martedì 23 luglio 2019

martedì 23 luglio 2019

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Con le Giornate del Fai
la primavera profuma di bellezza

Itinerari

Sabato 23 e domenica 24 marzo in tutta la Sicilia il Fondo per l'Ambiente Italiano apre al pubblico 122 siti in 45 località di cui fanno parte alcuni luoghi simbolo della contaminazione tra culture, che saranno raccontati da volontari di origini non italiane, come il giardino di Villa Genuardi ad Agrigento, le Latomie dei Niccolini di Marsala, la Cappena Bonajuto a Catania


di Giusy Messina

Con il Fai il primo weekend di primavera profuma di bellezza anche in Sicilia. Sabato 23 e domenica 24 marzo la bellezza nascosta tra le pieghe della quotidianità frettolosa ed incurante, diventa protagonista. Aprono al pubblico 122 luoghi in 45 località, grazie alla spinta organizzativa delle otto delegazioni Fai siciliane (insieme ai 10 Gruppi e 6 Gruppi Giovani) e grazie ai 1.700 Apprendisti Ciceroni che accompagneranno i visitatori alla scoperta di siti spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo fine settimana, durante il quale sarà possibile sostenere il Fondo Ambiente Italiano con un contributo facoltativo o con l’iscrizione, anche in loco.
«Per le Giornate Fai di Primavera in Sicilia – dice Giuseppe Taibi, Presidente Fai regionale – apriremo luoghi di bellezza che illustreremo grazie all’aiuto degli Apprendisti Ciceroni. Una grande festa alla quale tutti sono invitati a partecipare, anche con l’iscrizione alla Fondazione, per valorizzare insieme il nostro grande patrimonio storico-artistico e paesaggistico».

Marsala, Latomie dei Niccolini

“La contaminazione tra culture” il leit motiv della 27^ edizione delle Giornate Fai di Primavera che si propone di raccontare, con volontari di origine non italiana, le diverse influenze culturali straniere che hanno felicemente contaminato alcuni luoghi dell’Isola, come ad esempio il giardino di Villa Genuardi di Agrigento con influenze dell’Asia e del Sud America; le Latomie dei Niccolini a Marsala utilizzate da gruppi appartenenti a religioni diverse; a Catania la Cappella Bonajuto superstite dell’epoca bizantina e la Villa Comunale di Taormina con il giardino all’inglese. Saranno presentati gli aspetti storici, artistici ed architettonici di culture diverse che, con il loro intreccio di trame, hanno contribuito a dar vita al plusvalore di un patrimonio unico ed originale. «La scelta della Delegazione di Palermo è ricaduta su Piazza Sett'Angeli- spiega Sabrina Milone, capo delegazione Fai di Palermo-nella ricchezza dei suoi edifici monumentali - ci appare tipicamente italiana, ma osservandone meglio gli elementi, così diversi per cronologia e stile, riusciamo a leggere e scoprire culture diverse e lontane, che si sono sedimentate, incontrate, contaminate tra loro. Ci troviamo, infatti, nell'area della Neapoli punica, fortificata dal sec. IV a.C., e il paesaggio urbano che possiamo apprezzare oggi è il prodotto di ben venticinque secoli di trasformazioni».

Palermo, Piazzetta Sett'Angeli

Il Fai guarda all’Europa. «Perché- spiega il numero uno del Fondo Ambiente Italiano della Sicilia- la Commissione Europea partecipa facendo conoscere i beni italiani che, grazie ai finanziamenti europei, diventano nuovamente accessibili ai cittadini. Quelli siciliani sono: il Porto di Ponto Empedocle, il Giardino Botanico di Agrigento, il Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono e la Chiesa di Casa Professa a Palermo».
Per le Giornate di Primavera sono previste anche iniziative speciali come il treno storico per la Valle dei Templi di Agrigento che parte domenica 24 marzo dalla stazione centrale di Palermo con visite guidate a bordo dei carrelli a motore e a pedale, mostre di cultura, storia e artigianato, aree street food. Itinerario del treno storico: partenza da Palermo Centrale alle ore 8 e arrivo a Porto Empedocle Centrale alle ore 11.35, ritorno da Porto Empedocle Centrale alle ore 18 e arrivo a Palermo Centrale ore 21(Adulto 20€ - Ragazzo 10€). Oltre al treno storico da Palermo, sarà possibile viaggiare tra la stazione di Porto Empedocle Centrale e la Valle dei Templi su prenotazione scrivendo al prenotazioni@fondazionefs.it. Sito restaurato e riqualificato grazie a fondi europei - Fondo europeo di sviluppo regionale.

