Nasce un Centro studi dedicato all’opera di ricerca dei baroni Cafici

Storie Nato su iniziativa degli eredi della famiglia di Corrado e Ippolito Cafici - archeologi, paleontologi e malacologi di una delle più illustri famiglie di Vizzini - per censire, inventariare, studiare, conservare e valorizzare il prezioso materiale conservato nello storico archivio, coinvolgerà archeologi, studiosi e professionisti

L’amore per la ricerca, la conoscenza e il legame profondo con il territorio. È stato questo il fil rouge che ha accompagnato la vita dei baroni Corrado e Ippolito Cafici, archeologi, paleontologi e malacologi di una delle più illustri e nobili famiglie di Vizzini, di quella tradizione aristocratica, custode del patrimonio archeologico.
Proprietari terrieri e abili amministratori, figli di Vincenzo, deputato nel Parlamento del Regno d’Italia, i due fratelli furono autori di numerose scoperte e relative pubblicazioni scientifiche, in lingua italiana e tedesca, che permisero di delineare un quadro più dinamico della situazione etnica e culturale della Sicilia preistorica.

Corrado e Ippolito Cafici

Ed è ispirandosi al loro lavoro e contributo alla cultura che nasce il Centro Studi Corrado e Ippolito Cafici- CESCA, presentato nella sala consiliare del comune di Vizzini alla presenza del sindaco Vito Cortese e dell’assessore alla Cultura Pietro La Rocca. Un ente di Terzo Settore dedito allo studio e alla ricerca in campo storico, paesaggistico, archeologico ed archivistico dei fratelli Cafici e del territorio vizzinese, ma non solo: il Centro Studi si occupa anche delle ricerche di altri importanti studiosi di preistoria della Sicilia, del Continente Eurasiatico e delle regioni del Mediterraneo.
A farne parte archeologi, studiosi, professionisti ed eredi della famiglia che si prefiggono di censire, inventariare, studiare, conservare e valorizzare il materiale conservato presso l’Archivio Cafici contestualizzandolo da un punto di vista storico-sociale.

Carta filigranata del 1500 fatta da un’archivista dell’epoca per conto della famiglia Cafici

«La scintilla che ha portato alla nascita del Centro Studi risale al 2006 – spiega il presidente Maurizio Cafici – quando mia figlia Giorgia, allora laureanda in Lettere Classiche ad indirizzo Archeologico presso l’Università di Catania, si vide assegnare, alla luce del nostro cognome, una tesi di laurea incentrata sulla disamina del lavoro archeologico svolto nel territorio di Vizzini con particolare focus sui fratelli Corrado e Ippolito Cafici. Seguì l’allestimento di una mostra a loro dedicata al Palazzo Trao-Ventimiglia di Vizzini. A promuoverla, in collaborazione con la Soprintendenza di Catania, il Museo Archeologico Paolo Orsi e il Comune di Vizzini, l’imprenditore Giuseppe Moschella, oggi socio del Cesca, ma soprattutto appassionato e studioso del mondo dell’archeologia e dell’operato dei fratelli Cafici. Nel corso di un Convegno Nazionale di Egittologia e Papirologia mia figlia incontrò l’archeologo Lorenzo Guzzardi, direttore del Parco Archeologico di Leontinoi e, riscontrato il comune interesse per la produzione scientifica dei miei antenati, nacque l’idea di creare un Centro Studi a loro dedicato. Una fortunata serie di circostanze ha messo insieme questo gruppo di studiosi –conclude – compreso l’architetto Roberto Adorno, oggi Vice Presidente Cesca, che per pura passione ed amore, ha collezionato tutta la documentazione manoscritta dei Cafici riuscendo a ricostituire parzialmente quello che fu il loro archivio storico/scientifico».

L’albero genealogico da l1500 al 1700

L’archivio, non ancora censito, contiene documenti che risalgono ad un arco cronologico compreso tra il XVIII e gli inizi del XX secolo. Si tratta in prevalenza carteggi, sia manoscritti che a stampa, rilegati con lacci in cuoio, relativi a vicissitudini delle famiglie nobiliari della città, e documenti ancora da catalogare sui legami di questa famiglia e dei due fratelli con la massoneria. Tra i documenti anche una fitta corrispondenza – quindi lettere e cartoline postali – di Corrado ed Ippolito Cafici con i vari enti ed Accademie sia nazionali che europee su argomenti scientifici e missive a firma di Paolo Orsi che riguardano gli scavi ed i ritrovamenti archeologici effettuati nelle proprietà Cafici. Un taccuino di Ippolito, poi,  contiene una serie di appunti e disegni di reperti archeologici, forse da lui stesso rinvenuti, e un’agenda con l’elencazione di molte conchiglie con annotazioni ancora da decifrare.
L’obiettivo prefissato dal CESCA è quello di censire l’archivio e avviare le attività di ordinamento e inventariazione informatizzata. Intanto si sta lavorando all’organizzazione di una serie di eventi, in collaborazione con il Comune di Vizzini, che potranno far conoscere al grande pubblico la vera storia dei fratelli Cafici oltre a promuovere e valorizzare le bellezze paesaggistiche del territorio.

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