sabato 17 novembre 2018

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La Pinacoteca "Sciavarrello" al Real Collegio Capizzi, cuore culturale di Bronte

Territori

A spasso per ambienti dello storico istituto di formazione fondato dal Venerando Ignazio Capizzi che oggi ospita anche la galleria di arte moderna nata nei primi anni 2000 grazie alle donazioni del pittore brontese Nunzio Sciavarrello. Il presidente della Pinacoteca Carmelo Indriolo: «E' un patrimonio culturale vasto che merita di esser ancor più conosciuto»


di Salvo Fallica

Nell'universo etneo, nel territorio che domina l'Alto Simeto e guarda alle pendici del Vulcano, vi è una galleria d'arte moderna che è un vero gioiello culturale. Siamo a Bronte, un comune storicamente noto per complesse e dibattute vicende del Risorgimento e che negli ultimi lustri è balzato agli onori dell'attenzione mediatica italiana ed estera per la produzione del pistacchio.

Il nostro viaggio in questa realtà parte da una dimensione culturale che merita di essere conosciuta in maniera più approfondita. La Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” con le molte opere che contiene è un condensato di storia dell'arte contemporanea. Una galleria dove si trovano dipinti e sculture di alcuni degli artisti più importanti del '900 italiano ed europeo. L'elenco delle opere presenti nella collezione è davvero ampio. Citiamo alcuni artisti per rendere l'idea della ricchezza culturale di questo luogo: partiamo da un'artista scomparso da poco, il siciliano Piero Guccione - uno dei protagonisti dell'arte figurativa italiana degli ultimi 50 anni -, continuiamo con un altro fuoriclasse (vivente) del calibro di Emilio Isgrò. Ed ancora tanti nomi che sono un pezzo della storia dell'arte italiana del Novecento: Remo Brindisi, Carlo Levi, Ernesto Treccani, Sebastiano Milluzzo, Elio Romano, Carla Accardi, Tano Brancato, Enzo Indaco, Marco Nereo Rotelli, Francesco Ranno, Alberto Abate, Franco Vaccari, Rosario Frazzetto, Alessandro Abate, Salvatore Fiume. Ed ovviamente vi sono molte opere di Nunzio Sciavarrello, alla cui figura è legata la genesi della Pinacoteca. Ci fermiamo qui, dato che questo non è un saggio, ma ogni opera merita di esser vista ed ammirata nelle ampie e ben illuminate sale del Collegio Capizzi.

Il salone principale della Pinacoteca, foto di Salvo Fallica

L'attuale presidente della Pinacoteca, Carmelo Indriolo, mette subito in evidenza come questa ricchezza culturale si trovi non a caso all'interno del vasto complesso dello storico Real Collegio Capizzi, il «cuore culturale di Bronte, il luogo che - a partire dall'istituzione del Real Collegio nel 1778 - contiene le fasi essenziali degli avvenimenti storici che hanno caratterizzato questi territori. Qui si respira la storia, dal Settecento ai nostri giorni». La vita stessa di Carmelo Indriolo è profondamente legata a questa realtà, perché fu negli anni ’60 uno studente del Collegio Capizzi, vi conseguì la maturità classica. Ricorda: «Provenivo dalla provincia di Messina. Studiare nel prestigioso Collegio di Bronte fu una scelta lungimirante a livello professionale ed umano. Qui vi erano parecchi studenti che giungevano da diverse parti della Sicilia e della Calabria, così come già era stato in passato, e si sono formati diversi esponenti della classe dirigente, del mondo delle professioni e della cultura. Vi studiò anche Luigi Capuana».

Carmelo Indriolo

Indriolo, che da anni è primario del reparto di pediatria dell'Ospedale di Acireale, vive a Bronte. Dopo essersi laureato a Catania ed aver fatto importanti esperienze lavorative in strutture sanitarie di eccellenza del Nord d'Italia, decise di tornare nel territorio etneo. Ha lavorato in diversi luoghi, ma ha scelto Bronte come suo luogo di residenza. Sposato con Angela e padre di 4 figli, la sua è una storia di amore e passione culturale per il territorio. «Sento Bronte nel mio Dna culturale ed esistenziale. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico ho continuato a tenere buoni rapporti con l'allora Rettore - il sacerdote Giuseppe Calanna - e con i dirigenti che si sono succeduti. Sono poi entrato a far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione del Real Collegio Capizzi. Due anni fa sono diventato presidente della Pinacoteca che è stata inaugurata nel 2010, e che è nata grazie alla volontà di Sciavarrello di donare oltre 300 delle sue opere. Donazione fatta dal prestigioso artista e dai suoi familiari agli inizi degli anni 2000 alla storica Fondazione che si occupa del complesso fondato dal Venerabile Ignazio Capizzi, una figura a cui Bronte deve molto».

