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Morellini Editore inaugura “Improvvisazioni”, collana di pop poesia diretta da Elena Mearini e Marco Saya

Le letture consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog E' nata "Improvvisazioni", collana di pop poesia diretta da Elena Mearini con Maco Saya che è anche un editore. I volumi usciranno per la milanese Morellini e si annuncia come un successo, così come ogni mossa della scrittrice e poetessa milanese che è paragonabile a una re Mida del libro

La settimana che procede da martedì 20 a lunedì 26 settembre, rappresenta la vigilia per Etnabook, festival di cui abbiamo già parlato (cliccate qui), ma ne riparleremo la prossima settimana; quanto a libri e autori, la settimana si annuncia interessante per diversi ritorni negli scaffali. Daniela Stallo dopo l’esperienza con Arkadia (quest’ultimi il 23 settembre in libreria con Marco Visinoni, autore della novità “Teatro Pereyra“), per i tipi di Armando Editore dal titolo “Winday“. Interessante nonché libro copertina per EDB il volume di Matteo Zuppi che rilegge la Costituzione con una formula inedita, il titolo è “Lettera alla Costiuzione. Con l’ultima lezione di Valerio Onida“. Belle le doppiette per Graphe.it (Carlo Lapucci, con “L’arca di Noè. Bestiario popolareè il libro contro copertina)e Edizioni Settecolori e l’atteso ritorno di Gianluca Morozzi, è giunto a termine con “Il libraio innamorato”, sempre per la potente Fernandel. Una vita dedita alla letteratura in tutti i suoi generi e nelle sue metodologie, è la notizia della settimana: Elena Mearini, con Marco Saya, dirigeranno per Morellini  la nuova collana di Pop Poesia dal titolo Improvvisazioni. Colpo il Saggiatore con Dimitris Lyacos. Lo scrittore, poeta e drammaturgo di Atene pubblica la trilogia Poena Damni, iniziata trent’anni fa e concepita come un eterno work in progress, arricchito da nuove aggiunte e contributi da altri media, tra cui danza, pittura, installazioni, scultura, video art, musica contemporanea e teatro, lo ha reso uno degli autori più significativi del nostro tempo. Il racconto di un uomo in fuga dall’Apocalisse, di una società distopica dalle cui crepe si affacciano i corpi dei morti che ritornano, e di un’isola deserta in cui si combatte una macabra lotta per la sopravvivenza. Una trilogia che attraversa le terre devastate della letteratura occidentale con una lingua che fonde il sacro e il mito, l’abominio e la redenzione, alla ricerca di una scappatoia dall’abisso contemporaneo.

Le uscite di martedì 20 settembre

Daniela Stallo, Winday, Armando Editore

«Tanto il male è incurabile. Inoltre c’è vento, settimo wind day dell’anno. Col vento abbiamo cominciato, col vento abbiamo finito.»
Taranto, giovedì santo, wind day. Il maestrale investe la fabbrica e sposta le polveri sottili. Lucrezia Saniva, fotografa per passione e commessa in una cartoleria per sbarcare il lunario, vive sola in una casa degli spiriti e dialoga col fantasma del commissario Maigret. A mezzanotte, prima della processione dell’Addolorata, un attentato all’Ilva ferma la città, i riti della Settimana Santa e colpisce alcuni membri della famiglia Volk, simbolo del gruppo siderurgico. Le indagini del dottor Iacovelli, col quale Lucrezia collabora, si indirizzano prima verso il gruppo che negli anni Settanta aveva fallito un attentato all’Italsider, poi verso esponenti di associazioni ambientaliste. Tra rigurgiti di terrorismo, un furto al Museo e un’antica narrazione collettiva, si snodano semplici storie personali sullo sfondo di una città complicata e bellissima.
Scrive l’autrice: «Volevo raccontare una storie, delle storie. È un romanzo, giallo per pretesto, per titolo una contrazione che nel racconto scompare e torna nei ranghi. Ci sono Maigret che passeggia sulla marina, gli anni Settanta, un attentato fallito (vero) all’Italsider uno riuscito (falso) all’Ilva. Manoscritti ritrovati (autentici, c’è la prova in copertina), giornali vecchi e veleni di oggi. C’è una storia d’amore, mi piacerebbe che la persona a cui è dedicata si riconoscesse. Soprattutto, però, nel libro, c’è tutta Taranto, ora che la guardo da lontano, con il male singolare dei suoi figli (anche io sono ammalata gravemente): quell’altalenarsi se andare o restare e, una volta distanti, la voglia di rientrare e, appena tornati, l’impellenza di fuggire. Una maledizione. Taranto città dei ricordi, che confondo, che si modificano, diventano enormi o talmente piccoli da non riuscire più a vederli. Città del desiderio, quello che avrei voluto fosse stata e mi avesse dato. La amo, di un amore irrazionale, e non la sopporto e nel libro glielo dico».