Agrigento, Giardino Botanico

Gli iscritti al Fai potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Tra le aperture riservate agli iscritti: ad Alcara Li Fusi, in provincia di Messina, il Convento di Santa Maria del Rogato, a Caltagirone, la Cripta della Chiesa di San Bonaventura, a Catania, la Chiesa di San Benedetto del ‘300 (Sabato: 09:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30) ed Iniziative speciali: ore 18 concerto di canti sacri a cura del coro "Nuove dissonanze" di Bruna D'Amico, a Corleone, in provincia di Palermo, la maestosità della Cascata e Canyon delle Due Rocche e, nel capoluogo della Sicilia, Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, tra le dimore storiche siciliane più prestigiose.
La Sicilia, isola di tesori nascosti, apre le sue porte con appuntamenti diversi nelle città e nei piccoli comuni, con una mobilitazione collettiva on the road di cittadini che invaderanno le piazze, le strade, i luoghi ed i palazzi storici per essere testimoni di Bellezza, “perché - come scriveva Peppino Impastato -negli uomini e nelle donne non si insinui l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Catania, Chiesa di San Benedetto

ENNA
Santuario del SS. Crocifisso di Papardura: nell’ameno sito di Papardura, lungo le pendici di Enna sorge il Santuario edificato a seguito della venerazione popolare scaturita dopo il rinvenimento nel 1659 di una sacra immagine. Ogni anno, il 14 settembre, si celebra la solennizzazione della Esaltazione della Croce ovvero la sua esposizione da parte del sacerdote ai fedeli. La festa organizzata dai “Procuratori” presenta ancora oggi elementi arcaici e suscita una grande devozione popolare. La chiesa presenta decorazioni e stucchi eseguiti su disegni del Serpotta ed è ornata da pregevoli quadri e paliotti d'altare. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Enna, Santuario del SS. Crocifisso di Papardura

Granfonte di Leonforte
Uno dei monumenti principali di Leonforte. Costruita nel XVII secolo dal principe Placido Branciforti, fondatore del paese, sui resti di una antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”, costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. Questa maestosa fontana monumentale è in stile barocco. Il prospetto presenta una serie di altorilievi con mascheroni e puttini. Dalle cannelle di bronzo ogni giorno sgorga ininterrottamente acqua limpidissima che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. Il prospetto, con tre alzate timpanate decorate con bassorilievi, è raccordato ai lati con due volute. Ancora oggi è luogo d'incontro ideale per i cittadini.

Granfonte di Leonforte

Tra gli altri siti visitabili nella provincia ennese i lavatoi di Enna vicini al Santuario di Papardura, il Castello di Nicosia e la Chiesa Cappuccina di Maria Santissima delle Grazie a Piazza Armerina.

CATANIA
Si comincia dal Porto di Catania, da una posizione privilegiata per ammirare le opere dipinte sui silos e il più grande murales del mondo, “L’uomo che guarda il mare” di Vhils; da qui, muniti di biglietto Amt, sarà possibile salire a bordo del bus “Librino Express” che porterà i visitatori in Viale Moncada per conoscere il maestoso Murales di Blu. Ritornando al centro storico, in via Plebiscito verranno aperte le porte della Ex Rimessa Amt (oggi Parcheggio R1), un luogo trasformato dai writers che con le loro opere hanno ridisegnato spazi altrimenti destinati all’abbandono. L’arte contemporanea farà ancora mostra di sé nel complesso postindustriale della Fondazione Brodbeck, nel cuore di San Cristoforo, dove seimila metri quadrati accolgono creatività e culture locali e internazionali; ci si sposta poi in uno dei “luoghi del cuore” per cittadini e turisti, la Porta Garibaldi, a cui gli studenti partecipanti si ispireranno per creare un’opera di street art. Da qui, proseguendo in direzione del Duomo, il percorso Fai fa tappa nella Chiesa di Santa Maria dell’Aiuto e nella dimora storica diPalazzo Asmundo di Gisira, recuperato grazie a un accurato e lungimirante restauro in chiave artistica e contemporanea, e oggi fruibile come struttura ricettiva.

Catania, Cappella Bonajuto

Passato e presente s’incontrano anche sotto la volta bizantina della Cappella Bonajuto, oggi preceduta dal murales di Gomez “L’Angelo”. Dal quartiere della Civita a quello di San Berillo, caratterizzato dai suoi vicoli colorati e dove si trova la dimora storica di Palazzo De Gaetani. Sarà fruibile dal pubblico anche il Bastione degli Infetti, per documentare l’impegno del Fai a favore del suo recupero. Infine, la Chiesa di San Benedetto, indimenticabile scenografia di “Storia di una capinera” per la trasposizione cinematografica di Franco Zaffirelli, il cui ingresso è riservato ai soci Fai e a chi si iscriverà in loco.

