Vincenzo Quadarella: «Il mio concept album guardando il mito in “controluce”»

Teatro Tra musica e teatro, il musicista siracusano presenta il suo nuovo concept album che metterà in scena a Messina con l'apporto teatrale dell'Esos Theatre di Sasà Neri

Quattordici anni di “pausa” – pausa si fa per dire, visto che ha lavorato, è tornato sul palcoscenico, ha prodotto spettacoli, ha scritto e pubblicato un libro – ed ecco la svolta, targata 2014-2015. Il nuovo concept album “Controluce. I suoni dell’ombra” e un nuovo modo di pensare la sua musica in scena. Musicista, scrittore, sound designer, siracusano, classe ’75, Vincenzo Quadarella ha adottato da sempre musica e teatro come centri focali delle sue esperienze professionali.

Vincenzo Quadarella e La casa delle candele di carta durante le prive in sala di registrazione

Dopo aver inciso due album con i Khema, sceglie di intraprendere la carriera di sound designer e tecnico del suono per il teatro. Si specializza al Centro Mobilità delle Arti AGON di Milano e perfeziona ulteriormente la sua formazione in Bulgaria (Higher Institute of Theatre, Higher Institute of art of the cinema, Theatre of Drama e State Puppet Theatre). Dopo anni in giro per l’Italia e l’Europa, torna in Sicilia, al lavoro per l’Istituto Nazionale Dramma Antico come sound designer con registi come Ronconi, Castri, Pagliaro, Calenda, senza tralasciare le attività di compositore di musiche per il teatro (tra gli altri “Il senso del male” regia di Erika Barresi e, più recentemente, “Dèi, Eroi e Poeti”, in scena al Teatro Greco di Siracusa nel 2013 per la celebrazione del Centenario della Fondazione). Nel 2012 pubblica per Armando Siciliano Editore il libro “Il non-luogo rivoluzionario”, presentato da Fernando Balestra a Siracusa e da Antonio Ingroia a Palermo. Dal suo libro è tratto lo spettacolo “ProTesto”, per il quale Quadarella va in scena come cantante e musicista. Nel 2014 inizia lo studio di “Asini. La storia come non l’avete mai sentita”, un esperimento di teatro-canzone incentrato sulla storia del ‘900 andato in scena a Messina, Siracusa e Milazzo e giunto ad una nuova versione con “Asini Tutti” nel 2014, spettacolo inaugurale di “Atto Unico” 2014-2015.
“Controluce. I suoni dell’ombra” è il cuore dello spettacolo EsosTheatre che andrà in scena domenica I febbraio per “Atto Unico” con la regia di Sasà Neri.
Album e spettacolo hanno il medesimo titolo. E il titolo la dice lunga. “Controluce. I suoni dell’ombra”.
«Il mio ultimo album risale al 2001, con una band che si chiamava Khema. L’album si chiamava “Crisalide” ed era edito dalla Videoradio. I testi e le musiche erano in gran parte mie. Da “Crisalide” a oggi, ovviamente, sono molto cambiato. Ho approfondito l’uso della voce raggiungendo risultati che neppure io pensavo di ottenere! In questi anni ho scritto molto e lavorato su arrangiamenti alternativi. Insomma, oltre che anagraficamente, credo di essere maturato molto dal punto di vista artistico».
C’è una “domanda” alla quale si tenta di dare ascolto in “Controluce”?
«Sicuramente il centro del lavoro è costituito dalla rivisitazione dell’idea di eroe. La domanda da cui nasce tutto è stata: tra Achille ed Ettore chi era l’eroe? chi era il buono? La mia considerazione è che tra Achei e Troiani i buoni siano i Troiani! Ovvero, mi sono divertito a ribaltare le idee comuni e ciò che la storia ci ha tramandato. Ad esempio, in ‘Controluce’ Ulisse non è mai tornato. Insomma, un modo alternativo di vedere le cose, un cambio di prospettiva. E il titolo rispecchia appunto il cambio di prospettiva. Ho provato a rimettermi in gioco concependo un album strano anche negli arrangiamenti. La perfetta simbiosi tra i musicisti ha creato qualcosa di veramente particolare. Abbiamo scelto di non avere percussioni o batteria. Abbiamo scelto di suonare tutto dal vivo con chitarre, pianoforte, violino e viola. E ci stiamo divertendo veramente tanto».
Come è ideato l’album “Controluce”?
«L’album è ideato come un concept album alla “vecchia maniera”. Cerchiamo di affrontare le più importanti figure greche mitologiche e cerchiamo di immaginare come sarebbe potuta essere la cultura occidentale se costoro avessero fatto scelte diverse. Si spazia da Ulisse a Deianira, da Achille a Prometeo».
Per quale ragione hai pensato di coinvolgere EsosTheatre?
«La prima volta che ho assistito ad una rappresentazione di EsosTheatre sono stato letteralmente trasportato in un’altra dimensione, in un altro mondo. L’impatto emotivo di questo tipo di spettacolo mi ha coinvolto come poche volte mi è successo. Ovviamente l’idea di Sasà è molto simile alla mia: ribaltare le prospettive. Lui lo fa anche abbattendo qualsiasi barriera tra pubblico e scena, inglobando lo spettatore nella narrazione e nell’emotività della scena. Non potevo non sperare di lavorare con loro! Ci scambieremo tutta l’energia possibile, tutto l’entusiasmo possibile, tutta l’espressività possibile».
Tre canzoni emblematiche dell’album: quali sono e perché sono emblematiche?
«Difficile scegliere tre canzoni ma ci provo: Andromaca, l’addio di Ettore alla moglie è una delle più belle pagine di letteratura di tutti i tempi. Ettore e Andromaca sanno di dover combattere e sanno che Ettore non sarà vincitore. Ma il dovere li chiama, il dovere impone la morte. Ho spesso pensato a cosa sarebbe accaduto se Ettore avesse battuto Achille e Troia fosse stata libera. Altro brano importante è certamente “Deianira”. Ho cercato di capire le sue ragioni, i suoi sentimenti, le emozioni che l’hanno portata all’atroce delitto. L’album è aperto da un brano particolare “Le navi degli Achei”, un brano di “resistenza all’invasore, un brano asciutto ma incisivo».

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