“La volata di Calò”, spettacolo godibilissimo tra passato e futuro

Recensioni Buona la messa in scena dello Stabile di Catania firmata da Fabio Grossi che oltre a un cast perfettamente rodato e funzionante si avvale delle scenografie video di Mimmo Verdesca che conferiscono alla scena tridimensionalità

Un racconto poetico sulla libertà, sulla Sicilia e sull’ingegno dei siciliani. Replicherà fino al 25 gennaio, al teatro Musco di Catania, “La volata di Calò”, spettacolo prodotto dalla Stabile etneo e firmato da Fabio Grossi, tratto dal romanzo bestseller di Gaetano Savatteri. La storia è quella di Calogero Montante, il “padre” siciliano delle biciclette, che inizia la sua scalata imprenditoriale da Serradifalco, un paesino in provincia di Caltanissetta che a quei tempi (siamo all’inizio del 1900) fondava la sua economia ancora sulle miniere di zolfo. Una storia, quella di Montante, che è quasi una favola a lieto fine, e il regista Fabio Grossi è riuscito a conferire questo senso di leggerezza inserendo deliziosi cartoon di Turi Scandurra e avvalendosi delle scenografie video (firmate da Mimmo Verdesca, anche assistente alla regia) che conferiscono alla scena tridimensionalità, soprattutto durante le scene di corsa in bicicletta. Già dall’inizio della piéce lo spettatore, grazie alla leggenda della fontana narrata dalla voce fuori campo di Leo Gullotta, viene catapultato in una dimensione favolistica, quasi onirica, che si contrappone alla storia, vera, della Sicilia e di un bambino (il piccolo Alessandro Giorgianni) di nome Calogero Montante.

Liborio Natali e Giorgio Musumeci - foto di Antonio Parrinello

Siamo nel 1908, in una Sicilia povera e ignorante, in cui non ci sono molte alternative: o le miniere di zolfo o un viaggio per l’America. Ma Calogero Montante, che tutti chiamano Calò per distinguerlo dall’omonimo cugino, per tutti Lillo (interpretato da Giorgio Musumeci), è nato in una famiglia benestante: possiede una bicicletta, la sua passione, legge appassionatamente le gesta dei suoi beniamini al Giro d’Italia, e coltiva un unico grande sogno: costruire una bicicletta tutta sua. E ci riesce, nel 1926, proprio a Serradifalco, in quel piccolo paesino su cui nessuno avrebbe scommesso. E’ lì, nella più recondita provincia nissena, che Montante comincerà, grazie al supporto della moglie (una deliziosa Lucia Portale) la sua ascesa, mettendo sù la prima fabbrica di velocipedi da corsa.

In scena Calogero Montante è interpretato da un superlativo Liborio Natali, perfetto anche nel suo accento nisseno, affiancato da un mostro sacro del teatro nostrano, Mimmo Mignemi (che grazie alla sua grande esperienza riesce a camuffare anche l’influenza di stagione che non lascia scampo neppure agli attori) nei panni del Maestro Grillo, storia e memoria di Serradifalco ma anche uomo di cultura con lo sguardo rivolto verso il futuro, che cerca – invano – di impartire un po’ di “sapere” al popolo ignorante e mediocre di Serradifalco (i bravi allievi della Scuola d’arte drammatica “Umberto Spadaro”).

Lucia Portale e Liborio Natali - foto di Antonio Parinello

Sullo sfondo c’è la storia d’Italia, dai primi del ‘900 all’alba del nuovo millennio, e quella della Sicilia, sempre distante e con un modo di pensare diverso da quello del “Continente”. In Sicilia c’è la mafia, uomini senza volto con cui anche Montante dovrà fare i conti, ma ai ricatti dei quali non cederà. Della messa in scena è particolarmente apprezzabile la carrellata di riferimenti all’ambiente culturale siciliano, dagli Anni 60 ad oggi: le parole di Leonardo Sciascia, le battaglie antimafia di Libero Grassi, la voce struggente di Rosa Balistreri che accompagna il finale dello spettacolo, su uno sfondo di girasoli, con le note di “Pirati a Palermo”, fino ai giorni nostri con un giovanissimo Andrea Camilleri, che proprio sulla bicicletta di Calogero Montante (non una qualsiasi, ma proprio la sua) pedalerà da Serradifalco a Porto Empedocle per avere notizie del padre.

“La volata di Calò” è uno spettacolo che racconta – proprio come farebbe Gaetano Savatteri – una storia del passato ma guarda al futuro: non solo la storia leggendaria dell’eroe siciliano capace di scommettere, rischiare e vincere, ma anche il presente e il futuro della sua azienda (ancora esistente, ma purtroppo non a Serradifalco) nelle parole della nipote, interpretata da Mara Di Maura.

Uno spettacolo godibilissimo, un affresco di una Sicilia povera ma ‘ngignusa, fatta di uomini come Calogero Montante: di buona volontà e dai grandi valori. A noi è piaciuto.

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.