La ricetta Idonea per il teatro: «Radici nel passato, sguardo al futuro»

Teatro Parla a tutto tondo Alessandro Idonea, un anno dopo la scomparsa del padre Gilberto che gli ha lasciato l'eredità della Stagione a 4 stelle che firma per la prima volta, e la voglia di puntualizzare alcuni aspetti del teatro siciliano: «Catania teatrale sta perdendo identità. Guardando anche alla scena di oggi, lavoriamo per preservarne il primato nella storia teatrale isolana»

«Mi capita di pensare che possa ancora fare ritorno da una sua tournée e mi dica: chi sta cumminannu?». Alessandro Idonea ricorda con nostalgia suo padre Gilberto – il grande attore catanese scomparso il 5 ottobre di un anno fa -, e non riesce a immaginarlo se non vivo e presente a teatro, suo universo e ragione di vita insieme con il grande amore per la famiglia. «Ci manca il suo talento di artista, ma anche l’uomo, i suoi consigli, la saggezza, la conoscenza del “mondo”. Era un faro per tutti. C’era un grande via vai a casa nostra di parenti che gli chiedevano consigli. E lui sempre pronto a dispensarne con generosità. Sapeva proteggermi dai furbi, era molto lungimirante».

Il buon Gilberto se la ride alla spalle di Giovanna Criscuolo e Alessandro Idonea

Il buon Gilberto se la ride alla spalle di Giovanna Criscuolo e Alessandro Idonea

È sempre difficile per tutti fare i conti con la morte di un genitore e raccoglierne l’eredità morale. Ancora di più se si è figli d’arte e si fa lo stesso mestiere pur nella diversità dei percorsi e degli orizzonti. Attore di istinto, dotato di personalità travolgente e di grande carisma popolare, Gilberto lasciava alla sua morte un “figlio” da accudire come lui lo aveva fatto con grande passione e amore: il pubblico numerosissimo della sua Stagione a 4 Stelle («meglio 4, diceva scherzando alla scrivente, per non creare equivoci di natura politica»), di stanza al catanese Teatro Metropolitan dell’amico Nino Mazza. Un pubblico estremamente esigente, cresciuto intorno all’identità di Gilberto, alla sua fede nel teatro di tradizione, al suo rispetto del gusto popolare, alla sua vocazione di globe trotter che lo aveva portato sulle tracce del teatro siciliano nel mondo, a rinverdire i successi martogliani e pirandelliani che erano stati di Musco o di Giovanni Grasso: dall’Australia all’Argentina, dal Brasile agli Stati Uniti, al Canada. Una rassegna stampa internazionale preziosissima in cui spiccava la firma di Furio Colombo del New York Times, grande estimatore dell’attore catanese. «Un anno fa – racconta Alessandro – mi sono trovato con la stagione già impaginata da mio padre con, tra l’altro, il suo cavallo di battaglia “’U sapiti com’è” della Sabàto Agnetta. Non ho esitato. Accantonati i miei progetti personali, ho preso una decisione. Dovevo continuare, assumendomi sulla scena la responsabilità dei suoi ruoli. Nemmeno il tempo di metabolizzarne la morte, che mi sono buttato a capofitto in questa impresa per amore suo e del suo pubblico».

Padre e figlio: Gilberto e Alessandro Idonea

Padre e figlio: Gilberto e Alessandro Idonea

Una scelta difficile e coraggiosa per Alessandro che, pur cresciuto sulla scena accanto al padre e in giro per il mondo, maturando una pratica teatrale da fare impallidire qualunque suo coetaneo, ha poi deciso di fare anche un percorso di studi alla Scuola dello Stabile nel periodo della direzione di un grande maestro come Lamberto Puggelli. «Il mio rapporto vivacissimo con papà era fatto anche di scontri, soprattutto sulla questione della scuola. Mi prendeva in giro. Lui aveva un’idea artigianale del fare teatro. Le teorie lo facevano ridere. Però in fondo aveva un grande rispetto della mia formazione e alla fine anche lui ogni tanto chiedeva consigli a me». Ed è ora Alessandro a ritirare i premi intitolati alla memoria del padre, giunti forse un po’ tardivi, come il Premio Domenico Danzuso 2018 o il Premio Musco 2019 consegnato a Milo la scorsa estate. «Una inclinazione tipica della nostra città: bisogna morire per essere narrati come grandi. Però sono ugualmente felice di questi riconoscimenti».

