lunedì 18 giugno 2018

lunedì 18 giugno 2018

MENU

1

Le piccole gioie (della natura) di Graziana Giunta

Moda e Design

Ambientalista, vegana ma, anzitutto, creativa. L'artista di Assoro trasforma le pale dei ficodindia in piccole opere d'arte: piccoli monili ricavati dalla fibra essiccata della pianta simbolo della Sicilia che, coerentemente con il suo credo, non distrugge, ma attinge dalla potatura di fine estate, nel pieno rispetto della natura. Il risultato sono dei bijoux unici, attraverso i quali si indossa un pezzo di Isola


di Serena Di Stefano

Dalla sciara alla gioielleria, è la riscoperta di un materiale tipicamente siciliano: prezioso ma “invisibile” ai più. Non sono in molti a sapere che la fibra di fico d’india, trasformata in bijoux, sta rivoluzionando il design e la moda ecosostenibile. A parlarcene è Graziana Giunta, artista ennese 41enne che ha trasformato u ficurinia nel cavallo di battaglia del suo atelier Manituana, ad Assoro.

La designer Graziana Giunta

«È una duplice sfida – ci racconta la designer – tanto artistica quanto etica. Ho sposato l’idea del riciclo nel 2006, trascorrendo un anno in Africa, insegnando arte ai bambini dell’arcipelago delle Comore, a Mayotte. Realizzavamo collage unendo bucce di banana, sassolini, foglie e semi. Da quel momento, ho scelto di usare ciò che la natura ci offre».
Quella di Graziana è ricerca sperimentale, rivoluzione di occhi che sanno vedere, ma è anche un modo di impegnarsi a favore dell’ambiente. «A volte la ricchezza è invisibile, sebbene sia proprio sotto i nostri occhi. Sono ambientalista e vegana, vorrei sensibilizzare le persone rispetto alla natura e al riciclo. L’educazione può muoversi anche attraverso i monili».

Una delle creazioni di Graziana Giunta

Artista a tempo pieno e insegnante, Graziana Giunta trasforma la fibra di fico d’india in bijoux da due anni. Ma nel suo repertorio artistico c’è molto altro: a partire dal connubio tra pezzi di motore e bottiglie in plastica che ha dato vita alle produzioni con cui ha partecipato alla mostra-evento d’arte contemporanea Stop allo 0-48 degli oggetti. «Mi affascinava molto l’idea di assemblare un materiale molto leggero a uno pesante, aspetto che ho poi approfondito unendo la polvere lavica con pezzi di specchi. La scoperta delle fibre essiccate di fico d’india - continua - risale a quando frequentavo il liceo artistico. Le usavo inizialmente come mascherine per i lavori grafici. La trama delle pale diventava una superficie su cui stendevo vernici e colori ottenendo un effetto simile al negativo. Poi, ho pensato di sfruttare anche la parte più dura e legnosa della pala di fico d’india. Così, è nata la linea Siku, combinazione che nasce dal nome latino della pianta e della Sicilia».

Graziana Giunta a lavoro nel suo atelier di Assoro

Orecchini, bracciali e collane in fibra di fico d’india sono solo un punto di partenza.«Sto lavorando a nuovi prodotti, come i gemelli per uomo. Bisogna reinventarsi continuamente perché, soprattutto con la diffusione su internet, il rischio artistico è la perdita di originalità».
Le sue produzioni si trovano, oltre all’atelier Manituana di Assoro, anche a Scicli e a Palermo. Ma Graziana punta soprattutto al mercato estero perché «il pubblico siciliano, seppur incuriosito, spesso resta basito. La pala di fico d’india è per noi un materiale comune, per questo non riusciamo a vederne la bellezza e la rarità. Ho sempre messo un frammento di sicilianità nei miei lavori, mi piaceva l’idea di donare un pezzo della mia terra a chi acquistava, già a partire dai quadri realizzati con la polvere lavica dell’Etna».

