Messina e la cultura: «Il Teatro Vittorio Emanuele siete voi»

Teatro Un evento aperto alla città per salutare la nuova stagione 2019-2020. E Teatro e Comune si trovano in sintonia sul futuro dell'ente teatrale messinese. Il presidente Orazio Miloro annuncia una nuova armonia nella gestione, il sindaco Cateno De Luca vuole stabilizzare gli orchestrali attraverso il Gruppo Pubblico Locale

Il nuovo corso del Teatro Vittorio Emanuele di Messina si apre con l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni. Doveva essere la presentazione ufficiale della stagione di prosa e musica 2019/2020 ed è stato invece un evento aperto alla città, con l’orchestra sul proscenio a salutare il pubblico. E questo non succedeva da 23 anni. 

Ad aprire la serata, sabato 26 ottobre, il presidente Orazio Miloro, insediatosi solo due mesi fa, che ha fatto gli onori di casa parlando di segnali di condivisione e spensieratezza e promettendo alla città una nuova armonia nella gestione di un ente «che rappresenta la culla della cultura di tutto il territorio. Il teatro Vittorio Emanuele siete voi. È il più antico della Sicilia, e il secondo d’Europa per grandezza, e lavoreremo per costruire attorno alla cultura dei meccanismi socio-economici per tornare ai fasti di un tempo e superare le difficoltà degli ultimi anni». 

Orchestrali del Teatro Vittorio Emanuele di Messina durante la presentazione della stagione 2019-2020

Difficoltà di fresca memoria nella mente dei cittadini, a partire dal dialogo con le istituzioni, problematico quando non assente. Almeno fino ad ora. «Stiamo lavorando alla redazione di un piano strategico che coinvolga la Regione Siciliana, con cui siamo in piena armonia, e il Comune di Messina, mai così presente come oggi. Cercheremo di captare fondi europei e inoltre c’è grande interesse da parte delle imprese, con cui stiamo avviando un tavolo per valutare, per la prima volta nella storia dell’Ente, sponsorizzazioni private». 

Il presidente Orazio Miloro: «Il teatro Vittorio Emanuele siete voi. È il più antico della Sicilia, il secondo d’Europa per grandezza, lavoreremo per costruire attorno alla cultura  meccanismi socio-economici per tornare ai fasti di un tempo»

Dal Comune, intanto, arriveranno 200.000 euro. Lo promette il sindaco Cateno De Luca, anche lui presente all’evento, che con ironia, ma neanche troppa, dice che voleva «vedere prima il cartellone». Un contributo fisso annuale da Palazzo Zanca, più contributi aggiuntivi per progetti-obiettivo, da definire in concerto con l’Ente, e attività di promozione. E qui il sindaco tocca un altro punto nevralgico della questione teatro: l’orchestra, i cui componenti negli ultimi anni sono stati le principali vittime dei tagli alle risorse, con conseguenti vertenze per ottenere una stabilizzazione. «L’orchestra del Vittorio Emanuele – dice il sindaco – è un patrimonio che non va disgregato. Il Comune sta lavorando affinché il Teatro sia inserito tra gli elementi cardine del Gruppo Pubblico Locale, come il trasporto e altri fondamentali servizi alla cittadinanza, e come tale venga trattato: quest’anno per la prima volta verrà inserito in bilancio. Come abbiamo stabilizzato i dipendenti delle partecipate e degli uffici comunali, così faremo con gli orchestrali del teatro».

Il Teatro Vittorio Emanuele di Messina affollato durante la presentazione della stagione 2019-2020

Presenti all’evento anche i consiglieri Giuseppe Ministeri e Nino Principato. Un new deal all’insegna del cambio di passo e dell’ognuno faccia la sua parte. E delle novità: entro il 31 dicembre il teatro si accrediterà come Ente di formazione, con la volontà di rappresentare un punto di riferimento per le produzioni locali e per i giovani che vogliono intraprendere la carriera artistica. Spazio anche all’arte figurativa, con un’attenzione speciale ai giovani artisti, che all’interno del Teatro troveranno spazi espositivi per le loro opere. 

Teatro Vittorio Emanuele di Messina, presentazione della stagione 2019-2020: da sinistra Orazio Miloro, Giuseppe Ministeri, Nino Principato, Simona Celi, Gianfranco Scoglio e Matteo Pappalardo

«Non vogliamo cercare o creare termini di paragone con gli altri teatri siciliani – dichiara Gianfranco Scoglio, da un anno sovrintendente dell’Ente -. Oggi qui parliamo di modernità e di voglia di crescere anche nei momenti di crisi. Stiamo affrontando un passaggio dalla tradizione all’innovazione, stiamo adottando nuovi stili che tengano conto della contaminazione tra i generi artistici. Il teatro ha perso delle opportunità, negli anni, ma adesso stiamo cercando di recuperare e per farlo dobbiamo sgomitare, dobbiamo farci conoscere, per rivendicare il ruolo che ci spetta a livello regionale e anche nazionale. Lavorando, prima di tutto, sulla necessità di avere in pianta stabile orchestra, coro e compagnia di danza». 

Scoglio ha aggiunto che il Vittorio Emanuele è vicino ai lavoratori del Teatro Vincenzo Bellini di Catania, che si è visto sospendere le attività a causa di mancanza di risorse. 

Dulcis in fundo, il programma degli spettacoli, con la direzione artistica di Simona Celi Zanetti per la prosa e Matteo Pappalardo per la musica: entrambi hanno confermato la voglia di «restituire alla città di Messina il suo teatro, con una stagione che, come uno scrigno, possa racchiudere tanti e diversi elementi di meraviglia». 

