Emanuele Primavera
il jazz che viene dall’alto

Musica Uscirà il 13 aprile "Replace", il debutto discografico come band leader per il batterista ennese, realizzato col suo quartetto formato da Seby Burgio, Carmelo Venuto e Fabrizio Brusca. Giovedì 26 marzo a Modica parte il tour promozionale che toccherà Catania (il 27), Enna (il 30) e Palermo (il 31). Il musicista: «E' la prima volta che mi metto in gioco come compositore»

Emanuele Primavera 4et: Carmelo Venuto, Fabrizio Brusca, Primavera e Seby Burgio

Emanuele Primavera 4et: Carmelo Venuto, Fabrizio Brusca, Primavera e Seby Burgio

Dall’alto della sua Enna domina la Sicilia, e con lo sguardo arriva a percepire l’Etna e i Nebrodi. Nebbia e pioggia permettendo, e la prima si sa è compagna di vita della città, da sempre. «Mi mette una tristezza infinita – ammette il batterista Emanuele Primavera – anche se quest’anno ci ha graziato un po’, abbiamo avuto Natale col sole e queste sono cose che fanno pensare». Il 34enne batterista ennese, già affermato sideman del jazz, è pronto a riscendere i tornanti della città, non solo per fuggire alla morsa della nebbia, ma anche per affrontare il tour di presentazione del suo primo disco come band leader: Replace, pubblicato dalla romana Alfa Music con distribuzione Egea, uscirà il 13 aprile e si presenta come un biglietto da visita importante per il jazzista ennese che firma il lavoro con il suo quartetto storico, formato dalla “meglio gioventù” del jazz made in Sicily, ovvero il solarinese (romano d’adozione) Seby Burgio al piano, il catanese Carmelo Venuto al contrabbasso e il palermitano (neo londinese) Fabrizio Brusca alla chitarra. «E’ la prima volta che mi metto in gioco come compositore – spiega Primavera -. Dopo alcuni concerti di prova alla fine del 2013, abbiamo registrato a febbraio dell’anno scorso. Un periodo ricco quello fatto di concerti e dischi per altri, lezioni a scuola e la nascita di mia figlia Clara».
Giovedì 26 marzo il quartetto sarà al Convivio di Modica, l’indomani al Glamour di Catania e dopo una parentesi reggina tornerà in Sicilia lunedì 30 marzo proprio a Enna, al Teatro Garibaldi, per la stagione diretta da Mario Incudine, ultimo atto del format “Enna per Enna”, e martedì 31 chiuderà allo Spillo di Palermo: «Il concerto a “casa mia” davanti a tutti quelli che mi conoscono mi angoscia un poco, lo ammetto. Avevo suonato poco tempo fa al Garibaldi con Francesco Bearzatti, adesso a nome mio è diverso».

Emanuele Primavera 4et: Carmelo Venuto, Fabrizio Brusca, Primavera e Seby Burgio

Emanuele Primavera 4et: Carmelo Venuto, Fabrizio Brusca, Primavera e Seby Burgio

Primavera suona un po’ da sempre ma col jazz ha cominciato un po’ tardi, a 22/23 anni: «In questi anni ho suonato con tutti i più grandi che sono passati dalla Sicilia e ovunque nell’Isola. Si è creato un buon giro e il livello è alto, anche se ora tutto si è un po’ fermato. Un lunga esperienza che mi è servita». Il disco è un po’ la summa di un lungo periodo compositivo. «Il disco è sempre un bel biglietto da visita – commenta Primavera -, anche se sappiamo che oggi se si vendono accade solo ai concerti. Un disco serve a fermare un periodo della propria vita, ti serve per metterti in discussione. Alcuni pezzi sono vecchi come il brano d’apertura Deep Nearness, all’inizio pensata come intro, o la traccia numero 5 Kamuth». Deep Nearness manifesta lo spirito più giovanile di Primavera con un suono più sperimentale ed elettronico dalla chiara matrice jazz rock. Il brano sembra far presuppore ad un disco diverso e invece brano dopo brano il disco plana come un’aquila che scende a valle. «In effetti ho cominciato con il free e con il jazz progressive per poi arrivare in maniera inversa al mainstream. Della scena progressive conosco bene Ares Tavolazzi (ex Area, tra i suoi tanti progetti ndr), un pezzo di storia vivente, che ha suonato di tutto e che ama la musica, con cui ho suonato più volte e che mi ha insegnato tanto, e che mi ha omaggiato di un pensiero che accompagna questo disco». Scrive Tavolazzi: «Nelle composizioni di Emanuele riecheggiano le atmosfere più diverse, che, partendo dal linguaggio jazzistico tradizionale, si allargano verso linguaggi più moderni e vicini ai nostri tempi, attraversando climi rarefatti ed a volte di sapore medio-orientale, fino alla libera improvvisazione».

Primavera

Primavera

Il secondo brano Beco è dedicato ad Airton Senna, un mito per il musicista ennese: «”Beco” era il nomignolo che gli avevano dato in famiglia, e noi ennesi, con Pergusa, siamo cresciuti col mito delle corse». Clara, il terzo brano, è dedicato alla figlia del musicista: «Aveva poco più di un mese, e dormiva accanto a me. E’ un brano che mi è venuto di getto». L’amore per il sassofonista Joe Henderson ha portato allo standard Serenity, unica brano non originale del disco. L’omaggio alla propria città arriva col brano Kamuth: «E’ quella vallata fuori città che dall’autostrada porta alla Enna Alta, che da noi, a differenza della nota farina antica, porta l’h finale. Una zona bellissima in primavera dove ho vissuto un paio d’anni». La title track è l’unico brano suonato in trio, senza la chitarra: «Perché questo titolo? Non lo so mi piaceva il suono della parola. No, in effetto il concetto di “sostituzione” un senso, anche se un po’ contorto, per me ce l’ha». Il disco si chiude con la ballata tranquilla A distant outpost e con Say cheese: «E’ il brano che sento di più, per me uno dei più riusciti. E’ quello che racchiude il piacere di suonare con altri le mie composizioni».
“Replace” deve ancora uscire ma già si pongono le basi per un lavoro prossimo dove la prima passione di Primavera, quella per la musica classica, verrà fuori: «Adesso mi sono fatto prendere la mano e sto lavorando a un interludio fra archi e fiati. E’ ancora un work in progress».
Dopo il tour di presentazione del disco, l’8 e il 9 aprile Primavera suonerà per Catania Jazz al Ma di Catania con il Raffaele Genovese Trio che accompagna il giovane sassofonista olandese Ben Van Gelder. «E da poco l’etichetta mi ha comunicato che più in là ci potrebbe essere il 15 maggio una data romana alla Casa del Jazz – annuncia -, e la stessa cosa sarà per la cantante palermitana Daniela Spalletta e gli Urban Fabula. Se accadrà sarà una gran bella vetrina per il jazz siciliano indipendente». Il 12 giugno il quartetto di Emanuele Primavera diventerà sestetto col trombettista messinese Alessandro Presti per il Vittoria Jazz Festival di Francesco Cafiso.

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