Il mondo in un hang drum. Ecco “Aether” di Marco Selvaggio

Musica Il 12 giugno esce il secondo disco del musicista catanese, un disco strumentale sospeso tra le armonie dello strumento idiofono e l'elettronica. Il progetto è stato curato e arrangiato dall'ex Denovo Toni Carbone per T-Lab revolution

Il 12 giugno esce Aether (T-Lab revolution/ GD Seventhy Eight Music), il secondo album del suonatore catanese di hang drum Marco Selvaggio, considerato ormai un punto di riferimento a livello internazionale dello strumento idiofono nato nel 2000 in Svizzera. L’album è disponibile sia su supporto fisico (cd e vinile) che in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Aether è un album etereo e sperimentale la cui particolarità risiede nel suono del preziosissimo hang, considerato tra i più rari al mondo e suonato con grande maestria da Selvaggio nella componente elettronica/sperimentale che fa da cornice ad ogni branocreando un contesto surreale.

Copertina Album Aether di Marco Selvaggio

Aether è un disco nel quale risalta la sonorità dell’hang e la maturità stilistica cui è giunto Marco Selvaggio dopo tantissimi anni di performance live realizzate in diverse parti del globo. A curare ed arrangiare il progetto discograficoè stato l’ex Denovo Toni Carbone, oggi affermato produttore artistico e sound engineer, insieme a T-Lab Revolution team formato insieme con Peppe Calvo e Luca Davino. Il progetto grafico del disco è stato curato da Laura Accardi elaborando un’opera del pittore Benedetto Poma.
«Aether è un album surreale – racconta Marco Selvaggio –. Le otto tracce del disco danno vita ad un album di world musica chefonde un’elettronica in alcuni momenti sperimentale a strumenti analogici e che mette l’hang in risalto in modo naturale rendendo tutto moderno ed originale. Nell’album si riesce a percepire la dimensione del viaggio, il sogno, il cammino che hanno portato ad elaborare un disco così’ particolare».

Marco Selvaggio alla Scala dei Turchi, foto di Fabio Florio

Marco Selvaggio alla Scala dei Turchi, foto di Fabio Florio

Tutto ruota attorno all’hang drum e gli arrangiamenti studiati e scritti durante un anno dilavorofanno letteralmente restare sospesi. Il disco è stato anticipato dal singolo Hanoi, brano che è stato pensato durante il tour estivo del 2016 di Selvaggio in Vietnam a Sapa, Halong Bay ed Hanoi da cui prende il nome. Il videoclip del brano è stato diretto da Adriano Spadaro. Questa la tracklist di “Aether”: Hanoi; Ibiscus; Siren; Elysian; Aster; Beirut; Aether; Papaya Tree.

Marco Selvaggio, poliedrico percussionista catanese, utilizza con maestria molti strumenti percussivi della tradizione musicale africana e australiana, con cui sperimenta il suono in tutte le sue sfumature. In particolare approfondisce lo studio dell’hang drum, uno degli strumenti più rari al mondo, di origine svizzera, di cui esistono pochi esemplari.

Nel 2004 inizia la collaborazione con alcuni dj, iniziando a sperimentare dal vivo con i suoi strumenti la sua musica su quella house, elettronica e funky. La sua musica ha avuto anche il riconoscimento dei Coldplay che nel febbraio del 2012 hanno postato sul loro sito, come video del giorno, l’esibizione di Marco Selvaggio al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania e dopo qualche mese hanno pubblicato anche il videoclip “Painting My World”. Nel 2014 inizia la collaborazione con Toni Carbone che produce, per la Waterbird Records, il primo disco The Eternal Dreamer dove il musicista sposa uno strumento percussivo e melodico come l’hang con canzoni pop. Selvaggio ha suonato in tutta Italia e poi in Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera, Austria, Slovacchia, Olanda, Belgio, Libano, Australia, Ungheria, Giappone, Malta e Vietnam tra festival, concerti ed esibizione in teatro. Marco Selvaggio, inoltre, è uno dei pochi artisti in Italia a suonare l’hang dal vivo su basi di musica elettronica e a sposare le melodie dell’hang alla musica lirica e al pop.

Toni Carbone

Toni Carbone

Leggi il reportage di Marco Selvaggio dal Vietnam

Commenti

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.