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Estate da leggere nel ricordo di Gianluca Vittorio

Le lettura consigliate da Salvatore Massimo Fazio

Blog Settembre lo apriamo con la ripresa di qualche titolo a sorpresa giunto in libreria ad agosto mese in cui spesso anche l'editoria si ferma. "Massimo Volume" oggi vuole rendere omaggio ad uno scrittore simpatico e siciliano, Gianluca Vittorio, scomparso troppo giovane, a inizio agosto

Abbiamo vissuto un caldissimo mese di agosto con temperature che hanno toccato i 48,7°. Per la nostra rubrica fu auspicato come mese di ferie, ma così non è stato, alcune uscite interessanti tra il 5 e il 26 agosto hanno svuotato le librerie rimaste aperte. Sempre ad agosto abbiamo vissuto un dolore immenso quando domenica 8 abbiamo ricevuto la notizia della scomparsa dello scrittore catanese, in quota Morellini e Algra, Gianluca Vittorio. Gianluca è andato via in silenzio e ha lacerato una città. Alcune realtà come il polo culturale “Gammazita” ha chiuso per un giorno; il ‘Battiati Jazz Festival #Green2021’, giunto alla sua sesta edizioni sempre col connubiotra  jazz e libri, lo ha omaggiato nella serata di chiusura, il 20 agosto: Gianluca Vittorio fu il primo autore di queso connubio creato da Antonio Petralia tra jazz e letteratura. Non possiamo dimenticare una penna eccelsa e pura quale quella dello scrittore catanese voluto bene da più parti.

La copertina va al Premio selezione Campiello 2020 Piernicola Silvis, che torna sempre in casa Sem con “La pioggia”. La contro copertina è per Davide Grittani, l’autore pugliese è il n. 13 della collana siculo-sarda Sidekar di Arkadia editore. Con “La bambina dagli occhi d’oliva” omaggia Dolores O’Riordan, che il 6 settembre avrebbe compiuto 50 anni. Stupore tra personaggi potentissimi della cultura e critici attenti, ne citiamo uno: Dario Argento. Sorpresa catanese con Domenico ‘Mimmo’ Trischitta: il 10 agosto è uscito ‘La città nera’ per Algra Editore e lo stesso giorno la medesima casa editrice diretta da Alfio Grasso, ha ripubblicato la nuova edizione del romanzo più conosciuto dell’autore etneo: “Una raggiante Catania”. Bonfirraro, Morellini, Giunti, Marietti 1820, Chiarelettere,  Les Flaneurs Edizioni e Graphe.it chiudono la settimana con la retroazione. Ma non perdiamo tempo, ecco tutti i libri che vanno letti questa settimana.

Arrivederci Gianluca

Gianluca Vittorio

Gianluca Vittorio era un gigante, di stazza fisica certamente ma di cultura soprattutto. Un uomo che amava la lettura e scriveva divinamente. Al talento di Vittorio, tre volte in antologie con Morellini, e una volta in solitaria con Algra e sempre con Morellini in un e-book, va il nostro ricordo. Ma non solo. Nel luglio 2016 Gianluca viene scelto da una popolare birra al fine di scrivere mini racconti da applicare nell’etichetta della bottiglia così da poter leggere durante un rinfresco (qui l’articolo). Non diciamo “ciao”, per lo scrittore Gianluca Vittorio è un arrivederci e vi omaggiamo una nostra intervista del giugno 2019 in occasione dell’uscita dell’antologia “Sicilia d’autore” (qui il servizio).

Ecco i colpi a sorpresa usciti ad agosto.

Il 5 agosto i misteri siciliani di Pietro Esposto

Pietro Esposto

Pietro Esposto, Rosso Candido, Bonfirraro
“Rosso candido” è un romanzo ambientato nel 1978 in un paesino della Sicilia interna. Il protagonista è un maresciallo dei carabinieri, Ninni Petralia, il quale pur essendo originario di Mazara del Vallo ama il freddo come un vero nordico. Per questo ha scelto il comando in un paese di mezza montagna, Acquamara, dove a inizio febbraio si verificano tre bizzarri ritrovamenti in altrettante chiese: una fotografia erotica attaccata alla coscia di un santo, delle manette sadomaso penzolanti sopra un altare e una bambola gonfiabile appesa al batacchio di una campana. Singolari scoperte che i sacristi delle due parrocchie principali, acerrimi nemici, considerano un’offesa reciproca. Non la pensa così Petralia, il quale è convinto che si tratti, invece, di una minchiata, al limite di una ragazzata. Ma anche lui dovrà ricredersi. In un carosello di equivoci e farse, aiutato dal suo amico pretore e dal fedele appuntato, riuscirà a far luce su una brutta storia di violenza e prostituzione.