Le uscite di mercoledì 21 settembre

Libro copertina: “Lettera alla Costiuzione. Con l’ultima lezione di Valerio Onida” di Matteo Zuppi, EDB

Zuppi investe la Costituzione di ruoli inediti: nel volume è amica fidata, guida e fonte di speranza per il panorama politico e sociale. A questa confidenza in forma epistolare il Cardinale affida le proprie riflessioni circa i capisaldi della Costituzione, un ripasso prezioso in vista delle imminenti elezioni politiche. Il Cardinale che scrive alla Costituzione e il professore di diritto, Valerio Onida, che si rivolge ai suoi studenti, sono espressioni della medesima urgenza, quella cioè di guardare alla Costituzione come faro di democrazia e uguaglianza.



Le uscite di venerdì 23 settembre

Marco Visinoni, Teatro Pereyra, Arkadia

Una multinazionale farmaceutica. Una convention aziendale sull’isola della perdizione. Una spirale autodistruttiva di sballo e dissoluzione, tra droghe sperimentali e notti senza fine, da un locale all’altro, da un piacere all’altro. Un uomo alla deriva nell’oceano dei propri demoni, perso nel vortice incessante di godimento e depravazione, trascinerà con sé chiunque incrocerà il suo cammino. Fino alle conseguenze più estreme. Teatro Pereyra è una discesa all’inferno priva di redenzione, un romanzo senza limiti che scaraventa il lettore nel buio più fitto, fino a fargli toccare il fondo. O forse, fino a scoprire che non esiste un fondo, e che stiamo tutti precipitando a velocità vertiginosa in un baratro infinito.

Gianluca Morozzi, Il libraio innamorato, Fernandel

Gianluca Morozzi: «I libri sanno realizzare magie. Ti fanno viaggiare nel tempo e nello spazio, ti fanno materializzare davanti agli occhi contesse russe e principesse marziane, moschettieri e criminali. Quanti amori sono nati prestando o consigliando un libro? Questa è la storia di due librerie, di un libraio che ama una libraia, di uno scrittore in crisi, di una scrittrice dimenticata, e di alcuni decisamente insoliti lettori».