Una stagione che vede grandi nomi sul palco e grandi autori dietro le quinte. Si comincia il 16 e il 17 novembre, con Appunti di viaggio. Biografia in musica, scritto e diretto da Lina Sastri, che porta in scena un racconto libero e inedito sulla sua vita artistica, un viaggio nel teatro, nella musica e nel cinema italiani. Dal 6 all’8 dicembre va in scena Dracula, dal romanzo di Bram Stoker, con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, che cura anche la regia. La coppia torna a Messina dopo il grande successo di Delitto e castigo riscosso lo scorso anno. Dracula racconta il viaggio notturno verso l’ignoto, un viaggio interiore che diventa archetipo di ogni esistenza. 

Lina Sastri in “Appunti di viaggio”

Fuori abbonamento il 29 dicembre il Balletto di Roma porta un adattamento moderno e ambientalista de Lo Schiaccianoci di Cajkovskij, con coreografie di Massimiliano Volpini. Il primo gennaio si brinda al nuovo anno con il Concerto di Capodanno, con musiche di Rachmaninov, Strauss, Cajkovskij e Verdi, direttore Marco Alibrando. Il 3 e il 5 gennaio è il momento del Galà lirico, con il soprano Svetlana Kasyan e il tenore Zoran Todorovich, musiche di Verdi, Puccini, Mascagni, Giordano e Massenet. 

Gennaio continua con la prosa: dal 10 al 12 Così parlo Bellavista, adattamento teatrale del film e del romanzo di Luciano De Crescenzo, da poco scomparso: sul palco Marisa Laurito, Geppy Gleijeses, Benedetto Casillo. Ancora musica, il 17 e il 18 gennaio, con Io, don Chisciotte: Fabrizio Monteverde, il coreografo più applaudito d’Italia, dirige il Balletto di Roma nell’adattamento coreutico del capolavoro di Cervantes. 

Benedetto casillo, Marisa Laurito e Geppy Glejieses in “Così parlò Bellavista”

Dal 22 al 24 gennaio Alessandro Preziosi è il protagonista di Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco, del drammaturgo Stefano Massini, che ci racconta la permanenza in manicomio dell’artista olandese e il suo dialogo con il fratello Theo. Dall’1 al 5 febbraio arriva a Messina quello che è stato definito lo spettacolo più importante degli ultimi dieci anni in Italia: I giganti della montagna, capolavoro di Luigi Pirandello, diretto e interpretato da Gabriele Lavia, con una produzione che ha coinvolto il Teatro della Toscana, il Teatro Stabile di Torino, il Teatro Biondo di Palermo e la Regione Siciliana. 

Gabriele Lavia ne “I giganti della montagna”

Il 7 e l’8 febbraio il celebre vocal group degli Oblivion ci regala il divertente musical La Bibbia riveduta e scorretta, mentre dal 14 al 16 il Massimo Lopez e Tullio Solenghi show promette bene: i due tornano insieme sul palco dopo 15 anni. 

Tullio Solenghi e Massimo Lopez

Ancora musica il 23 febbraio, con Fabio Concato e il Paolo Di Sabatino Trio. Dal 28 febbraio all’1 marzo Isa Danieli e Giuliana De Sio portano in scena Le signorine, in cui due sorelle zitelle vivono in un continuo scambio di accuse reciproche. L’8 marzo, fuori abbonamento, il concerto per pianoforte di Giuseppe Albanese, giovane pianista reggino già apprezzato in tutto il mondo. 

Dal 13 al 15 marzo il prestigioso Machine de Cirque Show, raffinato spettacolo circense con protagonisti gli unici cinque uomini sopravvissuti all’Apocalisse. 

Dal 20 al 22 marzo arriva l’Antigone di Sofocle, con Sebastiano Lo Monaco e Barbara Moselli: torna il dilemma tra ragion di stato e giustizia umana. 

Dal 27 al 29 marzo nuovamente Pirandello, con Il berretto a sonagli, interpretato da Gianfranco Jannuzzo, mentre l’1 aprile, fuori abbonamento, l’Orchestra siciliana di clarinetti esegue musiche di Verdi, Bellini, Gershwin. 

Orchestra siciliana di clarinetti

Dal 3 al 5 aprile la versione teatrale di Glauco Mari e Matteo Tarasco de I fratelli Karamazov, di Dostoevskij, mentre il 7 e l’8 in scena Le bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001, viaggio tra i cambiamenti sociali e dei costumi del Bel Paese. 

Dal 17 al 19 aprile Riccardo Rossi porta in scena W le donne, scritto dallo stesso Rossi e da Alberto Di Risio. A maggio due degli appuntamenti più importanti in cartellone: Tosca di Giacomo Puccini, l’8 e il 10, diretta da Carlo Palleschi, e Love of my life. Omaggio a Freddy Mercury, con Lorenzo Licitra, il 22 e il 23. Entrambi gli spettacoli vedono protagonista l’Orchestra del Vittorio Emanuele. 

Lorenzo Licitra

Il 5 e il 7 giugno si chiude la stagione di musica con Il barbiere di Siviglia, opera buffa di Gioachino Rossini, mentre il 13, fuori abbonamento, la prosa si congeda con Omero è stato anche qui, tratto dal libro di Nadia Terranova, con la Compagnia Volere Volare

A conclusione della serata, il presidente Miloro annuncia di voler regalare alla città un albero da piantare per ogni abbonato, in collaborazione con il Comune, e per l’occasione lancia l’hashtag #unalberoperogniabbonato. Lo scorso anno sono stati 1600 a sottoscrivere un abbonamento al Vittorio Emanuele di Messina: chissà che quest’anno non si possa creare un nuovo polmone verde per la città. 

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