Il 10 agosto è stato il Trischitta’s day

Domenico Trischitta

Domenico Trischitta

Domenico Trischitta, La città nera, Algra Editore

«Un romanzo che darà modo ai catanesi di gettare uno sguardo meno superficiale alla realtà che li circonda e ai non catanesi l’opportunità di penetrare nel cuore d’una città che ammanta di bellezza le pulsioni più oscure e vitali del cuore umano, di tutti i cuori, quali che siano il colore della pelle, le fedi, le abitudini pregresse» (Domenico Seminerio).

Domenico Trischitta, Una raggiante Catania, Algra Editore (nuova edizione)

«Leggo Trischitta e riga dopo riga Catania diventa una città-specchio del vulcano che la sovrasta e di cui imita i colori: la osservo passare dal nero della politica al rosso del sangue, dal nero di una città violenta al rosso brillante di una città raggiante. Il romanzo di Trischitta narra proprio della metamorfosi di una città che procede di pari passo con la crescita interiore di un ragazzo. Il ragazzo forse è lui stesso, ma non importa. Anche perché Trischitta entra ed esce dal personaggio, facendolo diventare alternativamente narratore e oggetto della narrazione, con salti dalla prima alla terza persona che sono soggettive che poi si aprono in ariose panoramiche.» (Dalla Postfazione di Tommaso Labranca). Prefazione di Manlio Sgalambro.

È di fine agosto, esattamente il 26, il Libro copertina di Piernicola Silvis

Piernicola Silvis

Piernicola Silvis, La Pioggia, Sem – Società Editrice Milanese

Roma, Trastevere. Cinzia e il suo ragazzo Harry comprano qualche grammo di eroina ma vanno in overdose, e Harry muore. Ma, mentre Renzo Bruni e la sua squadra muovono i primi passi, il cartello Jonico, l’onnipotente organizzazione che gestisce il commercio di coca ed eroina in tutto il Paese, trama, su indicazione di misteriosi mandanti, un piano criminale chiamato in codice la Pioggia. È un progetto in cui girano centinaia di chili di eroina, milioni di dollari e altrettanti barili di petrolio. Il vertice del cartello Jonico è controllato dalla ‘Ndrangheta e dal potente padrino calabrese don Vittorio Santofuri, coadiuvato dal suo uomo di fiducia, Armando Nativo. Se attuata, la Pioggia porterebbe alla morte certa di migliaia di tossicodipendenti. Tutto sembra andare secondo i piani del cartello, quando compare una variabile assolutamente inattesa: Annina Latini, la madre di Cinzia, donna apparentemente tranquilla, che si inserisce nelle indagini come un cuneo d’acciaio…

Gli altri titoli del 26 agosto

Giuseppina Morrone e Lidia Fogarolo, Anime incarnate in corpi sessuati, Graphe.it

Perché l’Anima sceglie un percorso così duro come quello dell’incarnazione che prevede non solo il confronto con il piano istintuale, apparentemente così lontano dallo spirito, ma anche la sfida rappresentata dalle differenze di genere? Può essere solo l’effetto di una «caduta»? L’intuizione che sta avanzando, iniziata sotto forma di ricerca scientifica all’inizio del Novecento, è che sia presente all’interno di questo zoccolo duro un nucleo sapiente che esige di essere riconosciuto in quanto detentore di un significato e di un potenziale di crescita che abbraccia trasversalmente tutto l’essere. Pertanto, non è possibile risalire al senso della propria vita senza di esso. Questo è il filo conduttore del percorso che ci propongono le due Autrici, interessate a mettere in luce sul piano psicologico, simbolico e religioso, i diversi meccanismi difensivi e creativi che caratterizzano i due generi. Un percorso psicologico, simbolico e religioso sui diversi meccanismi difensivi e creativi che caratterizzano il maschile e il femminile.