C’è un libraio che ha un segreto: è innamorato di una ragazza che fa il suo stesso mestiere. Sogna di sposarla, di unire le rispettive librerie e di far giocare i figli che verranno nel reparto libri per bambini, ma per il momento si accontenta di vederla in un’osteria di Bologna per raccontarle dei clienti più strani che incontra. Per esempio, c’è un uomo che entra nel suo negozio ogni giorno alla stessa ora, scompare tra gli scaffali per trenta minuti esatti, e all’uscita compra il primo libro che gli capita fra le mani. Perché? Ma anche la libraia ha clienti bizzarri: c’è infatti una ragazza che va da lei in libreria cercando romanzi che non esistono, dei quali però ricorda perfettamente le trame. E quei romanzi, un anno dopo, escono davvero. Come fa? E poi c’è uno scrittore di successo, anche lui ha un segreto: è riuscito a scrivere solo negli anni in cui nessuno lo voleva pubblicare. Ha accumulato nel cassetto tanti romanzi, che poi ha pubblicato uno alla volta fingendo di averli appena scritti. Ma il cassetto adesso è vuoto. Come farà ad accontentare il suo editore e la sua agente, entrambi in spasmodica attesa del suo prossimo, annunciato best seller? Infine c’è una scrittrice che pubblica libri di genere erotico tantrico col nome d’arte di Samantha Samsara. Il suo conto in banca è in rosso, e adesso sta cercando chi la mantenga in cambio del privilegio di poterla guardare mentre scrive a piedi nudi. Troverà qualcuno? Quando il libraio innamorato proporrà alla bella libraia di far incontrare i due insoliti clienti, i destini di tutti loro convergeranno in un modo inaspettato.
«Lui e Monica avevano una cosa in comune: facevano lo stesso mestiere. Librai indipendenti, sia l’uno che l’altra, in due librerie del centro storico di Bologna, due esempi di resistenza culturale in mezzo ai tanti negozi di catena. Navigando nello stesso tormentato mare si erano aiutati a vicenda e avevano finito per fare amicizia. Le due librerie non erano molto distanti fra loro: millequattrocento metri, diciassette minuti a piedi. L’osteria del Sole era più o meno a metà strada di quel chilometro e mezzo scarso. Camere Separate era il nome che Alessio Barbieri aveva dato alla sua libreria. Era stata una scelta facile: dopo lunghe ricerche era riuscito a trovare i locali perfetti in Strada Maggiore, a pochi passi dalla casa-museo del pittore Giorgio Morandi, ma soprattutto dai luoghi bolognesi di Pier Vittorio Tondelli. Per lui era stato quasi automatico dedicare quegli spazi allo scrittore di Correggio»

Henry de Montherlant, Servizio inutile, Edizioni Settecolori

Pierre Sipriot: «Un breviario esemplare su come affrontare la decadenza del mondo. Servizio inutile proclama l’insignificanza dell’attualità e la preminenza del “canto profondo”».  Smagliante apologia dell’individuo a petto dei totalitarismi che minacciano di inghiottirlo, ideologici, politici, sociali, Servizio inutile è, come osservò a suo tempo Ernst Jünger, il suo “Trattato del Ribelle” scritto con vent’anni d’anticipo, al tempo di quell’Europa fra le due guerre che fu terreno di coltura e laboratorio della distruttiva modernità novecentesca. La Spagna e la Francia, il Marocco e l’Algeria, la morte della borghesia e quella della nobiltà, il significato vero dello sport, il ruolo e il senso dello scrittore si susseguono in queste pagine dove è lo stile a farla da padrone, l’ironia temprata e insieme acuita dal disprezzo, l’emozione verso i più deboli, i più umili, gli animali. Su tutto, sempre e comunque, la propria dignità.

Jorge Semprùn, La seconda morte di Ramon Mercader, Edizioni Settecolori

Tra Guerra fredda e quadri di Vermeer, una possente spy story letteraria, inedita in Italia. Il capolavoro narrativo di un grande scrittore, protagonista e testimone del Novecento. Quando Ramón Mercader si presenta al controllo passaporti dell’aeroporto di Zurigo, il suo destino è segnato. Tutto ha avuto inizio quattro giorni prima, una volta lasciata Madrid per un viaggio d’affari ad Amsterdam. Ramón non si occupa solo di import-export: è una spia dell’Urss in terra di Spagna. La sua copertura, però, sta rischiando di saltare, e i servizi americani sono sulle sue tracce. Anche i russi e i tedeschi dell’Est si interessano a lui, e Ramón, in quella partita di caccia, potrebbe essere esca o selvaggina. È per questo che dalla capitale olandese è volato a Zurigo, per cercare di prendere contatto con i suoi capi, scoprire chi sta tradendo chi…

