Presepe settecentesco della Timpa, il Natale perenne tra fede, arte e natura

Sicilia antica Viaggio nella grotta della Chiesa di Santa Maria della Neve alla Timpa di Acireale, nota perché al suo interno contiene uno storico presepe, un itinerario ambientale, culturale, religioso, artistico, spirituale, una esperienza unica. Fa parte del Parco culturale ecclesiale creato dal vescovo acese Raspanti per promuovere il turismo esperenziale, e vive grazie agli eventi organizzati dall'Associazione presepe settecentesco

Un viaggio in una grotta che è un itinerario ambientale, culturale, religioso, artistico, spirituale, una esperienza unica. La grotta in questione si trova nel territorio di Acireale ed è nota perché al suo interno contiene una chiesetta con uno storico presepe. Adesso grazie all’azione sinergica della chiesa cattolica, delle istituzioni e del volontariato, questa esperienza di scoperta o riscoperta è possibile farla in tutti i periodi dell’anno. L’aspetto più famoso di questo luogo sui generis è il presepe settecentesco artistico, che dopo un necessario restauro è tornato ad essere fruibile ed in ogni stagione.

La grotta è immersa in uno scenario ambientale, naturalistico e paesaggistico suggestivo, ed è puro fascino ammirare dall’uscita della grotta-chiesa il mar Ionio, o camminando nella zona vicina alla grotta scoprire squarci di vedute paesaggistiche che uniscono i concetti del bello e del sublime. E’ una sorta di trait-d’union fra la natura vulcanica ed il mare. Se da questi luoghi si scende verso il mare è meraviglioso giungere sino a Santa Maria La Scala, ammirare il piccolo borgo marinaro, la maestosa Timpa, la natura rocciosa della spiaggia vulcanica. Ed ancora, il porticciolo e le case caratteristiche che raccontano di storie di pescatori, storie di mare. 

Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica

Presepe della Timpa di Acireale, visione d’insieme, foto Salvo Fallica

Tornando dentro la grotta va ricordato l’attivismo notevole e positivo per la rinascita di questi luoghi dell’Associazione presepe settecentesco, guidata dalla presidente Paola Riccioli e della Diocesi di Acireale che ha il suo punto di riferimento nell’azione innovativa del vescovo, e vicepresidente della Cei, Antonino Raspanti. Ideatore, fra le altre cose, anche del Parco culturale ecclesiale, fondato sul turismo esperienziale che lega natura, cultura, spiritualità, beni culturali, iniziative di valorizzazione del territorio. I lavori recenti di restauro che hanno permesso la rinascita del presepe artistico settecentesco sono stati possibili grazie alla sinergia fra la Diocesi di Acireale, l’Associazione presepe settecentesco, la Soprintendenza dei beni culturali di Catania, la Regione Siciliana e l’Aias, l’associazione che opera in favore dei disabili. Altri lavori di restauro verranno realizzati, ma intanto è possibile ammirare la grotta, ornata anche da dipinti dal valore artistico, la chiesa e soprattutto il presepe, che per originalità, qualità artistica, valore storico, è fra i più importanti della penisola e del vecchio continente. Il presepe ha avuto il suo incipit nel Settecento e ne conserva lo spirito e lo stile caratteristico, ma poi è stato completato durante l’Ottocento.  

Guarda la galleria delle immagini del Presepe settecentesco della Timpa

Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, visione d'insieme, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, scena-di-vita quotidiana, foto Salvo Fallica
I pastori del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, scena-di-vita quotidiana, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, dettagli di vita quotidiana, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, dettagli di vita quotidiana, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, dettagli di vita quotidiana, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, il dipinto di Vito D'Anna, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, il dipinto di Vito D'Anna, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, il dipinto di Vito D'Anna, foto Salvo Fallica
I pastori del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Scena di vita quotidiana nel Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
I pastori del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
L'angelo della grotta vulcanica nel Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
L'angelo della grotta vulcanica nel Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
L'angelo della grotta vulcanica nel Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Il tetto vulcanico del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Il tetto vulcanico del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Il tetto vulcanico del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, la costa acese e il Mar Ionio, foto Salvo Fallica
Il mar Ionio visto dalla Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
Presepe della Timpa di Acireale, la costa acese e il Mar Ionio, foto Salvo Fallica
Il mar Ionio visto dalla Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica
La costa acese e il Mar Ionio, foto Salvo Fallica
Il mar Ionio visto dalla Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica

L’Associazione presepe settecentesco è stata costituita per gestire tutte le attività necessarie a favorire la conoscenza del presepe e in soli 2 anni ha organizzato oltre 40 eventi per reperire fondi da destinare al restauro dei pastori. La vulcanica Paola Riccioli racconta: «Crediamo nel valore culturale e spirituale del presepe, crediamo nel valore sociale dell’arte. Abbiamo fatto restaurare grazie al contributo di tante persone, Gesù Bambino, oltre ad aver riaperto il presepe procedendo ad una ristrutturazione interna per rendere fruibile al pubblico il presepe stesso. E’ solo attraverso le donazioni che arrivano grazie al lavoro dell’associazione che la Grotta è aperta e fruibile al pubblico». Un impegno culturale che è sociale e morale al tempo medesimo.

Un racconto più dettagliato meritano le statue che compongono il presepe-museo, che attraverso le opere realizzate da raffinati artisti-artigiani ci racconta un pezzo di storia sociale ed antropologica di questo importante centro della Sicilia ionico-orientale, luogo di transito e di scambio culturale già dall’antichità fra il Mediterraneo e la Sicilia degli interni, fra il Sud ed il Nord dell’Isola. La grotta lavica acese deve la sua genesi ad una eruzione etnea, qui vi è il meraviglioso presepe, che è diventato l’anima di questi luoghi. E’ lo stesso spirito che anima la Chiesa di Santa Maria della Neve all’interno della grotta. 

Osservare il presepe settecentesco è come seguire la narrazione di un film, una esperienza che la si può vivere come una sequenza di immagini in video oppure fermarsi ad ammirare ogni dettaglio, come una serie di scatti fotografici sui quali meditare.

Sono spettacolari le immagini dei pastori con i loro volti e le teste realizzate in cera, mentre le mani sono state create tramite un raffinato lavorio del legno. E’ frutto di ingegno e tecniche d’artigianato il presepe, fusione fra creatività e tenace lavoro artigiano, ma anche espressione della volontà di una comunità di tramandare le proprie tradizioni, i propri costumi e modi di vivere. E’ un messaggio lanciato verso il futuro, ed un invito al recupero della memoria del passato.

I pastori del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica

I pastori del Presepe della Timpa di Acireale, foto Salvo Fallica

Questa impostazione storico-filosofica e sociale fa comprendere ancor meglio la perfezione degli abiti dei pastori, la cura dei capelli, la minuziosità di ogni oggetto portato in dono a Gesù Bambino oppure gli utensili della vita quotidiana dei pastori. Ed i frutti della natura, gli strumenti degli artigiani. E’ come un mondo riprodotto in uno scenario che ferma il tempo e lo trascende. Immersi nella grotta lavica si coglie anche la bellezza suggestiva e sublime della natura, il tempo geologico che ha un ritmo infinitamente più lungo e più lento della labile esistenza umana. E con la spiritualità si può anche tendere alla dimensione metafisica che di per sé supera ogni confine terreno, e lo stesso tempo terreno appare poca cosa rispetto allo spazio-tempo dell’universo. In realtà natura, scienza, arte, religione, filosofia, hanno delle connessioni più profonde di quel che si pensi, così come in realtà la stessa demarcazione fra le due culture, le discipline umanistiche e le scienze, è una operazione di classificazione rigida che non sempre tiene conto della realtà e delle sue molteplici sfumature.

Se è legittima la diversificazione dei metodi, frutto non solo di specializzazioni ma di strumenti cognitivi differenti, non è affatto corretta la divaricazione, la rottura fra discipline che sono in realtà intimamente legate. Le correlazioni fra arte e scienza sono innumerevoli, i rapporti fra scienza e filosofia sono più profondi e fecondi di quanto si pensi sul piano razionale e teoretico, linguaggi, segni e simboli sono fondamentali per la strutturazione scientifica. L’esperienza multidisciplinare della scoperta dei luoghi, il turismo esperienziale multiculturale, può aiutare a comprendere meglio tutto questo. Ma non solo, permette anche di riconnettersi esistenzialmente con il proprio sé e dunque guardare in maniera nuova e diverso l’altro da sé…

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