Giuseppina Morrone è psicologa transpersonale, specializzata nelle problematiche relative alle differenze di genere. Lidia Fogarolo è laureata in psicologia e specializzata in grafologia. Lavora come analista e perita grafologa.

La sorpresa del 27 agosto

Annalaura Giannelli, Il segreto della Maddalena, Les Flaneurs Edizioni

È il ventidue luglio quando Saro Santagata, il rampollo di una delle più note e facoltose famiglie del mondo imprenditoriale siciliano, scompare misteriosamente durante un giro in barca: il suo veliero viene ritrovato in mare aperto, ma di lui non c’è nessuna traccia. Disperato per l’andamento zoppicante delle indagini ufficiali, il padre del ragazzo affida il caso all’investigatore privato Andrej Lupo, un affascinante cercatore di verità perennemente in lotta coi propri demoni interiori, e alla sua più fidata
collaboratrice, la magnetica sensitiva Karina Sanchez. Sullo sfondo di una Sicilia a tratti seducente e a tratti tenebrosa, Lupo e Karina dovranno destreggiarsi tra questioni di potere e fragili equilibri familiari, rivalità e inganni, attentati quanto mai sui generis e sconcertanti scoperte su riti esoterici e culti misterici. Riuscirà la straordinaria coppia di detective a rimettere insieme i tasselli di un puzzle molto più intricato del previsto? E se Genezzano, un antico borgo sperduto fra i monti delle Madonie, nascondessedelle verità rimaste celate nelle pieghe del tempo?

Annalaura Giannelli è avvocato processualista e consulente aziendale di importanti realtà del territorio pugliese. Esordisce come scrittrice nel 2012 con il romanzo Di Terra e d’anima (Adda Editore), vincitore del Premio Progresso e Cultura 2014 della Provincia di Bari. Ha pubblicato anche La figlia del destino (Adda Editore, 2015), vincitore del Premio Terre d’Oltremare 2016, e Viaggio in ombra (Adda Editore, 2018). È Presidente dell’Istituto di Cultura Salentina (ICS).

Le uscite dell’1 settembre

Salvatore Niffoi, Cristolu, Giunti

È una domenica dei morti quando don Frunza, il prete di Orotho, vicino a una lapide del camposanto si imbatte in una strana scatola di latta. La apre, e dentro trova una pila di pagine scritte a mano. Sul primo foglio, un frontespizio disegnato a pastello, è raffigurato un Cristo nudo e crocifisso a due tavoloni, mentre il titolo recita: Barore Suvergiu, noto Cristolu. Vita e morte di un frate bandito. Il racconto è tragico e avvincente, ha i tratti della parabola, e don Frunza decide di leggerlo a puntate durante le sue omelie, per gremire i banchi ormai vuoti della chiesa del paese. Di sermone in sermone scopriamo così la storia di Cristolu, ragazzo magnetico, viscerale e un po’ folle, che in gioventù compie alcuni miracoli per poi entrare in convento. Tuttavia, il giorno in cui il corpo di sua sorella Pauledda viene trovato massacrato – il figlio di uno dei Don del paese l’ha violentata e uccisa – la sua vocazione s’incrina irreparabilmente. Cristolu invoca «una giustizia impaziente e terrena» e con un manipolo di compagni si dà alla macchia, mina la sicurezza delle strade e terrorizza i Sioppo, i Melonza e i Thruccu, le famiglie che spadroneggiano su Orotho. Un crescendo tumultuoso che porterà Cristolu a un atroce finale. Quello stesso finale che padre Frunza, minacciato dagli eredi dei Don e intimidito dagli alti prelati, dovrà scegliere se leggere fino in fondo durante la messa cantata. Salvatore Niffoi ci trascina nella sua Barbagia arcaica e feroce consegnandoci un vangelo apocrifo di santità e vendetta. E lo fa con una scrittura alta e intensissima, che somiglia all’astore in volo: artigli per dilaniare e ali per far sognare.

