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Il colore della vita

Blog Come e perché Giuliano, Patrizia e la figlia Claudia ai primi di febbraio molleranno il grigio e frenetico tran tran del Nord per "rinascere" in Messico. A stretto contatto con la natura

La storia che vi racconto sembra il soggetto di un film corto sul rapporto uomo-natura, che poi in Germania l’hanno realizzato davvero. Giuliano è un manager pugliese trapiantato a Milano, è il responsabile vendite in Italia per conto di un importante distributore informatico. Vive tra le nebbie di Paullo, o meglio ci dorme qualche volta. Qualche volta non ha nemmeno il tempo di dare il bacio della buonanotte a sua figlia Claudia, qualche volta non ha nemmeno la forza di dire a sua moglie Patrizia quello che vorrebbe, perché troppe sono l’energia e soprattutto il tempo che il lavoro gli succhia.

E non c’è la volta in cui riesce a dare del tu ai vicini di casa, perché anche loro si trovano nelle sue stesse condizioni di formicolante operosità totale, ripetendo gli stessi gesti automatici ogni giorno, per una società che non vede altro che il lavoro dentro il solo steccato del profitto, e che mai consente un vero traguardo, dunque mai nessuna sostanziale soddisfazione.

Patrizia, Claudia e Giuliano

Hanno quasi quarant’anni, Giuliano e Patrizia – anche lei lavora in un’importante multinazionale –, e sono integrati: “In quale centro commerciale andiamo questo sabato?”. Poi un giorno, la prima domanda sale dal collo: “Ma dove stiamo correndo sempre con i minuti contati?”. Non c’è tempo per vivere, ma solo per produrre e consumare. Giuliano si guarda intorno e capisce che quelli non sono i veri colori. E il tempo, intanto, scorre velocissimo.

Una sera trova il coraggio di fermarsi, guardare negli occhi Patrizia e domandarle: “Ma noi possiamo avere una vita migliore?”. Paullo, con la sua nebbia totale, inghiotte la breve risposta di un quarantenne sull’orlo di una crisi di vita.

In un viaggio da consumatori occidentali, Giuliano e la sua famiglia per una strana serie di coincidenze arrivano in Messico. E’ il maggio del 2014. «Siamo stati travolti da questa terra che, fin dai primi giorni e senza rendercene conto, aveva già riempito il piatto positivo della nostra bilancia virtuale: cambiare vita o continuare la stessa vita. La gente locale, il clima, il MARE – Giuliano lo dice quasi mettendosi in piedi -, la natura, la storia e i colori (mai visti così tanti! Il verde delle piante e i mille azzurri del cielo e del mare). E poi i ritmi di vita, la musica e la voglia di vivere!».

Giuliano e Patrizia interpretano quelle strane coincidenze come dei segnali che il destino ha offerto loro, e ora elaborano un progetto. Conoscono delle persone con le quali iniziano una collaborazione di ricezione turistica. Diventano amici e gli affari vanno.

Intanto, Giuliano e Patrizia hanno già ripreso l’operosa spola formicolante nella nebbia d’umanità del nostro mondo produttivo, ma col sorriso e il cuore pieno di battiti, perché stanno iniziando mentalmente a fare le valigie. Perché nel frattempo, con i loro amici italo-messicani, si sono aperti una seconda attività di B&B, che va bene. Allora, mentre Paullo se ne continua a fregare dei tumulti di vita di queste due anime, loro due, Giuliano e Patrizia organizzano il trasferimento in Messico: «Vendiamo tutto e presentiamo le dimissioni irrevocabili».

«Claudia? Nei prossimi anni si sarebbe dovuta svegliare alle 5.30 per andare alle superiori, dopo ci sarebbe stata l’università con gli stessi ritmi, e tutto questo poi per dover scappare all’estero a trovare lavoro. Se dobbiamo sopravvivere, vogliamo almeno decidere noi dove». Sono gli ultimi giorni, adesso. La tensione è così alta che Patrizia si sente male, ma i mille azzurri della natura, il colore della vita sono un tonico potentissimo. Ai primi di febbraio, lasceranno tutto e, con i nostri profondi auguri, ricominceranno nel sole messicano a vivere meglio. Claudia andrà a scuola parlando inglese e farà il bagno nell’oceano con i delfini, imparando il linguaggio della natura.

La motivazione, che Paullo inghiotte nella sua sterile sopravvivenza di una società al tramonto, è semplice ed è questa: non possiamo vivere staccati dal verde e dall’azzurro. Adesso che la storia vera è raccontata (i nomi non sono affatto inventati), guardiamoci pure “I am nature” del WWF tedesco:

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