venerdì 22 marzo 2019

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Musicinema, quel connubio felice tra Sicilia e grande schermo

Recensioni

Per la stagione della Società catanese amici della musica all'Hotel Nettuno di Catania, i Camera Ensemble, cinque affiatatissimi concertisti alla ricerca della massima versatilità e eleganza, hanno eseguito musiche di film celeberrimi e tutti diversi


di Silvana La Porta

Un concerto di suoni, colori e parole: questa la gradita sorpresa che ha accolto i numerosi spettatori intervenuti sabato 23 febbraio all’Hotel Nettuno per il nuovo appuntamento della stagione della Società catanese amici della musica in collaborazione con il Kiwanis club Catania centro.

Continuano, dunque, alla Scam, grazie all’attenta e sagace direzione artistica di Anna Rita Fontana, i “Florilegi sonori” con uno spettacolo insolito, un connubio tra immagini in videoproiezione e musiche da film affidate all’esecuzione della Camera ensemble, un gruppo di noti concertisti, fiore all’occhiello dell’attuale panorama cameristico: Alessandro Strano alla tastiera nonchè arrangiatore dei brani, la figlia Giulia Strano al violoncello, Giovanni Anastasio al violino, Rosaria Milici alla viola e Claudio Spoto all’oboe.

Alessandro Strano dei Camera Ensemble

Cinque affiatatissimi professori d'orchestra alla ricerca della massima versatilità e eleganza, hanno eseguito musiche di film celeberrimi e tutti diversi, una scelta davvero azzeccata che ha dato alla serata un andamento frizzante e per tutti i gusti. Il tema poi era quanto di più vicino ci potesse essere all’animo degli intervenuti: la Sicilia e il cinema, un connubio felice che ha dato vita a pellicole celeberrime. E così tra brani letterari (splendida la poesia Kokalos di Enzo Salsetta) recitati con intensità dal giovane e bravo Federico Ariosto e le immagini delle pellicole selezionate con buon gusto da Valeria Strano (abbiamo apprezzato soprattutto l’attenzione per le storiche locandine dei film), alle orecchie e agli occhi degli astanti si è svelata l’anima più vera della nostra Trinacria.

Claudio Spoto oboe, Giovanni Anastasio violino e Rosaria Milici alla viola

Così qualcuno si è lasciato incantare dalle giocose storie di Ficarra e Picone su musiche di Paolo Buonvino, qualcun altro dalle note bizzarre del caro Commissario Montalbano di Franco Piersanti; il bel valzer del Gattopardo, anticipato dal celeberrimo discorso del Principe a Chevalley sul carattere “perfetto” dei siciliani, le sonorità del Piovani di "Kaos" dei fratelli Taviani e del Morricone di "Nuovo cinema paradiso" hanno fatto il resto, dinanzi a un pubblico foltissimo ed entusiasta, che ha goduto di un’esecuzione molto accurata, frutto di singoli talenti fioriti in un ottimo lavoro di insieme e di arrangiamenti davvero azzeccati, mentre le immagini davano corpo e senso alle note in perfetta sincronia.

La Milici e Giulia Strano al violoncello

L’immagine finale della bella Sicilia, e questa è stata davvero la chicca dello spettacolo, l’ha però sintetizzata il bel testo “Utopia del triangolo” di Vincenzo Spampinato, quanto mai opportunamente inserito nel programma perché tratteggia della nostra tanto bistrattata isola un ritratto luminoso, lontano dalla retorica del vittimismo meridionale e dell'arroganza gattopardesca: una Sicilia vincente e positiva, che ha voglia di riscatto, cosciente com’è di essere terra da cui nessuno esce indenne.

Ben vengano dunque omaggi come questo tributato dalla Scam alla Sicilia: solo la cultura potrà far sì che nessuno più venga a rubarci il coraggio e i sogni..


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 25 febbraio 2019





Silvana La Porta

Docente di Italiano e Latino al Liceo Scientifico Leonardo di Giarre, è giornalista, opinionista e collaboratrice del quotidiano La Sicilia


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