venerdì 22 marzo 2019

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Marco Selvaggio: «Anche in Vietnam ho sperimentato l'hang sull'house»

Globetrotter

L'hang player catanese racconta il suo viaggio in Asia, tra Hanoi e Sapa, dove ha potuto sperimentare la sua musica di respiro internazionale (a breve è prevista l'uscita del nuovo album "Aether"), ma anche conoscere una realtà culturale e sociale molto diversa dalla nostra: «Nonostante la povertà, qui la gente ha sempre il sorriso sulle labbra»


di Marco Selvaggio

Il Vietnam è meraviglioso. Prima di partire ero indeciso. Ho vagliato diversi posti prima di giungere a questa conclusione. Mi sarebbe piaciuto andare anche in Argentina o in Sud Africa. Alla fine ho deciso di atterrare ad Hanoi, la capitale del Vietnam, sulla riva del fiume Rosso: uno di quei posti così particolari, che difficilmente riuscirò a dimenticare anche nei minimi dettagli.

Marco Selvaggio in Vietnam - ph Nguyen Quang

Mi sono spinto sino in Asia perché è un continente che da sempre mi ha destato curiosità e ispirazione. Ho avuto la fortuna di suonare in Giappone e in Australia tanti anni fa. Ma adesso, dopo l'uscita del mio primo album e dopo svariati anni – specialmente gli ultimi due –, ho deciso di spingermi oltre. La mia musica credo sia orientata più verso un mercato internazionale. Anche il mio primo album “The Eternal Dreamer”, tutto scritto in inglese e francese, è finalizzato al mercato straniero. E "Aether", il disco attualmente in lavorazione, si presta a viaggiare fuori dall'Italia: sarà un album di solo hang miscelato all'elettronica, con diverse contaminazioni world e fusion.
Il fatto che la musica mi porti sempre all'estero, mi fa sognare sempre più. Mi mette in grado di conoscere nuovi luoghi, usanze, persone e tradizioni musicali. Viaggiando ho iniziato a scrivere, e non ho mai smesso. Le ispirazioni non mancano, e nemmeno gli stimoli per non fermarsi mai.

Marco in giro per Hanoi - ph Nguyen Quang

Il Vietnam l'ho sempre visto in foto, e mi ha sempre incuriosito. Così ho deciso. Ho preso la valigia e son partito da solo. Senza pensarci due volte. Ho organizzato molte date per ripagarmi il viaggio e sono finito a suonare nei locali più disparati di Hanoi e del Vietnam del nord, fino ad arrivare persino alla televisione nazionale vietnamita, pur non cercandola.
Dall'Italia avevo programmato poche cose. Giusto i concerti nei posti più disparati. La cosa che mi ha stupito subito, appena uscito dall'aeroporto di Hanoi, è stato il caldo umido. Un caldo che non ha niente a che vedere con il nostro clima siculo. Pensavo di essere preparato, ma inizialmente mi bruciava la gola da quanto fosse difficile respirare. Un'umidità del 90% per circa 45 gradi percepiti. Si sudava da morire, anche la notte.

Cena vietnamita da 40.000 dong - ph Marco Selvaggio

Preso il primo taxi per la stazione mi sono reso subito conto che in Vietnam la vita non costa niente. Il mio primo pranzo l'ho pagato circa 40.000 dong, poco meno di 2 euro, mangiando davvero bene. Lo street food vietnamita è famoso in tutto il globo. Certo, un po' particolare, ma una dieta a base di vegetali e spezie non fa male, anche se si trova carne davvero di tutti i tipi.

Commercianti di Sapa - ph Marco Selvaggio

La prima notte ho viaggiato da Hanoi a Sapa. Un viaggio verso Ovest dentro un autobus molto particolare: le persone viaggiavano semi distese dentro un sedile fatto appositamente per questi viaggi.
Sapa è un paese sulle montagne nella parte nord ovest del Vietnam. Un posto dove la gente spesso va per rilassarsi e respirare aria buona e più fresca rispetto a quella della città. Ho affittato un motorino ed iniziato a girare nei villaggi più disparati. Ho visto villaggi desolati e gente che viveva in condizioni davvero diverse dalle nostre: in Vietnam la povertà si tocca con mano, ma la gente ha comunque il sorriso tra le labbra.

Marco Selvaggio in concerto alla Hill Station di Sapa

A Sapa ho fatto il mio primo concerto vietnamita, alla Hill Station: un posto intimo e carino con cibo internazionale. I titolari sono rimasti molto contenti, tant'è che mi hanno proposto di tornarci prima o poi. Non è proprio a due passi dall'Italia, ma è un'offerta che non mi dispiacerebbe accettare nel prossimo futuro.

Gli abitanti dei villaggi di Sapa sono abili artigiani e creano dei bracciali davvero belli. Uno dei tanti che porto al polso viene proprio dal villaggio Cat Cat. I miei bracciali non sono altro che ricordi di esperienze musicali che porto con molto piacere in ricordo di questi concerti.

Alcuni abitanti del villaggio Cat Cat - ph Marco Selvaggio

Durante il mio soggiorno vietnamita non era ancora iniziata la stagione delle piogge, ma la prima pioggia torrenziale l'ho beccata proprio a Sapa, ma per fortuna ero già rientrato in albergo. Piove per poco tempo, ma davvero forte.

