lunedì 18 giugno 2018

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Medici senza quartiere la "rivolta" dei camici bianchi

Volontariato e Onlus

Stanchi delle lunghe liste d'attesa del sistema ospedaliero, grazie a un'idea del medico otorinolaringoiatra Federico Sireci, una squadra di giovani professionisti della salute si è messa a disposizione dei cittadini: in una villa confiscata alla mafia alla periferia nord di Palermo offrono visite specialistiche gratuite e informano sulla prevenzione


di Giusy Messina

La rivoluzione “gentile” a Palermo ha il volto giovane di “Medici senza quartiere”, una squadra di professionisti della salute, con specializzazioni diverse, che dallo scorso settembre hanno deciso di scendere in campo proponendo visite gratuite ed iniziative di prevenzione per chiunque ne avesse il bisogno.
«Il primo appuntamento rivolto alla salute del bambino è stato un successo: visite dermatologiche pediatrica, visite di otorinolaringoiatrica con valutazione audiometrica, visite dentistiche nonché la valutazione posturale per prevenire la scoliosi, ed un esame auxologico sulla crescita». Ce lo racconta Federico Sireci, 30 anni, otorinolaringoiatra e presidente di “Medici senza quartiere” . E' stato lui a coinvolgere gli altri suoi colleghi a darsi da fare, a scommettere su una realtà difficile come quella palermitana dove le liste d'attesa per una visita specialistica ospedaliera rasentano i tempi biblici.

Federico Sireci

«L'idea- racconta- mi è venuta proprio quando facevo la specialistica, mi accorgevo che per un semplice consulto i pazienti dovevano aspettare mesi e mesi. Ma perchè, mi sono detto, non farlo noi? Sebbene giovani siamo tutti professionisti, ed ognuno è stato il migliore dei corsi nel proprio campo». Federico li chiama uno ad uno. La loro è una storia di amicizia nata sui banchi dell'ateneo palermitano e cementata dalla stima professionale. La task force si presenta al completo: Francesca Foti, specialista in ginecologia; Bruno Papia, pediatra e vicepresidente dell'associazione; Vincenzo Geraci, endocrinolog; Alice Sparacino, specialista in medicina riabilitativa; Anna Mangione, oculista; Marco Santoro, ematologo; Mirella Russo, specializzata in odontoiatria pediatrica; Marco Lauria, dermatologo e Carlo Melloni, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

Il team di Medici senza quartiere

Armati dell'entusiasmo del fare, con orgoglio professionale e quel pizzico di provocazione contro un sistema sanitario lungo e farraginoso che impedisce al cittadino di avere anche delle semplici informazioni, hanno già organizzato diversi appuntamenti tematici. Dallo screening ed esami gratuiti per la prevenzione del melanoma, fino ai test gratuiti per il diabete. Il prossimo appuntamento sarà domenica 25 febbraio dedicato all'udito e all'acufene (dalle 9,30 alle 17,0, prenotazioni e info sulla pagina facebook dell'associazione).
Anche la scelta della sede non è casuale: “La casa del cuore” dell'associazione “Tommaso Natale e dintorni”. Una villa confiscata alla mafia nel quartiere San Lorenzo-Cardillo (via Oreste Lo Valvo, 31), dove diverse realtà associative del tessuto palermitano hanno trovato uno spazio per condividere esperienze, tenere laboratori teatrali, attività ludiche e ricreative.

Federico Sireci, Leonardo Canto, Vincenzo Geraci e Marco Lauria

Un progetto solidale di grande respiro nella periferia Nord della città, con circa 80mila abitanti, in quella Piana dei Colli dove nobili e ricchi borghesi alla fine del XVII secolo edificarono maestose ville.
La sinergia tra “Medici senza quartiere” e la “Casa del cuore”, è spontanea. Federico Sireci e l'avvocato Leonardo Canto, consulente legale, sono amici dai tempi del liceo. «Sono felice perchè possiamo offrire anche questo servizio ai tanti cittadini, e non solo del quartiere, che si rivolgono a noi - dice Canto – . E' un passaparola che sta coivolgendo molte persone di qualsiasi ceto sociale ed estrazione culturale, perchè sta crescendo sempre di più l'impegno nel fare in prima persona, a non delegare gli altri ma a mettersi in gioco personalmente».
La pagina facebook di ”Medici senza quartiere” ha avuto un'impennata. «Oggi sono oltre 1.600 i visitatori che ci seguono- dice Federico-. Per iniziare abbiamo improntato uno studio base: un computer, una scrivania, un lettino per le visite, una bilancia, ma abbiamo potuto constatare che la generosità tra le aziende non manca. A breve ci doneranno un ecografo, un lettino ginecologico ed altra strumentazione».

Carlo Melloni
Camminando a piccoli passi, armati di tenacia, impegno, volontà e passione, i giovani medici “emergenti” che hanno avuto il coraggio di restare a Palermo, oggi sono diventati concorrenziali. «Siamo volontari- continuail presidente- ma ognuno ha anche uno studio privato dove chi vuole, dopo la prima visita al centro, si può rivolgere per maggiori approfondimenti. Intanto, nell'immediato, diamo delle informazioni basilari, ovvero ciò di cui il cittadino ha maggiormente bisogno e che non trova nella struttura pubblica. Con l'iscrizione di 2 euro l'anno si diventa soci di “Medici senza quartiere” e si ha il diritto allo sconto del 15%, estendibile anche al nucleo familiare per le visite in studio».
Alcuni dei "Medici senza quartiere" dopo una parentesi di lavoro all'estero hanno deciso di tornare in città. Così è stato, ad esempio, per Carlo Melloni, 35 anni, uno dei promotori dell'iniziativa. «Mi avevano offerto di rimanere in Brasile dove mi sono specializzato in chirugia estetica, ma ho deciso di tornare perchè l'idea di Federico di aiutare i palermitani che sono in difficoltà mettendo a disposizione la mia preparazione mi è molto piaciuta. In Serbia - racconta - mi sono specializzato nella ricostruzione genitale, e qui nel Sud Italia, dove è alta la richiesta di persone che vogliono cambiare sesso, siamo veramente in pochi».

Vincenzo Geraci

Percorso diverso per Vincenzo Geraci, 31 anni, endocrinologo a cui piacciono le sfide, che a maggio dedicherà una giornata di con “Medici senza quartiere” alla tiroide. «Chi è andato a lavorare fuori, difficilmente ritorna, ed io sono molto innamorato della mia terra. La nostra iniziativa è veramente un'opportunità per tutti, soprattutto per le tante persone che anche per una prima visita devono attendere dagli 8 ai 10 mesi».

La ginecologa Francesca Foti

In occasione della giornata dell'8 marzo, la ginecologa Francesca Foti, 32 anni, è già al lavoro. Per quella giornata dedicata alle donne la parola d'ordine sarà "prevenzione": «Non soltanto la visita ginecologica - racconta con entusiasmo e gli occhi che le brillano- ma anche il pap test, ecografia al seno e soprattutto tanta informazione».
I "Medici senza quartiere" coltivano fiducia e seminano speranza in una città dove il volontariato è costretto a sostituirsi a un Sistema sanitario inefficace e a una politica incapace di dare risposte concrete.
“... qualcuno potrebbe dire che dovrebbero pensarci le istituzioni: noi intanto agiamo, così che il nostro agire diventi anche una protesta”... Padre Pino Puglisi docet.

Chiunque volesse sostenere l'associazione può fare una donazione all'IBAN: IT28U0335901600100000156302.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 22 febbraio 2018
Aggiornato il 05 marzo 2018 alle 21:55




Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto di vita è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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