Eugenia Marescalco: «Mi piace coniugare l’Oriente alla tradizione sartoriale italiana»

Moda e design La stilista siracusana, che si è formata nella prestigiosa scuola Première di Catania, ha il suo laboratorio creativo nel cuore barocco di Noto, ed è qui - tra manichini e macchine per cucire - che è nato Poison PureSilk, il brand che ha portato in Sicilia le più pregiate sete del comasco nelle sue varianti più colorate, per dare vita a pregiati Kimono di seta purissima in trame dallo stile siciliano

Kimono sì, ma solo se siciliano. L’intuizione della visionaria stilista Eugenia Marescalco prende vita, negli scorsi mesi, in un piccolo laboratorio di sartoria nel cuore di Noto. Una stanza attrezzata con minuziosa dovizia, dove sete pregiate dai colori sgargianti e dalle trame rigorosamente in stile siciliano sono perfettamente collocate sugli scaffali. Il caos creativo riguarda anche il laboratorio che, a sua volta, è un tempio sacro: qui la temperatura è costante e gli agenti esterni sono sottoposti a rigido controllo, per preservare la vividezza dei tessuti.

Kimono The Puppet Theatre by Poison PureSilk

Una libreria composta da rotoli di seta ma anche riviste di moda, manichini e macchine per cucire, che Eugenia definisce «le sue seconde mani», sono gli assoluti protagonisti di questo spazio di lavoro.  È da passione e sacrifici che nasce Poison PureSilk, il marchio che in Sicilia ha portato le sete più pregiate. Sulla scelta del nome la stilista non si sbottona, ma racconta che «dopo il viaggio in Giappone, durato diversi mesi di totale avventura, pensavo costantemente a come coniugare il modello orientale del kimono con la tradizione sartoriale italiana e siciliana, nasce così il desiderio di trattare solo ed esclusivamente la pura seta, adattata, però, ad un capo che è originariamente realizzato prevalentemente in cotone».

Il laboratorio netino di Poison PureSilk

Ecco che il tradizionale indumento giapponese, che nella sua terra si compone di numerosi strati, in Italia arriva diventando portavoce della tradizione non solo giapponese, ma anche italiana. Grazie a Poison PureSilk la seta sposa le tonalità del sole e del mare per dare vita ad un capo unico, figlio di un’accurata ricerca. Marescalco, classe 1988, siracusana residente a Noto, ha frequentato la prestigiosa scuola di sartoria Première di Catania.

Kimono by Poison PureSilk

«Durante il mio percorso di formazione – racconta Eugenia Marescalco – ho conosciuto un’insegnante, Pinuccia Pappalardo, che è stata un vero e proprio mentore, sia a livello tecnico che professionale, ma soprattutto umano. La scuola mi ha permesso di apprendere tecniche sartoriali importanti. Confezionare abiti è una passione che ho nutrito e coltivato da sempre, sin da bambina. Quando ci si riferisce alla creazione di un abito si pensa spesso, erroneamente, che chi si occupa del confezionamento artigianale lavori immediatamente sul tessuto, ma in realtà non è così. L’abito nasce da uno studio molto accurato che prende forma sin dal cartamodello. Il capo su misura, inoltre, ti permette di adottare le tecniche più disparate, anche solo per prendere le misure al cliente».

Ma la stilista non confeziona solo kimono, che è possibile personalizzare in base ai propri gusti, ma si dedica anche ad abiti  da giorno e da sera, sia maschili che femminili. Confezionare un capo su misura, ad ogni modo, rappresenta tutt’altro che una scienza esatta e, anzi, può prevedere le più diverse scuole di pensiero che optino per una tipologia di tecnica piuttosto che un’altra.

Kimono by Poison PureSilk

«In fase di confezionamento esistono dei veri e propri metodi come quello della scuola di Roma – prosegue Eugenia -. Ogni tipo di tecnica scelta è dettata anche dal paese da cui si proviene. Io ho studiato come prendere le misure attraverso il cartamodello, e quindi lavorando con il metodo geometrico frazionario. Sembra complesso, ma in realtà si tratta di semplici calcoli che ti permettono di riprodurre su foglio la figura umana. È in fase di sviluppo e taglio che si notano davvero le differenze».

Ma la particolarità del suo laboratorio resta quella che il compratore troverà solo ed esclusivamente seta pura, come d’altronde lascia intuire il brand. «Ho fatto una scelta molto azzardata trattando nel mio laboratorio solo la seta – spiega la stilista -. È un prodotto del tutto italiano che realizzano solo nel comasco. Sono pochissime le aziende che la producono, e si deve anche saper scegliere il fornitore adatto che ti sappia assicurare la provenienza del prodotto».

Kimono by Poison PureSilk

La seta, oltre ad essere un tessuto pregiatissimo, è molto difficile da maneggiare. La sua particolare superfice liscia la rende estremamente scivolosa, una caratteristica che la contraddistingue e ne esalta il pregio una volta indossata, ma che impone numerosi accorgimenti in fase di confezionamento.

«Ho fatto costruire su misura un tavolo di lavoro grande 2 metri per 2 metri – puntualizza -. La preparazione del tessuto sul tavolo impegna a volte anche due o tre ore, un tempo che varia a seconda del modello e del disegno che la stoffa prevede, e che deve essere gestito in modo tale che tutto combaci al millimetro. È un lavoro minuzioso e certosino che richiede grande pazienza, cosa che con gli atri tessuti non è assolutamente necessario».

Kimono by Poison PureSilk

La giornata tipo della stilista, che a sua volta non si avvale di alcun collaboratore, è scandita da concentrazione e lavoro che spesso non conosce interruzioni, due fattori imprescindibili per poter portare a termine nei tempi giusti le richieste del cliente. «In qualità di capo di me stessa – conclude – alcune volte non mi concedo nemmeno la pausa pranzo. Una condizione che non mi aspettavo di fronteggiare.
Il mio laboratorio ha un suo microclima, non si mangia, non si fuma, ed è necessario mantenere una temperatura ottimale affinché non ne risenta il tessuto. Una delle scelte più importanti è stata quella di realizzare capi che siano esclusivi ma anche pezzi unici. Decidendo di acquistare un mio kimono, nei quali appongo anche etichette personalizzate, bisogna essere consapevoli del fatto che non ne esisterà mai un altro uguale».

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