Nic Marsél, un brianzolo nel roster della catanese Viceversa Records

Musica La catanese Viceversa Records ancora una volta offre all'ascolto un prodotto di primo livello del rock indipendente nazionale. "Nessuna utilità pratica" è firmato da un rocker ben rodato come il brianzolo Nicola Cereda, da 25 anni la voce del Circo Fantasma, il quale, con il nickname di Nic Marsél, arriva al disco solista in uscita il 10 novembre, dodici tracce tra rock tagliente, country del Terzo Millennio, blues urbano, beat elettronico e canzone d'autore

La catanese Viceversa Records è rimasta in Italia una delle poche etichette a dar voce al miglior rock indipendente e ancora una volta offre all’ascolto un prodotto di primo livello firmato da un rocker ben rodato come il brianzolo Nicola Cereda, da 25 anni la voce del Circo Fantasma, band lombarda da sempre in sintonia col migliore rock alternativo anglosassone. Adesso Cereda arriva al disco solista con il nickname di Nic Marsél che con Viceversa pubblica “Nessuna utilità pratica” (distribuzione Audioglobe), in uscita il 10 novembre, dodici tracce tra rock tagliente, country del Terzo Millennio, blues urbano, radici folk, beat elettronico e canzone d’autore.  L’album è stato anticipato dal singolo “Dove dormono le note” che non è compreso nell’album.

Una vita di musica e parole per prepararsi a un nuovo nome; un altro inizio. Cereda/Marsél incanta, rapisce, sorprende un po’, porta fuori strada senza cambiare il paesaggio e poi ci riporta a casa. Dodici brani in giostra sulla voce di Nic Marsél, familiare e confidenziale, nei quali il messaggio si insinua e ci inquieta senza orpelli, senza proclami, con la consapevolezza della propria inutilità. I testi sono affilati senza perdere grazia, le musiche dense e intense senza perdere forma. La profondità resta oscura ma leggera, disegna scie, poi nuvole, poi forme. Ognuno trovi la sua. “Nessuna utilità pratica” ammette e permette considerazioni oniriche, grottesche, surreali, individuali e cosmiche, in un palmo di mano, nove strumenti e una buona manciata di parole. Nic Marsél (Nicola Cereda): «“Nessuna utilità pratica” è il primo lavoro pubblicato sotto lo pseudonimo di Nic Marsél. Dopo cinque dischi di ispirazione corale, messi in scena col contributo di musicisti di ogni altezza e peso, “Nessuna utilità pratica” si prefigura come diario di navigazione in solitudine, con l’esclusiva assistenza di Pasquale Defina (Volwo) nel ruolo di consigliere, alchimista, barometro e stella polare. E’ un album volutamente senza orpelli, parrucche e cappelli, ciurma e bagagli. “Nessuna utilità pratica” è una radiografia più che un’istantanea. Dodici canzoni che non fanno sconti, per assunto ridotte all’osso, spietate e fragili, senza trucco né rete di protezione. “Nessuna utilità pratica” si riferisce all’essenza stessa dell’arte, la cui forma più misteriosa e inafferrabile si declina proprio nella musica. Dodici brani che non servono a niente. Dodici pezzi che ambiscono all’eternità in quanto fuori moda, fuori tempo e fuori luogo».

Nicola Cereda in arte Nic Marsél

I brani

Qualcosa in più. “L’uomo è per natura un animale politico” (Aristotele). La canzone politica è morta? Viva la canzone politica, soprattutto se perfettamente inutile.

Un treno. Cosa c’è di più malinconico del suono di un treno che si allontana? “Finché si desidera si può fare a meno di essere felici perché si aspetta di esserlo. Non si è felici che prima di essere felici” (Jean-Jacques Rousseau)
Volo LH. O della leggerezza. Ricordi di una parentesi di vita sospesa tra Milano, Strasburgo e Stoccarda, e di troppa birra assunta all’imbarco, il venerdì pomeriggio, ad ogni viaggio di rientro.
Palomba!. Ci sono aspetti della vita palesemente assurdi. Ci doniamo anima e corpo alle passioni che non ci danno da vivere. Ma questo è nulla in confronto alle situazioni grottesche che affrontiamo nel quotidiano senza battere ciglio.
La mia pianura. O del disprezzo. La marcia funebre per una generazione men che mediocre che vive di rendita il proprio lento, inesorabile, decadente tracollo, e della quale non resterà memoria se non per questa canzone.
Dottor N.U.P. (Nessuna Utilità Pratica). Consapevolezza, verdetto, diagnosi e cura. Fallimento, tradimento, rabbia e ribellione. Dr NUP è l’arte. Dr NUP è la musica. Un amico speciale, sempre con te, fino alla fine.
Depressione padana. O della perdita. Riflessioni di un cadavere sotto un lenzuolo bianco. Il senso di apatia che assale al risveglio in un letto troppo grande e un soffitto troppo basso. Memorie del cielo lattiginoso, senza nuvole e senza sole che incombe sulle mie giornate d’infanzia.
Una canzone urgente. L’ennesimo inizio da zero. Si inciampa, si cade e rialzarsi ci viene sempre più difficile. Con la consueta solenne promessa: da domani non si sbaglia più.
Luce Gialla. Un forte temporale, un blackout elettrico e un millenario trattato di strategia militare cinese per sconfiggere fantasmi e paure ancestrali.
Pulsar blues. In un luogo remoto, al termine dell’universo, l’implosione di un rapporto di coppia trasmette ad altre galassie enigmatici impulsi radio ad intervalli misteriosamente regolari.
Continuità. Nella sigla finale di “Oggi le comiche” di Renzo Palmer un’auto perdeva i pezzi allontanandosi senza mai fermarsi. E’ così che si procede nella vita: dignitosi, tenaci, ridicoli, umani.
Ultimo giro di giostra. Orgoglio e indulgenza. Un aspirante suicida si concede un estremo momento di felicità, pieno, profondo, privato, esclusivo e, perché no, reiterabile.

La discografia ufficiale di Nic Marsél (Nicola Cereda) coincide con quella dei Circo Fantasma, band per la quale è autore di testi e musiche oltre che chitarrista nei primi tre album, tra cui quel “Ninnananna per la classe operaia” che gli vale la partecipazione al Premio Tenco 1997. E’ cantante e frontman dalla svolta inglese in avanti, con le pubblicazioni di “I knew Jeffrey Lee” e “Playing With the Ghost”, forti delle prestigiose collaborazioni con artisti quali Nikki Sudden, Steve Wynn, Manuel Agnelli, Emidio Clementi, Mauro Ermanno Giovanardi, Cesare Basile, Amaury Cambuzat, Phil Shoenfelt e Jeremy S. Gluck. In parallelo alla produzione discografica, negli anni consolida il sodalizio con l’artista multimediale Vénera Kastrati per la quale realizza e cura le installazioni sonore, partecipando alla 53° Biennale di Venezia e alla 25° Biennale dei Paesi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto. La copertina di “I Knew Jeffrey Lee” è inclusa in “Sound & Vision”, esposizione itinerante prima e pubblicazione editoriale poi, a cura di Luca Beatrice e Alberto Campo.

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