Una delle creazioni di Graziana Giunta

Siku è una linea che resta coerente con la personalità di Graziana. «Non distruggo le piante ma aspetto la fine dell’estate raccogliendo i pezzi già ripuliti dai contadini. Faccio essiccare la foglia e scelgo la parte più legnosa e adatta al lavoro. Una volta ripulita la fibra viene tagliata, colorata e montata. Faccio tutto manualmente senza l’uso di macchine e i pezzi prodotti sono unici. Spesso è la fibra a parlarmi, un pezzo deve corrispondere con quello che diventerà. Naturalmente, uso solo vernici atossiche e materiali antiallergici. Il risultato è un monile duraturo, unico e resistente ma in un mondo così effimero in cui tutto si rovina e viene gettato, quando il bijoux fa il suo corso semplicemente lo si accetta».

Una delle creazioni di Graziana Giunta

L’atelier Manituana, che nel linguaggio degli indiani d’America significa “Il giardino del Grande Spirito”, in passato si è occupato anche di promuovere eventi e laboratori. Per ultimo, l’anno scorso, del Mail Art Project for Emergency: una mostra con opere d’arte formato cartolina provenienti da tutto il mondo. Il ricavato è stato poi devoluto a sostegno di Emergency. Oggi Graziana si occupa soltanto delle sue produzioni, ma le porte dell’atelier Manituana sono sempre aperte: «Amo incontrare chi acquista una mia produzione, conoscerci, discuterne insieme». Perché è molto più che un semplice acquisto, un modo per incontrarsi e mettere in connessione l'arte e la natura.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 23 febbraio 2018
Aggiornato il 08 marzo 2018 alle 16:04




Serena Di Stefano

Una laurea in Editoria e scrittura, un amore sconfinato per Pier Paolo Pasolini e la convinzione che nessun curriculum, anagrafica o breve descrizione possano raccontare una vita. Dopo due anni di full immersion in cronaca e politica locale, ho ampliato le vedute e mi sono rimboccata le maniche. Il mio motto è “take it easy and be curly" ma il mio mantra è “ringraziare sempre”. Segno zodiacale: pesci fuor d'acqua. Solo una cosa amo più di scrivere: vivere.


TI POTREBBE INTERESSARE

Peppino Lopez crea i piatti di design contro il cyberbullismo

Il designer ragusano Peppino Lopez ha donato le sue creazioni originali ai 10 chef protagonisti delle masterclass di "Cibo Nostrum" che riunisce a Taormina quasi 300 chef provenienti da tutta Italia, dedicato quest’anno al tema del cyberbullismo

A La Sapienza di Roma si studia Taomoda

L'evento di moda ideato e organizzato da Agata Patrizia Saccone è il caso imprenditoriale inserito tra le materie del Master di 1° livello in “Teoria e strategie della moda, comunicazione e valorizzazione culturale del Made in Italy”

Marella Ferrera, fiori e lave per Paola Lenti alla Milano Design Week

Per la kermesse milanese del design, la stilista catanese rinnova la collaborazione con la designer lombarda nell’esperienza reciproca di una vita sempre alla ricerca della bellezza in tutte le sue armonie

Il wedding planner Luca Melilli: «Curvy è un canone di bellezza»

L'indomani della giornata internazionale della Festa della donna il noto scenografo e wedding planner siciliano lancia uno slogan che non lascia a fraintendimenti: "Bellezza a dismisura"

Insane Eleven, a Palermo la Sicilia glam di Ilaria Livreri

Il 28 gennaio all'Atmosphera Restaurant Lounge di Palermo, la stilista agrigentina presenta la prima collezione moda donna autunno-inverno. “Insane Eleven” è un brand anticonformista e rivoluzionario che veste una donna audace e sicura di sé

Kattuni, il futuro del design ecosostenibile parla catanese

In materia di arredamenti la rivoluzione green arriva direttamente da Misterbianco, alle pendici dell’Etna, dove un gruppo di professionisti under 40 un anno fa ha lanciato la sfida: scoprire le grandissime potenzialità del cartone, un materiale fino ad ora utilizzato solo per gli imballaggi, con cui invece si può arredare casa, e presto anche il giardino