giovedì 18 ottobre 2018

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Laura Sicignano, una donna di teatro chiamata a rilanciare lo Stabile di Catania

Teatro

Il cda dell'ente teatrale etneo tra 58 candidati ha scelto la fondatrice del Teatro Cargo di Genova, la quale, accusata da Vittorio Sgarbi di essere frutto di una scelta politica e non culturale, replica col programma: «Voglio fare di questo teatro una fucina di nuovi talenti». Il presidente Saggio: «Macché politica, abbiamo puntato su competenza e innovazione»


di Maria Enza Giannetto

«Sto già cercando un appartamento in città perché la mia presenza qui sarà costante e prioritaria. Dirigere un teatro di prestigio come lo Stabile di Catania è una sfida importante e interessante e per me è davvero un grande onore. Ammetto di non conoscere la città ma dichiaro sin da subito la mia determinazione a conoscerne approfonditamente il carattere e a incontrare le associazioni, le università, gli ordini professionali, le periferie perché la mia idea di teatro è assolutamente inclusiva». Laura Sicignano, nuova direttrice («Non mi importa che sia declinato al femminile o al maschile, sono per la sostanza», dice) dello Stabile di Catania, durante la conferenza stampa di ufficializzazione della sua nomina, non fa mistero della sua scarsa conoscenza della città e dell'ente teatrale che si appresta a dirigere ma questo non la spaventa e non la scoraggia. Anzi, si tratta di una sfida che entusiasma la Sicignano - 50 anni, milanese di nascita e formazione, fondatrice e anima del Teatro Cargo di Genova -, sfida come quelle cui non si è mai sottratta nella sua carriera di operatrice culturale.

Laura Sicignano, direttrice del Teatro Stabile di Catania

E non la scoraggiano neanche gli attacchi di Vittorio Sgarbi, assessore regionale ai Beni culturali, secondo il quale la scelta della neo direttrice sia solo una questione politica vista la sua candidatura nel 2010 al consiglio regionale della Liguria sotto la bandiera del Pd (si dice che sia vicina al ministro Francescini) e conferma «E' vero sono stata candidata come indipendente nelle liste del Pd, ed è un’esperienza che consiglio a tutti, per vedere davvero cosa sta dietro certe dinamiche amministrative».
Attacchi, quelli di Sgarbi, che hanno creato un’accoglienza forse un po’ tiepida da parte di alcuni del presenti alla conferenza, curiosi di sapere quali fossero i criteri che hanno permesso a Sicignano di sbaragliare gli altri 57 candidati e persino i tre favoritissimi Moni Ovadia, direttore del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta, Orazio Torrisi direttore del Teatro della Città (nonché già direttore dello Stabile) e Sebastiano Lo Monaco, direttore del teatro Pirandello di Agrigento e prima di Noto e di Messina. Carlo Saggio, presidente del Teatro Stabile di Catania, ha spiegato i motivi della scelta: «Abbiamo puntato su competenza, qualità, freschezza e innovazione. Ci tengo a precisare che non abbiamo avuto alcuna pressione politica e che Laura Sicignano è stata selezionata perché era il migliore direttore possibile per il nostro teatro. Magari a breve dimostrerà di essere anche ilo miglior direttore in assoluto».

Essenziali e dirette le linee guida che la neo direttrice intende seguire durante la sua reggenza: «Vorrei – spiega - che questo teatro avesse una funzione centripeta e che accogliesse tutte le fasce sociali e fosse assolutamente inclusivo. Mi piacerebbe lavorare con le scuole e i giovani per fare del teatro una centro di creatività. E poi vorrei coinvolgere artisti del territorio già conosciuti e grandi nomi del teatro nazionale, facendo però di questo teatro una fucina di nuovi talenti. La mia idea è quella di una compagine di attori giovani e giovanissimi che possano essere presenti negli spettacoli di produzione e che siano anche le nostre avanguardie sul territorio per portare il linguaggio teatrale ovunque facendo arrivare anche nei luoghi più remoti la dimensione salvifica del teatro».