Sostenuto dalla Compagnia di Gilberto – con attori di tradizione, in testa Nellina Fichera, ma anche con professionisti molto apprezzati nel panorama nazionale come Bruno Torrisi e Manuela Ventura, e come i talentuosi Giovanni Rizzuti, Loredana Marino, Giovanna Criscuolo, o ancora come il virtuosista e “battitore libero” Gino Astorina, Alessandro chiudeva nello scorso maggio l’ottava stagione con un bilancio molto positivo.

Gli attori che animeranno gli spettacoli della Stagione a 4 stelle Gilberto idonea

Gli attori che animeranno gli spettacoli della Stagione a 4 stelle Gilberto Idonea

Lo spirito di gruppo della compagnia si coglie nella foto in alto realizzata durante la presentazione della stagione 2019-2020, e che vede da sinistra Chiara Barbagallo, Enrico Pappalardo, Angela Sapienza, Loredana Marino, Giovanna Criscuolo, Carmelo Caccamo, Alessandro Idonea, Pippo Pattavina, il proprietario del teatro Metropolitan Nino Mazza, Angelo Tosto, Gino Astorina, Manuela Ventura e Salvo Disca.

«Ho avuto dalla mia parte l’affetto dei colleghi e la straordinaria risposta del pubblico che mi ha dato fiducia». Più che fiducia, quella della platea del Metropolitan è stata una vera e propria consacrazione se pensiamo a quanto accaduto proprio durante lo spettacolo conclusivo, quel ‘U sapiti com’è, cavallo di battaglia di Gilberto presente nella memoria di tutti e arduo banco di prova per Alessandro. «Certamente era una scommessa da far tremare le vene ai polsi. Mi giocavo una partita difficilissima… sono pur sempre un trentenne e avevo un po’ di tremarella. Al tempo stesso era uno spettacolo che mi aveva visto tante volte in scena con papà. È stato molto naturale indossare la sua stessa parrucca, quella con la quale era stato applaudito nel mondo”.

Grande emozione, palpabile nel religioso silenzio degli spettatori e, sul finale, lo scioglimento della tensione in un caloroso e prolungato applauso che sanciva il superamento della prova a pieni voti per il figlio d’arte, capace di coniugare in perfetta armonia istinto e misura, pratica scenica e consapevolezza artistica. «Sono felice di questo risultato. E anche i numeri ci hanno dato ragione. Il pubblico è cresciuto, soprattutto nello sbigliettamento, ovvero tra quanti scelgono di vedere i singoli spettacoli».

Da sinistra Torrisi, Caccamo, Criscuolo, Tosto, Idonea, Mazza, Pattavina, Astorina

Da sinistra Torrisi, Caccamo, Criscuolo, Tosto, Idonea, Mazza, Pattavina, Astorina

Per la nuova stagione – la nona a 4 Stelle e la prima per intero impaginata da Alessandro -, idee molto chiare nel rispetto della formula tradizionale per cinque appuntamenti da novembre a maggio del 2020: «Radici nel passato, sguardo rivolto al futuro, e valorizzazione dei siciliani. La grande scena fra Ottocento e Novecento è siciliana. Questa è il nostro autorevole dna. È un peccato che Catania stia smarrendo identità e tradizione, e noi vogliamo nel nostro piccolo risarcire una città le cui istituzioni culturali pubbliche in questo momento non si preoccupano di preservarne il primato nella storia teatrale. Specchio del mondo, il teatro deve anche interagire con il nostro presente che non è quello di cento anni fa. Per questo mi piace dare voce ad autori contemporanei, come il giarrese Marco Cavallaro che, in giro per l’Italia miete successi e vanta anche traduzioni all’estero. Recente è la rappresentazione di un suo testo in Polonia. Nel mio cartellone Cavallaro sarà presente a gennaio (l’11 e il 12) con That’s Amore, una commedia musicale da oltre 3 anni in una fortunatissima tournée nazionale».