Jorge Semprún non ha scelto a caso il nome del suo protagonista: Ramón Mercader, quello «vero», è stato l’assassino di Trockij. Attraverso il suo personaggio romanzesco e il suo omonimo reale, l’autore rievoca l’intera storia del movimento comunista, dalla Terza Internazionale alla guerra di Spagna, dalle repressioni di Stalin alla burocratizzazione del mondo sovietico negli anni Sessanta. Intorno alla tragica epopea del protagonista e degli altri personaggi, maschili e femminili, teneri e violenti, in una trama dalle sorprese continue, si dipanano i ricordi personali di Semprún, ma soprattutto il filo collettivo di una grande meditazione storica sul destino delle rivoluzioni.

bell hooks, La volontà di cambiare. Mascolinità e amore, il Saggiatore

Tutti hanno bisogno di amare e di essere amati, anche gli uomini. È questa la verità essenziale che anima La volontà di cambiare, il libro a cui bell hooks ha affidato le sue riflessioni sulla mascolinità tossica, sull’inclinazione maschile alla violenza e all’assenza di emozioni, ma soprattutto sulla rivoluzione affettiva necessaria per immaginare una società nuova, in cui nessuno debba più avere paura del proprio universo sentimentale. Cresciuti in una società patriarcale, in cui resta fondamentale gestire e preservare il mito della forza, gli uomini hanno imparato a fabbricare meccanismi di difesa per resistere alla pressione emotiva che viene esercitata sulle loro coscienze. Sono spinti a indossare maschere sempre più convincenti per evitare di esprimere ciò che sentono davvero e rivelare così la loro incapacità di gestire relazioni profonde e aperte. Sono maschere di rabbia e violenza, con cui compiono i delitti che colpiscono migliaia di vittime ogni giorno. Ma con una disposizione positiva al cambiamento, una rivoluzione delle coscienze non è più un’irraggiungibile utopia, diventa anzi un’indispensabile visione per abitare un futuro diverso: l’unico in cui tutti avranno il coraggio di amare e di essere amati.

Jeff Hawkins, Mille cervelli in uno. Nuova teoria della mente, il Saggiatore

Che cosa significa essere intelligenti? In che modo le cellule del nostro cervello danno origine alla comprensione del mondo? La verità è che non lo sappiamo. Per quanto si parli costantemente degli enormi progressi delle neuroscienze, abbiamo ancora più domande che risposte. Jeff Hawkins ha trascorso quasi vent’anni provando a colmare questa man- canza e, come spesso succede per le grandi scoperte, si è accorto che è sufficiente cambiare il nostro approccio per farci sorprendere dalla realtà. La sua Teoria dei mille cervelli, esposta qui per la prima volta, nasce infatti da questa nuova prospettiva sulla neocorteccia. L’intuizione chiave riguarda le sue unità di base, chiamate colonne corticali, che imparano singolarmente un modello del mondo e lo tengono in continuo aggiornamento. All’interno della scatola cranica non c’è però una sala di controllo che decide a quale singolo modello dare ascolto. Invece, la nostra percezione è un consenso che le colonne raggiungono votando. Una vera e propria democrazia di neuroni nella testa. Ma Hawkins, ingegnere oltre che neuroscienziato, fa un passo in più: una volta che abbiamo capito davvero come funziona il cervello, sarà più facile costruirne uno. Combinando le neuroscienze con uno studio ambizioso sullo sviluppo delle intelligenze artificiali del futuro, Mille cervelli in uno annuncia una vera e propria rivoluzione nel modo di avvicinarci alla cono- scenza, umana e artificiale. È un libro che pensa in grande, in tutti i sensi.