Guarda la galleria di foto sulla Pinacoteca di Bronte

Indriolo è un fiume in piena: « Capizzi fu un innovatore illuminato ed autentico, che durante il Settecento comprese l'importanza della cultura per la crescita delle persone. Capì quanto fondamentale fosse per la crescita dell'essere umano l'istruzione. Grazie alla nascita del Real Collegio Capizzi, Bronte fra la fine del Settecento, l'Ottocento ed il Novecento divenne un centro importante per la formazione e l'istruzione, e la presenza di una tale realtà culturale ha fatto crescere generazioni di classi dirigenti. Lo sviluppo socio-economico di Bronte è nato da quelle scelte culturali. L'artista Sciavarrello, legato a Bronte, con la donazione delle sue opere ha permesso di proseguire ad alti livelli questo percorso storico-culturale».

Nunzio Sciavarrello, I fiori e il mare, foto di Salvo Fallica

Visitando questi luoghi si viene colpiti non solo dalla varietà di opere d'arte della Pinacoteca ma dalla ricchezza culturale del complesso strutturale contenuta all'interno del Collegio Capizzi. Non crede che sia in buona parte una dimensione che il mondo esterno debba scoprire?
«Non vi è alcun dubbio, è un patrimonio culturale vasto che merita di esser ancor più conosciuto a livello regionale, nazionale ed internazionale. E noi stiamo lavorando in questa direzione, per aprirci sempre più verso il mondo esterno. Riteniamo che sia un bene per il territorio ed anche un fatto morale far conoscere sempre più questi luoghi. Ci troviamo in una delle più grandi strutture di beni culturali dell'Isola, ben 9.500 metri quadrati che contengono secoli di storia. In ogni angolo vi è qualcosa da scoprire. Ovviamente nel tempo il Collegio ha mutato le sue funzioni, è divenuto sempre un centro culturale multifunzionale. Si pensi al gioiello culturale rappresentato dalla biblioteca borbonica, un patrimonio librario di valore assoluto. Testi antichi rari e preziosi, volumi del XVI secolo, vi è un atlante geografico del 1682 con una straordinaria mappa della Sicilia. Ed ancora vi sono documenti dell'epoca del Risorgimento. I soldati di Nino Bixio hanno soggiornato in stanze di questo Collegio, qui la storia degli ultimi secoli ha pulsato in positivo ed anche in alcuni dei suoi aspetti negativi. I drammatici fatti di Bronte non sono stati un fenomeno locale ma nazionale. Riflettere sul passato è importante anche per capirne le contraddizioni. Ebbene, nel Collegio Capizzi vi è la storia di questi territori».

La biblioteca borbonica, foto di Salvo Fallica

Quali altri luoghi citerebbe per far conoscere altri angoli di questa dimensione culturale?
“Tanti. Ma per ragioni di sintesi cito subito l'ex cappella dell'Immacolata, una dimensione piena di fascino architettonico e spirituale. Uno dei tanti luoghi dove facciamo dibattiti e conferenze. Ed ancora, vi è il giardino interno, vi è l'auditorium. Nell'auditorium vi era in passato il grande dormitorio degli studenti collegiali prima che il Liceo Classico diventasse statale - comunque il Liceo lo ospitiamo ancora noi come Fondazione, è in affitto così come altre scuole e centri culturali -. Vi è il rettorato, vi sono i corridoi con cimeli artistici e storici. Una pluralità di libri, opere d'arte, vi è anche un raro clavicembalo originale del Settecento...».

La cappella dell'Immacolata, foto di Salvo Fallica

Quanto è importante la vostra collaborazione con le scuole?
«Per noi è fondamentale, si inscrive nella funzione filosofico-pedagogica pensata in origine da Ignazio Capizzi. Abbiamo delle convenzioni con le scuole, ospitiamo gratuitamente mostre ed iniziative culturali degli studenti, diamo spazio ai talenti di ogni età con apposite sale. Abbiamo una funzione sociale ed etica, abbiamo notevoli spese per mantenere questo enorme patrimonio. Ci aiutano le entrate degli affitti, ma certamente sarebbe auspicabile un impegno da parte delle istituzioni a livello regionale e nazionale. Questo è un patrimonio culturale della collettività, il nostro compito è preservarlo, renderlo sempre più fruibile, farlo conoscere ancor di più all'opinione pubblica. Costruiamo momenti culturali per fare crescere i giovani e la cultura nel nostro territorio. Abbiamo una visione multidisciplinare e multiculturale. Come Pinacoteca abbiamo in progetto di realizzare un evento su scienza e letteratura incentrato sull'Etna. Dobbiamo rafforzare il nostro rapporto con il Vulcano».

Molte comunità etnee dovrebbero rafforzare il loro rapporto con l'Etna...
«Certamente. Vedo che molte persone che scoprono la nostra realtà durante la sagra del pistacchio ed altri eventi vengono a visitare la Pinacoteca e gli altri luoghi del Collegio Capizzi. Vi sono turisti provenienti da altri Paesi dell'Europa e dagli Stati Uniti - in particolare da New York in questi giorni -, che scoprono anche altre visioni dell'Etna e ne rimangono incantati. Ricordiamo anche l'importante e noto Castello di Nelson, ora chiuso perché vi sono lavori di ristrutturazione. La nostra è una comunità in crescita, dobbiamo lavorare in questa direzione. E magari essere più multimediali...».

L'Etna vista da Bronte, foto di Salvo Fallica


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 19 ottobre 2018
Aggiornato il 20 ottobre 2018 alle 08:23





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