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I dubbi aiutano

Blog Nel giorno in cui l'Ema fugherà i dubbi sulla pericolosità o meno dei vaccini AstraZeneca, dovremmo ripartire dallo spot di Giuseppe Tornatore a favore delle vaccinazioni contro il Covid-19. Uno spot molto raffinato, centrato sulla positività del dubbio di chi non sa ancora se vaccinarsi o meno. E se chiunque può dubitare del vaccino anglo-svedese, non è consentito a nessuno criminalizzare chi fa le giuste verifiche per il bene di tutti

I dubbi aiutano. Sempre. “Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno” diceva Voltaire. E forse dovremmo ripartire dallo spot di Giuseppe Tornatore a favore delle vaccinazioni contro la pandemia da Covid-19, quella “Stanza degli abbracci” che a gennaio era arrivato in supporto della prima campagna messa in piedi dall’ex commissario Domenico Arcuri. Uno spot, primo di una serie di tre forse quattro, che il regista bagherese aveva realizzato pro bono, ovvero per i bene di tutti e senza un compenso.

Uno spot molto raffinato, forse anche troppo per il gusto triviale degli italiani, centrato proprio sulla positività del dubbio di chi in Italia non sa ancora se vaccinarsi o meno. Nel mini-film, arricchito dall’emozionale commento sonoro di un altro premio Oscar, il maestro Nicola Piovani, una giovane donna va a trovare la madre in una struttura per anziani. Le due donne sono separate da un telo di plastica trasparente, stratagemma che permette almeno un abbraccio fisico, pur mediato. Ed è l’anziana madre a tentare di infondere certezza alla figlia, ancora indecisa sul da farsi, dicendole “I dubbi aiutano, i dubbi aiutano. Devi volerti bene”. «Non vanno colpevolizzati ma compresi e aiutati» ha ribadito più volte il regista Premio Oscar per “Nuovo Cinema Paradiso” spiegando che l’incertezza dei cittadini non è da colpevolizzare.

Un risultato pratico intanto questo spot lo ha ottenuto, ha dato evidenza mediatica alle “stanze degli abbracci”, brillante soluzione sociale nata alla fine dello scorso anno nelle Rsa italiane, tra le principali vittime del Coronavirus.

Un altro risultato lo spot lo potrebbe ottenere in questa ulteriore surreale fase di sospensione nel già surreale clima pandemico che ci attanaglia da un anno: capire la vera importanza della risposta che l’Ema, la European Medecines Agency, l’agenzia dell’Unione europea per la valutazione dei medicinali, che darà oggi sulla sicurezza o meno dei vaccini anti-Covid della AstraZeneca, vaccini sospesi in diversi Paesi europei, Italia compresa, perché sospettati dall’opinione pubblica di causare effetti collaterali anche letali.

I dubbi aiutano. Sempre. E’ giusto dubitare sulla sicurezza di questi vaccini dopo le anomale morti di persone notoriamente sane subito dopo l’inoculazione dei vaccini. Ben tre di questi casi sono avvenuti in Sicilia, Stefano Paternò di 43 anni, militare della Marina in servizio ad Augusta, Davide Villa, 50 anni, poliziotto a Catania, e Giuseppe Maniscalco, 54 anni, carabiniere a Trapani. I dubbi, però, non si devono trasformare in panico e i settemila che in Sicilia hanno annullato di propria volontà la vaccinazione, prima della sospensione degli Stati, devono ben valutare quello che sta accadendo all’Ema di Amsterdam.

Il dubbio, sacrosanto, non ci deve, però, fare perdere di vista l’importanza del lavoro svolto da chi svolge il lavoro di verifica. Un lavoro che testimonia come l’organizzazione europea e degli stati nazionali che sovrintende l’autorizzazione dei farmaci funziona. C’è un dubbio? Si ferma il tutto per il tempo necessario, si verifica, e poi si va avanti. Se c’è qualcuno che in questo momento deve dare spiegazioni è proprio l’azienda AstraZeneca, certamente non l’Europa o gli stati che hanno deciso per lo stop momentaneo. Chi parla di fallimento dell’Europa o di dimissioni del nostro ministro della salute non ha capito niente della questione o è in malafede. Se poi l’azienda farmaceutica anglo-svedese avrà il via libera dell’Ema, perché i suoi vaccini non verranno ritenuti responsabili delle morti sospette e dei casi di trombosi incriminati, vorrà dire che quella successione temporale di eventi luttuosi è stata una tragica fatalità.

I dubbi aiutano e noi ci dobbiamo volere bene. Si può anche scegliere alla fine di non vaccinarsi ma la criminalizzazione di chi si impegna per ottenere il salvacondotto sanitario della comunità di riferimento non è consentita a nessuno.

Non sappiamo oggi se mai vedremo il secondo spot di Tornatore, si parla già di una nuova campagna più nazional-popolare con volti noti che diranno pubblicamente che bisogna vaccinarsi. Se sarà così vorrà dire che la furia iconoclasta contro il “mondo” dell’ex commissario Arcuri ha fatto un’altra vittima eccellente dopo le Primule, i centri vaccinali concepiti dall’architetto Stefano Boeri.

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