Dimitris Lyacos, Poena Damni (cofanetto con tre volumi), il Saggiatore

Z213: Exit
Z213: Exit, primo volume della trilogia Poena Damni, ci pone di fronte alla più pura idea di orrore.
Evaso da un carcere, un ospedale o una città distrutta, il protagonista, un Ulisse gettato in un cosmo senza dèi, attraversa le macerie di un mondo violato da una catastrofe bellica. Giunto in una stazione, compra un cap- potto logoro, appartenuto a un soldato, nella cui tasca trova una Bibbia tempestata di arcane annotazioni. Da quel momento deciderà di scrivere un diario per raccontare il viaggio che lo ha portato fino a lì: la fuga da una morte collettiva; da un’Apocalisse in cui non vi è speranza di catarsi.

Con la gente dal ponte
Con la gente dal ponte, secondo volume della trilogia Poena Damni, evoca un mondo in cui la morte è un’esperienza reversibile.
Il viaggio del protagonista continua. L’uomo giunge in un luogo oscuro, avvolto dalla penombra, costellato di figure umane buttate in un angolo di strada, cani randagi e palazzi degradati; un ambiente che presto si trasforma in una scena di teatro, in cui viene rappresentato il dramma di un uomo e il suo tentativo di strappare alla morte la donna che ha amato. Tra il rincorrersi di voci nei vicoli e il rumore bianco di una tv che non funziona, la realtà si confonde, scandita unicamente dai treni che continuano a correre sulle sopraelevate.

La prima morte
La prima morte, terzo volume della trilogia Poena Damni, dà voce a un delirio allucinatorio, che nasce nel solco della tragedia.
«La prima morte» è il titolo di un libriccino, rinvenuto dal protagonista durante un viaggio in treno, del quale qui leggiamo il contenuto: un uo- mo è disperso su un’isola deserta, e nelle quattordici sezioni che com- pongono il poema vengono narrati i suoi tentativi di sopravvivenza in un mondo avvolto dalla morte. Il deterioramento sembra giungere al culmine, ma qualcosa, un lampo prima dell’oscurità, sottrae l’uomo al suo destino, proiettandolo nello spazio come una particella alla deriva, verso un luogo in cui forse potrà un giorno tornare a vivere.

Le uscite di lunedì 26 settembre

Luciana Frezza, Parabola Sub, Graphe.it

Una nuova collana di poesiaper Graphe.it diretta da Antonio BUX viene inaugurata con la leggendaria Luciana Fezza. La parabola subè la vicenda esemplare di chi sta sotto, di chi sta sott’acqua, di chi non è interessato alla superficie delle cose. Luciana Frezza è stata una poetessa che ha lasciato nel nostro Novecento il suo segno profondo, solcato con lieve ironia. È stata anche fine traduttrice per i maggiori editori italiani dei poeti simbolisti francesi: Laforgue, Mallarmé, Verlaine, Baudelaire, Apollinaire, Proust e altri. A distanza di trent’anni dalla morte, viene qui proposta l’ultima opera pubblicata in vita dall’autrice, Parabola sub, dove si addensa tutta la maturità espressiva di una penna tanto elegante quanto complessa.

Libro contro copertina, “L’arca di Noè. Bestiario popolare” di Carlo Lapucci, Graphe.it

Cosa è rimasto dell’universo simbolico sugli animali che tanta parte ebbe nella cultura medievale? Che resta della grande metafora che rappresentava il mondo animale per gli antichi? Sulla scia degli antichi bestiari, Carlo Lapucci va alla ricerca delle tracce della tradizione popolare e ci propone un catalogo in cui l’animale riemerge quale interlocutore dell’uomo che lo riscopre come compagno nel viaggio della vita.