Micaela Jary, Il cinema delle meraviglie, Giunti

Novembre 1946. Nella Berlino occupata dalle potenze vincitrici, la giovane Lili cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita, dopo che la guerra le ha portato via il padre e il marito. È difficile riconoscere in quella città in macerie il luogo dove ha realizzato il sogno più grande: lavorare nel cinema, una passione ereditata dal padre che possedeva una sala un tempo molto in voga ad Amburgo. Lili è sempre stata affascinata dall’arte di mettere insieme quei fotogrammi che danno vita alla magia di un film. Così si è trasferita a Berlino per provare a farsi strada in un ambiente tradizionalmente maschile, riuscendo a diventare montatrice di pellicole. Ma adesso ogni sogno sembra svanito, e Lili cerca disperatamente di ottenere un lasciapassare per tornare ad Amburgo, dove la madre è gravemente malata. Le verrà in soccorso un ambizioso ufficiale inglese della sezione cinema, John Fontaine, che in cambio le strappa una promessa: Lili dovrà aiutarlo a recuperare alcune pellicole smarrite sotto la pioggia di bombe, su cui la ragazza sembra avere degli indizi. Assunta come segretaria, Lili parte con lui alla volta di Amburgo, dove scoprirà con amarezza che la sorellastra Hilde e il marito vogliono chiudere il vecchio cinema di famiglia. Mentre i rapporti con il capitano Fontaine si fanno sempre più stretti, i due giovani si mettono sulle tracce di un capolavoro perduto: una bobina del famoso regista Leon Caspari, che Lili vorrebbe ritrovare e restaurare. Ma c’è un tragico mistero nascosto fra le scene del film, che sembra riguardare molto da vicino il passato della sua famiglia…  Sullo sfondo della rinascita nel dopoguerra, una storia di ambizioni, intrighi familiari, passioni segrete.

Andrea Pedrinelli, Renato Zero, Giunti

L’intera opera di Renato Zero riletta disco per disco, brano per brano. Andrea Pedrinelli racconta l’uomo e l’artista, le sue musiche e i suoi testi, il suo linguaggio e i suoi colori, la storia e l’aneddotica, esplorandone biografia e discografia in ordine cronologico. Così, dopo aver presentato il Renato Fiacchini che diventa Renato Zero in un “Prologo” dedicato alla sua infanzia, alle sue motivazioni artistiche e alla sua lunga gavetta, l’autore esplora tutti i suoi album, andando a fondo di ogni canzone incisa dal cantautore romano. Il libro è costruito, oltre che sulla ricerca storica relativa alle fonti discografiche e giornalistiche, anche sulla raccolta delle interviste di Zero stesso e su interviste inedite a importanti suoi collaboratori/amici nel tempo.

Il 2 settembre tra le uscite da noi consigliate, anche il libro contro copertina di Davide Grittani

Davide Grittani

Davide Grittani, La bambina dagli occhi d’oliva, Arkadia

Un appartamento in centro, un disegno sotto la carta da parati: macabro e profetico, dimenticato per trent’anni. Tocca a Sandro Tanzi – ultimo testimone di una borghesia senza scrupoli – scoprire cosa sia successo in quella stanza, come mai quel disegno chiami in causa i suoi genitori e per quale motivo sia collegato alla nuova inquilina del palazzo, la bellissima e misteriosa Angelica Capone. Partendo dall’omaggio a Dolores O’Riordan, leader dei Cranberries, il romanzo prende in prestito un destino per raccontare una violenza di cui si parla sempre poco e male. Attraverso una narrazione visiva, quasi cinematografica, a tratti sensoriale, La bambina dagli occhi d’oliva racconta le quotidiane colpe degli innocenti e i delitti che commettono anche i giusti, riportando al centro della scena i fantasmi solitamente più duri a morire: i nostri sensi di colpa. Accanto all’incredibile storia di Sandro e Angelica scorrono le voci e i volti di chi è stato condannato a sopravvivere, l’aristocrazia delle vergogne messe a tacere, gli anziani parcheggiati nelle case di cura e gli stranieri chiamati a prendersene cura, sullo sfondo di una città in agonia.