Da sinistra Lina Scalisi, Laura Sicignano, Carlo Pace e Caterina Andò

Laurea in Storia del Teatro all'Università Cattolica di Milano (con 110 e lode) con una tesi sul Nuovo Teatro Italiano degli Anni Ottanta, relatore Prof. Sisto Dalla Palma, la Sicignano ha frequentato la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. A 22 anni è diventata giornalista pubblicista, attività poi abbandonata per dedicarsi al palcoscenico. Durante l’università è stata assistente alla regia di alcuni tra i più importanti registi del panorama italiano all’inizio degli Anni Novanta a Milano, Firenze, Bari (Alfonso Santagata, Claudio Morganti, Federico Tiezzi - Compagnia Magazzini -, Elio De Capitani - Teatro dell’Elfo). Una volta laureata, ha lavorato per quasi 2 anni al Teatro della Tosse di Genova come assistente alla regia di Tonino Conte e come organizzatrice. Ha lavorato poi per 6 anni al Teatro Stabile di Genova, con diverse mansioni di organizzazione, sotto la direzione di Ivo Chiesa. Intanto, nel 1994, fonda e dirige Teatro Cargo, per cui ad oggi ha firmato oltre 40 regie e la maggior parte dei testi. Da sempre è presidente e legale rappresentante del Cargo, coniugando perciò ruolo artistico e responsabilità imprenditoriali. I suoi spettacoli trattano di storia e memoria, storia delle donne e di eroi dimenticati, grandi viaggi nello spazio e nella mente. Sono interpretati da nomi notissimi o da nuovi talenti. Nel 1999 ottiene per Teatro Cargo ha ottenuto il sostegno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come una delle 15 compagnie giovani più importanti di Italia. Il Ministero continua oggi a riconoscere il Teatro Cargo come impresa di produzione nell’ambito della sperimentazione.

La neo direttrice Sicignano, foto Maria Enza Giannetto

La presentazione della neo direttrice è stato il punto saliente dell’incontro, durante il quale, il presidente Saggio – affiancato dalla vicepresidente Lina Scalisi e dagli altri componenti del Consiglio di amministrazione, Loredana Lauretta, Raffaele Marcoccio e Fabio Roccuzzo - ha parlato e ampiamente documentato le tappe del risanamento finanziario dell’Ente. «Il Teatro Stabile di Catania – sottolinea Carlo Saggio a nome di tutto il Cda – volta definitivamente pagina. Pur con le difficoltà legate alla carenza dei finanziamenti, si apre una fase di maggiore fiducia e serenità che consentirà di puntare al rilancio dell’ente sulla base della riconquistata credibilità e sulle ali di un progetto artistico e culturale di alto spessore. Siamo in attesa del provvedimento del Tribunale relativo al piano di ristrutturazione del debito, che consentirà di accedere operativamente al Ris, il fondo di rotazione regionale, per fare fronte al deficit pregresso, procedendo al saldo dei creditori. Il piano consiste nell’aver offerto ai nostri creditori 7 milioni di euro a fronte di 13 milioni. Questo ha comportato un grande lavoro di graduazione dei crediti e la redazione di un piano con il quale possiamo dimostrare ai creditori di essere in grado di pagare in parte i debiti e dimostrare la nostra buona volontà. Abbiamo avuto l’ok dall’87,5 per cento dei creditori che hanno accettato di essere pagati meno di quello che spettava loro. Si attende adesso soltanto che il tribunale omologhi il nostro piano, quando questo accadrà, non dico che potremo dire di essere fuori dal tunnel, ma potremo dire di vedere la luce. Quello che davvero voglio – ha detto Saggio – è chiedere scusa ai creditori, stiamo facendo il massimo, ma sappiamo che non sarà saldato il 100%».

Il cda dello Stabile: da sx Scalisi, Pace, Sicignano, Roccuzzo, Lauretta e Marcoccio

Un atto di umiltà da parte del presidente che ha anche aggiunto: «È stato raggiunto un altro fondamentale obiettivo, quello di operare nella pienezza degli organi statutari, primo fa tutti il direttore, individuando con una rigorosa selezione una figura di spicco come Laura Sicignano, alla quale auguriamo buon lavoro e assicuriamo piena collaborazione. In sei mesi, dall’insediamento ad oggi, il Consiglio ha operato per sostenere la ripresa dell’ente, portando avanti la strategia avviata dal commissario straordinario Giorgio Pace, al quale va il nostro ringraziamento. Lo Stabile è finalmente fuori dal tunnel di una lunga crisi; già da gennaio un coordinatore amministrativo, Valerio Caltagirone, direttore dell’Ersu, vigilia sulla regolarità e congruità degli atti. E la grande, comune vittoria è quella di avere tutelato i lavoratori e garantito l’occupazione».


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Pubblicato il 17 febbraio 2018
Aggiornato il 02 marzo 2018 alle 16:23





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