Dario Campagna: «Nei miei disegni c’è l’insofferenza verso il genere umano»

Libri e Fumetti Una chiacchierata con il disegnatore e giornalista palermitano che con le sue freddure indolenti offre un punto di vista “insofferente” sul mondo e la società contemporanea, autore con Giuseppe Angelo Fiori del flipbook "Salvini - Di Maio una biographic novel" (Beccogiallo), che ha iniziato nella redazione de "Il Male" - revival dello storico settimanale di satira diretto da Vincino e Vauro - fino a ricavarsi uno spazio tutto suo

«Un disegno? Non deve essere bello, ma dietro deve esserci un’idea». Ed è questo il fil rouge che accompagna ogni fumetto, illustrazione, vignetta di Dario Campagna, disegnatore e giornalista palermitano, di stanza a Bologna, che con le sue freddure indolenti offre un punto di vista “insofferente” sul mondo e la società contemporanea. E lo fa su giornali, riviste, testate e realtà indipendenti, oltre che sulla sua pagina facebook dove colleziona migliaia di follower e condivisioni.

Il disegnatore e giornalista palermitano Dario Campagna

«Non esiste un personaggio in particolare – racconta il disegnatore – , ma c’è proprio Dario Campagna. Ci sono io con il mio modo un po’ pessimistico di vedere il mondo che però cela una profonda simpatia e benevolenza verso l’essere umano. In tutti quei disegni c’è il mio modo di interagire con il mondo e soprattutto con quelle cose che, davvero, mi sorprendono e mi danno un grande fastidio. Negli anni, il disegno è sempre più diventato il modo che mi è più congeniale per esprimere questa insofferenza verso certi aspetti del genere umano».

Un modo di comunicare a cui Campagna, oggi 35 anni, è arrivato in realtà da autodidatta, dopo un percorso di studi in comunicazione che sembrava del tutto votato al “giornalismo puro”.
«Mi sono laureato in Comunicazione a Urbino – racconta – e sono diventato giornalista pubblicista nel 2011. Nel 2010 avevo un blog di attualità in cui con altri amici narravamo con uno stile piuttosto irriverente. In quel periodo conobbi il vignettista palermitano Vincino, per me uno dei più grandi degli ultimi 40 anni, che dopo qualche tempo mi invitò a far parte della redazione del Male, revival dello storico settimanale di satira, diretto da lui e da Vauro. Ebbi la fortuna di collaborare con loro, facendo il redattore, scrivendo le mie brevi e riempiendo buchi. Fu lì che mi venne voglia di cimentarmi nel disegno, assolutamente da autodidatta. Essendo in redazione, cominciarono a pubblicare qualche mio disegno e io, man mano, ho perfezionato il mio tratto per renderlo sempre più corrispondente al mio pensiero e al mio sguardo sul mondo. Purtroppo, la rivista chiuse due anni dopo, ma nel frattempo io avevo già trovato il mio stile personale».

Dario Campagna (al centro), con Vincino (a destra) e il collega Natangelo (a sinistra)

Da quel momento, Dario Campagna si è dedicato sempre di più al mondo del disegno e allo studio. «Ho studiato molto il mondo del fumetto e le vignette altrui – racconta il disegnatore – anche per capire cosa funziona meglio, ed è anche per questo che ho subito abbandonato l’idea della vignetta politica. C’è davvero tanta, forse troppa, satira politica in giro in forma di meme, disegni, video che sembra quasi non dare più fastidio a nessuno. Ormai si perde tutto nel marasma generale del web, per questo ho indirizzato la mia satira più verso la cronaca di ogni giorno, mettendo in gioco me stesso e i miei pensieri. Lo sguardo satirico sulla società è innegabile: non mi sento di certo un fustigatore di vizi delle persone, ma mi piacerebbe che le cose girassero un po’ meglio. Difetti e tragedie ce ne saranno sempre, ma esistono tante cose che potrebbero essere migliorate facilmente, invece vedo spesso in giro solo tanto egoismo e concentrazione su se stessi. Devo ammettere che oggi la grande paura del Coronavirus ci sta mettendo di fronte a un nuovo sistema di valori, e ci sta facendo riconsiderare il senso della condivisione e dell’unione».

Il disegno con cui Dario Campagna ha vinto il concorso indetto dall’Uaar

Al centro dei disegni satirici di Dario Campagna c’è sempre, comunque, la contraddizione dell’animo umano e della società. Contraddizioni contro cui si “scaglia” con la sua sagacia inconfondibile. Quel tratto distintivo che gli ha anche permesso, 3 anni fa, di aggiudicarsi il concorso indetto dall’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) per il quale “Il contenuto delle vignette dovrà rappresentare con stile, ironia e sagacia le tematiche dell’ateismo, della laicità e della non-credenza in generale”.

E così tra vignette sul Coronavirus, satira sulla vita di coppia, frecciate sui modi di fare di certe categorie di persone, i lavori di Dario, in questi anni, si sono moltiplicati, fino alla pubblicazione, lo scorso anno, del flipbook Salvini – Di Maio – una biographic novel scritto insieme con Giuseppe Angelo Fiori e pubblicato per Beccogiallo: con le storie dei due leader politici tra  racconto, articolo giornalistico, storia a fumetti.

Dario Campagna con il suo “Salvini – Di Maio – una biographic novel”

«Le mie vignette – continua il disegnatore palermitano – sono spesso ispirate dalla realtà economico-politica del Paese. Questo, ovviamente, non sempre mi pone in una posizione di simpatia nei confronti della gente che segue la mia pagina, e mi posso anche scontrare con opinioni molto diverse dalle mie. Devo dire che ultimamente mi trovo sempre più spesso a leggere attacchi gratuiti e veementi verso un punto di vista, un disegno, un’idea. E allora cosa faccio? Mentre una volta mi ponevo in condizione di dialogo e cercavo di capire il punto di vista dell’altro – come quella volta in cui molti genitori mi augurarono la morte solo perché avevo pubblicato un disegnetto sui Minions, e io cercavo di capire dove avessi potuto sbagliare – oggi  il mio livello di saturazione è decisamente cambiato e  vado per la mia strada senza farmi troppe domande su come alcune persone possano vedere la satira. Anzi, a dirla tutta, il modo in cui in molti reagiscono mi fornisce ancora altro materiale sulle assurdità di certi pensieri».

Disegno dopo disegno, freddura dopo freddura, Dario Campagna si è ricavato un suo spazio in un settore che rimane, comunque, di nicchia e in cui in troppi si permettono di chiedere anche “disegni gratis”.
«Non so – aggiunge – se è stata una disgrazia comune a noi nati nel 1984, ma di sicuro appartengo a una generazione che, figlia del boom economico, ha dovuto subito fare i conti con la crisi e con il mantra “picciuli un ci n’è”. Sembra il leit motif della mia esistenza: facciamo questo ma soldi non ce ne sono, lanciamo un progetto, ma per ora non ci sono fondi. È indubbio che serva davvero una grande passione per continuare in questo settore, e forse anche un piano B che permetta almeno di avere i mezzi di sussistenza».

E se il piano B di Dario Campagna è comunque avere qualche altro lavoro che permetta un’entrata più fissa, il progetto a lungo termine è comunque quello di tornare, un giorno, nell’amata Sicilia, vivendo del proprio lavoro. «Sarebbe davvero meraviglioso – ammette –, anche se confesso che il mio vero sogno sarebbe quello di andare a vivere in una delle isolette siciliane, che siano le Egadi o le Eolie. Vivere lì del mio lavoro sarebbe davvero la realizzazione di ogni desiderio».

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