Marco in giro per Hanoi - ph Nguyễn Quang

Il terzo giorno sono rientrato ad Hanoi. E' una città incredibile, il cuore del Vietnam del Nord contrapposta ad Ho Chi Minh (Saigon).
Hanoi è magica. Ha il fascino e il mistero di una città le cui tradizioni sono così antiche nel tempo, che difficilmente si riesce a risalire alle origini. E' calda. Caotica. Umida. Motorini ovunque, omologati per due ma normalmente ci salgono in 3/4 persone. In Vietnam i motorini vengono caricati di animali e degli oggetti più disparati, e se scatta il verde di un semaforo (per il 90% mai rispettati) non si riesce più ad attraversare la strada. Un'esperienza da provare.

Marco nel traffico di Hanoi - ph Nguyễn Quang

Alloggiavo in pieno centro, nell'Old Quarter. Uscivo a piedi, camminavo anche chilometri con il mio hang. I primi tempi ritornavo in taxi: 2 euro a corsa, e anche meno, e i chilometri non erano certo pochi. Ad Hanoi ho iniziato subito a suonare. Ho fatto diversi concerti e serate. E' stato davvero bellissimo. Ho suonato su un grattacielo presso l'Hanoi Creative City alla Rec Room. Mi è rimasto un video molto bello e con i ragazzi che gestiscono il locale abbiamo stretto una bella amicizia, tanto che siamo ancora in contatto.

Il concerto di Marco Selvaggio alla Rec Room dell'Hanoi Creative City

Il concerto sul grattacielo è stato molto particolare: organizzato al tramonto, al ventesimo piano di un palazzo moderno che si affacciava su tutta Hanoi. La vista era mozzafiato con il sole gigante sopra le nostre teste.
L'hang era forse lo strumento più adatto in quel momento, o così mi sembrava.
Subito dopo il concerto ho ricevuto diversi consensi, la gente era estasiata. C'era pure un altro gruppo con sassofono e sintetizzatore col quale ho suonato successivamente per una serata nella parte interna del locale. La sperimentazione dell'hang sulla musica house è sbarcata pure in Vietnam. Erano ben felici di sapere che sperimento e che sono molto aperto alle collaborazioni. Ci siamo divertiti parecchio quella sera.

Il live di Marco Selvaggio all'Hanoi Social Club

Un altro bellissimo concerto è stato al Cama ATK. Un piccolo club alternativo che ospita anche grandi artisti di passaggio. Al Cama ATK ho fatto amicizia con diversi fotografi ed ho incontrato anche un altro suonatore di hang con cui alla fine ho improvvisato due brani.
L'ultimo concerto ad Hanoi è stato all'Hanoi Social Club: un posto che ti fa sentire come a casa. Ciò che ha mi ha fatto davvero piacere, ma soprattutto riflettere, è stato il silenzio religioso che c'è stato durante tutti i concerti.

Marco Selvaggio con i bambini di Hanoi - ph Ngueyn Quang

Erano tutti a pagamento, e i locali erano sempre pieni. In Vietnam la gente ha un grande rispetto per l'artista e per la musica. E' stato bello il rapporto che si è creato con il pubblico. All'Hanoi Social Club si è creata una bellissima sinergia. Alla fine del concerto insieme al proprietario John (un australiano molto simpatico) abbiamo discusso a lungo di fronte al pubblico, del mio strumento e sul mio album. E così con alcune persone conosciute al concerto siamo poi andati a vedere il night market.

Marco per le strade di Hanoi - ph Ngueyn Quang

Erano tutti molto allegri e spensierati, e soprattutto ben disposti a farmi conoscere anche il più remoto angolo della città. Quello in Vietnam è stato un viaggio che non ho mai vissuto da turista, ma come parte della città stessa. Ero pienamente immerso nel cibo, nella gente, nella loro birra, nel loro thè molto forte e nelle loro strade, così simili tra loro, ma con odori sempre diversi.
Ho provato tantissimi caffè: l'egg coffè, il coconut coffè e lo yogurt coffè. Ero molto scettico all'inizio, ma oggi posso dire che sono tutti uno più buono dell'altro.

Uno dei tanti caffè vietnamita - ph Marco Selvaggio

L'ultimo concerto è stato all'Halong Bay, una di quelle baie che si vedono solo nei film, considerata oggi una delle sette meraviglie naturali al mondo. Ho dormito in barca e fatto un concerto notturno tra luna e stelle. E' stato uno di quei momenti eterni, incisi nel tempo, che sarebbe bello poter rivivere continuamente senza sosta.

Marco affascinato dalla bellezza dell'Halong Bay

L'acqua era davvero calda e il luogo incantevole. Non è facile descrivere certi posti. Neanche una foto renderebbe giustizia ad un posto simile. La natura a volte riesce a stupire pure chi è preparato ad accoglierla.
Il mio viaggio in Vietnam è stato ricco di emozioni, cibo, ispirazioni, amicizia e musica. E' qualcosa che resta dentro e non si stacca mai. Hanoi è rimasta come un pensiero latente, che rivivo volentieri diverse volte prima di addormentarmi col sorriso sulle labbra sapendo che è sempre là, pronta ad accogliermi.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 01 settembre 2016
Aggiornato il 12 giugno 2017 alle 20:52





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