Diretto da Angelo Tosto, in scena con la dirompente Giovanna Criscuolo, Alessandro Idonea inaugurerà la stagione il 30 novembre con “Polvere di stelle” (replica l’1 dicembre), varietà tratto dal film commedia del 1973 diretto e interpretato da Alberto Sordi in coppia con Monica Vitti. «Commedia agrodolce sugli attori di secondo piano, quelli che al tempo della guerra pativano la fame e che, per poco, riusciranno a vivere l’illusione della celebrità. Torno in scena in coppia con Giovanna Criscuolo dopo i successi di “Maggiordomo srl” e “Amore e pinzimonio”. Felice di aver potuto contare sulla professionalità e il talento di Angelo Tosto, ottimo attore e regista di straordinaria effervescenza creativa».

Non poteva mancare nella nuova stagione un classico del repertorio siciliano, legato a un anniversario speciale. Con l’allestimento di “Annata ricca, Massaru cuntentu” di Nino Martoglio nel lontano 1988 Gilberto Idonea inaugurava al Teatro Metropolitan la sua prima stagione da direttore artistico del “Festival nazionale di teatro popolare”. «Ho voluto scegliere questo testo, che non è tra i più frequentati di Martoglio, per ricordare la luminosa storia delle stagioni da 12.000 abbonati di mio padre. Nello spettacolo del 1988 figurava il grande Michele Abbruzzo e quella fu la sua ultima apparizione sulle scene». Una scelta di tradizione affidata a un regista rigoroso e versatile come Federico Magnano di San Lio e alla interpretazione di Bruno Torrisi, affiancato da Carmelo Caccamo noto showman televisivo. Repliche il 15 e il 16 febbraio.

Dopo il successo de “L’aria del continente” di Martoglio, torna ancora il grande mattatore Pippo Pattavina. Il 21 e il 22 marzo sarà in cartellone con “L’avaro” di Moliére da lui diretto e interpretato nel ruolo eponimo. «L’ultimo dei maestri del teatro catanese. Sono felice della sua prestigiosa presenza con un classico della commedia europea frequentato dai più grandi attori di tutti i tempi. Pattavina restituirà la purezza della comicità e delle situazioni surreali».

Nino Mazza, Pippo Pattavina e Gino Astorina

Nino Mazza, Pippo Pattavina e Gino Astorina

In chiusura a maggio del 2020 (il 9 e il 10) un testo di Gilberto Idonea, la commedia “Caro papà”, che il figlio Alessandro dirige e interpreta affiancato da Gino Astorina. «Sono molto legato a questa operazione. Ho voluto Gino perché lo considero un secondo padre, avendo frequentato casa sua da piccolissimo. È un testo scritto da mio padre che vi condensa tutto il mondo teatrale, il senso del gioco, della finzione, dell’illusione e del rigore. Gilberto era un uomo di teatro severissimo. Non ammetteva sbavature. Una sera era in scena e, sentendosi disturbato dalle mie chiacchiere che provenivano dalle quinte, uscì in fretta e mi assestò due sonori schiaffi. Una lezione che conserverò per la vita, il suo grande rispetto del palcoscenico e del rito teatrale».

Intanto, pur assorbito dal ruolo di direttore artistico, Alessandro Idonea continua a ritagliarsi uno spazio personale nel percorso di regista lirico intrapreso con successo già da qualche anno. «È stata molto soddisfacente l’estate scorsa la messa in scena delle Nozze di Figaro di Mozart, che ha debuttato al Complesso Monumentale di Marsala. Ora mi attende il debutto a Lecce il 5 ottobre con la Carmen di Bizet e a dicembre a Foggia con il Rigoletto di Verdi”.

 

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