti. Comprare un album e tratteggiare le nuove uniformi è stato il passo successivo. Pronti i bozzetti, li ho presentati a Barcellona, presso il quartier generale di Volotea. Ed eccomi qui, con la mia prima collezione in tasca. La maggiore difficoltà incontrata è stata probabilmente quella di trovare un giusto equilibrio, una mediazione tra il mio senso dello stile e l’immagine di Volotea, ripensando per esempio i colori di bandiera della compagnia in modo ancora più fresco, attuale e moderno».

I tuoi colleghi sono felici delle nuove divise?
«Beh, so che secondo un sondaggio condotto internamente proprio da Volotea, 9 su 10 sono molto felici del risultato finale. Dai commenti che ho ricevuto, poi, sembrano essere tutti entusiasti. Soprattutto i ragazzi, per cui ho pensato ad una camicia bianca dal taglio classico, rallegrata da una cravatta che richiamano i colori Volotea. Anche le mie colleghe mi hanno fatto i complimenti per la scelta del rosso utilizzata per realizzare la loro nuova giacca. Devo dire, però che la soddisfazione maggiore, è sentire apprezzamenti anche dai nostri passeggeri, che hanno notato uno stile nuovo bordo».

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