Silvana Quadrino, Sembravano così felici. Amori e disamori nel tempo dell’incertezza, Chiarelettere
Dalla penna di una delle psicoterapeute di coppia più note e amate, una vera e propria “guida sentimentale” in forma narrativa, un manuale di “racconti analizzati” per offrire a lettrici e lettori suggerimenti e spunti di riflessione sulle relazioni d’amore. La dottoressa Quadrino raccoglie molteplici situazioni di vissuto quotidiano per raccontare da un lato alcuni momenti di svolta nella vita di una coppia (l’inizio di una storia o di una convivenza, i rapporti con le famiglie di origine, la nascita dei figli, la necessità di spazi dedicati a interessi personali, la gestione di un sospetto o di una gelosia, il cambiamento della comunicazione e del rapporto di coppia con i social media, ecc.) e dall’altro ricostruire le motivazioni più frequenti che possono trasformare un piccolo sbandamento in una vera e propria crisi. Ogni racconto è seguito da un breve viaggio dentro la storia, alla ricerca dei punti di rottura o di ricostruzione degli equilibri, ancora più difficili da mantenere in un periodo di grave incertezza come quello del Covid che ha accentuato fragilità preesistenti, ma anche reso possibili cambiamenti prima ritenuti inattuabili.

Abir Mukherjee, Morte a oriente, Sem – Società Editrice Milanese

1905, Londra. Sam Wyndham, giovane poliziotto dell’East End, incontra una vecchia fiamma, Bessie Drummond. Il giorno successivo, la donna viene trovata morta nella sua stessa stanza, chiusa dall’interno. Sam si mette sulle tracce dell’assassino e il caso gli costerà più di quanto avesse mai immaginato…
1922, India. Il paese è in subbuglio a causa dello sciopero generale indetto da Gandhi. Sam Wyndham, ormai capitano del corpo di polizia a Calcutta, vede un uomo che pensava fosse morto da tempo, un assassino che aveva inseguito a Londra, all’inizio della sua carriera. Che legame c’è tra questo incontro e l’efferato omicidio del 1905?

Gabriella Airaldi, Essere avari. Storia dell’ossessione del possesso, Marietti 1820

L’avaro è un individuo meschino, capace di ogni bassezza, insopportabile alla società in cui vive. La sua figura è avvolta in ogni tempo da biasimo e condanna, ironia e disprezzo. Una fisionomia che ha le sue radici nel mito e nelle sue più recenti riscritture: Creso, Euclione, Shylock, Arpagone, Ebenezer Scrooge, Paperon de’ Paperoni, Gordon Gekko. Nomi che si rincorrono nei secoli per disegnare un identikit spregevole. L’opinione comune di una vita che oscilla perennemente tra il vizio e la virtù, in una lotta costante, pone l’avidità, il febbrile desiderio di possedere, alla base del comportamento dell’avaro. Eppure, la vita non è un gioco di estremi e le sfumature sono molte. Avarizia è termine proteiforme, che può indicare diverse cose, in relazione ai tempi e ai luoghi. Quante sono le sembianze dell’avaro? In quanti modi si possono descrivere? E quanti significati racchiude il vocabolo “avarizia”? La questione resta aperta, come accade ai grandi temi di lunga durata.

Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e delle relazioni internazionali, ha insegnato all’Università di Genova e in molte università all’estero. Con Marietti 1820 ha pubblicato Storia della Liguria (2008-2012), Gli orizzonti aperti del Medioevo. Jacopo da Varagine tra santi e mercanti (2017) e Il ponte di Istanbul. Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci (2019).

Laura Avallo, Lucia Bosè. L’ultimo ciak, Morellini

Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La straordinaria vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 – all’età di 89 anni – per coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore.

Laura Avalle, scrittrice e giornalista esperta di salute e benessere, è ideatrice dell’iniziativa #Faivolareunafiaba che ha portato alla realizzazione del libro Il mostro con gli occhi rossi e altre storie (Morellini Editore, 2020). Tra le sue pubblicazioni, oltre a manuali di divulgazione scientifica per Tecniche Nuove, i romanzi Il mito dell’eterna giovinezza – Il conflitto tra desiderio e realtà (Armando Curcio Editore, 2020), da cui ne è nato un programma di informazione per la Web TV, Le altre me (La Lepre Edizioni, 2015) e l’epistolario a 4 mani con Andrea G. Pinketts E l’allodola disse al gufo: «Io sono sveglia, e tu?» (Europa Edizioni, 2012).

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