La novità, è nata “Improvvisazioni” la nuova collana di Pop Poesia della Morellini Editore, diretta da Elena Mearini in collaborazione con Marco Saya

Elena Mearini

Elena Mearini

La nuova collana propone una poesia “contemporanea” ricca di suggestioni e musicalità, che vuole trascinare il lettore nel mezzo della visione dei suoi autori, renderlo partecipe della realtà intuita e coinvolgerlo nelle immagini, nei ritmi e nei suoni di un accadere che soltanto la parola può rendere vivo. La scrittura è chiamata a essere corpo di un’allucinazione. L’intento è quello di proporre una scrittura disposta a incrociare le caratteristiche della prosa con quelle della poesia, attenta alla qualità e alla musicalità: visione, aneddoto (struttura narrativa del quotidiano), ritmo e musica come elementi fondanti. All’interno della collana, una sezione dedicata a “I Piccoli Saggi FiloPoetici“, curata e sviluppata dal filosofo e poeta Angelo De Stefano. Saranno pubblicazioni snelle, di foliazione breve e con caratteri ad alta leggibilità, testi divulgativi ed esplorativi rivolti a un fruitore medio, dove i grandi temi del pensiero, dalla filosofia alla fisica alle neuroscienze, passando attraverso la musica e la matematica, si avvicineranno alla poesia scoprendo in essa la comunione di un’origine che ci parla e che ci è destinata. I saggi saranno composti da un numero breve di capitoli (dai tre ai cinque) e ogni capitolo verrà aperto da una voce letteraria che sarà la sua eco o la faccia gemella.

Elena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Dirige la Piccola Accademia di poesia fondata nel 2020. Ha pubblicato una raccolta di poesia per LiberAria Editrice, Strategie dell’addio, e due per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Undicesimo comandamento, Perdisa pop editore, Bianca da morire, Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista nella cinquina per il Premio Scerbanenco; “I passi di mia madre”, Morellini Editore, candidato allo Strega 2021. Per Marco Saya, nel 2021, ha pubblicato la raccolta “Aritmia”.

La prima novità della collana sarà “S’i’ fosse whisky” del cantautore e poeta romano Piji, attivo da diversi anni nella scena italiana pop/jazz e canzone d’autore/indie. “S’i’ fosse whisky” è una selezione ragionata di scritti tratti dai quaderni di appunti di Piji, scritti che per la prima volta pubblica senza trasformarli in canzone, ma lasciandoli nella loro forma originaria di pagine poetiche o, più precisamente, di come le chiama lui stesso nel sottotitolo del libro, “popsìe, jazztacci e canzoni senza musica”. Una sorta di linguaggio jazzistico fatto di sole parole, ma che possa essere cantato da tutti.

La seconda uscita, si prevede a novembre e sarà “Il tempo della luce“, firmata dall’astrofisico Massimo Della Valle, di recente nominato Socio dell’Accademia dei Lincei, che a novembre riceverà l’investitura ufficiale direttamente dal Presidente della Repubblica, e con la prefazione di Angelo De Stefano. L’intento dell’autore è quello di mostrare al lettore il dialogo sotterraneo tra la poesia e la fisica, mondi in apparenza distanti ma in realtà sovrapposti, necessari l’uno all’altro.

L’astronomia è la scienza della luce. Tutto quello che conosciamo delle stelle e delle galassie deriva dall’analisi della loro luce. Eppure l’Astronomia esiste perché esiste la notte, la manifestazione più evidente dell’assenza di luce. Senza il buio della notte non avremmo mai utilizzato i telescopi. Non so se sia paradossale o semplicemente ironico, pensare che per “far luce” su fenomeni che avvengono in mondi lontani, immersi nelle tenebre di un universo quasi vuoto e buio, si abbia bisogno anche della nostra “piccola” quota di oscurità locale.
L’alternanza quotidiana tra giorno e notte che regola le nostre vite sin da quando “veniamo alla luce” ha un significato più profondo. Per “far luce”, per “sapere”, abbiamo bisogno dell’oscurità, che allora perde l’accezione di negatività, e diventa, assieme alla luce, parte del processo della conoscenza. Massimo Della Valle.



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