MESSINA
Teatro Vittorio Emanuele, Viaggio dietro le quinte. La posa della prima pietra del “novello Teatro” di Messina, intitolato a Santa Elisabetta in omaggio a Maria Isabella di Spagna, madre di Ferdinando II, avvenne il 23 aprile 1842. L’inaugurazione fu celebrata il 12 gennaio 1852; nel 1860 tuttavia, con l’annessione al Regno d’Italia, la denominazione del S. Elisabetta fu mutata in “Vittorio Emanuele II”, in occasione dell’annessione del “Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele II”. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908 è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito: all'interno fu ampliato ed il soffitto decorato da Renato Guttuso con la raffigurazione della leggenda di Colapesce. I lavori furono portati a termine solo nel 1980.

Messina, Teatro Vittorio Emanuele

Nella provincia messinese sono in totale dodici i siti aperti, al Teatro Vittorio Emanuele si aggiungono a Taormina i giardini della villa comunale dell’abitazione della nobildonna inglese Lady Florence Trevelyan, ad Alcara Li Fusi i luoghi di culto dedicati a San Nicolò Politi, la Chiesa di Santa Assunta del XVI secolo famosa per le sue bellissime opere, la Chiesa di S.Pantaleone Martire che ospita il sesto organo più antico della Sicilia, il Convento di Santa Maria del Rogato costruita prima del 1105, il Santuario dell’eremo di San Nicolò Politi edificato sulle grotte dove dimorò il Santo per circa trent’anni e il Museo d’arte Sacra dei Santi Nicolò e Giacomo. A Capizzi la Chiesa di Sant’Antonio da Padova che vanta una preziosa reliquia ”ex cute” estratto dal cranio del santo e i Palazzi Storici di Sant’Agata Militello

PALERMO
La Cripta, il Coro e la Basilica di San Francesco D'Assisi, (Sabato: 10 – 18 Visite (anche in lingua inglese) a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Magistrale “Camillo Finocchiaro Aprile” di Palermo; Piazza Sett'Angeli Sabato e domenica: 10:30 / 16:00 Visite guidate dai volontari FAI Ponte tra culture; Oratorio Dell'Immacolatella (Sabato: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Domenica: 13:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30) Visite (anche in lingua inglese) a cura degli Apprendisti Ciceroni ICS "Sferracavallo Onorato"; Fondo Librario Antico della Compagnia di Gesù (Sabato e domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30).Visite (anche in lingua inglese) a cura degli Apprendisti Ciceroni "Istituto Gonzaga” di Palermo; Rifugio Antiaereo degli Studenti del Liceo Vittorio Emanuele (presso Biblioteca centrale della Regione Siciliana)
Sabato: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30) Domenica: 13:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)

Palermo, Oratorio dell'Immacoletella

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico "Vittorio Emanuele II" di Palermo. Si terrà anche un evento collaterale alla B iblioteca Regionale con l’inaugurazione sabato 23 ore 17:00 della mostra “La città ferita” le ville Liberty e il “Sacco di Palermo”. La mostra propone un viaggio immaginario tra le ville Liberty nell’asse viario Notarbartolo – Libertà che durante il “Sacco di Palermo” furono demolite cambiando radicalmente il volto della nostra città. Ed ancora la visita a Palazzo Alliata dei Principi di Villafranca (Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30) Visite (anche in lingua inglese) a cura degli Apprendisti Ciceroni ICS "Biagio Siciliano" di Capaci, il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” (Sabato e domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30) ed anche il Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba (riservato iscritti FAI), con possibilità d’iscrizione in loco(Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30).Visite a cura dell’Educandato Statale Maria Adelaide di Palermo; la Chiesa del Collegio del Giusino (Sabato: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30 e domenica : 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Visite (anche in lingua inglese e francese) a cura degli Apprendisti Ciceroni ICS "Perez-Madre Teresa di Calcutta" di Palermo ed il complesso Barocco di Casa Professa (Sabato: 10:00 - 18:00 ultimo ingresso 17:30 e domenica: 13,30 alle 18,00 (ultimo ingresso 17:30)
Visite (anche in lingua inglese) a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto "Gonzaga" di Palermo.

Palermo, Cripta del complesso monumentale di Casa Professa

Nella provincia di Palermo meritano una visita Monte Catalfano a Bagheria, il Castello di Caccamo, il Complesso di San Lorenzo di Carini. A Castelbuono aprono al pubblico il Castello dei Ventimiglia e il Museo Civico, la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa dell’ Itria, la Chiesa di S. Francesco e Chiesa di San Nicola. Matrice nuova e Matrice vecchia, Museo Naturalistico “Minà Palumbo”, Torre dell’Orologio. A Isnello il Museo “Trame di filo”, percorso dei pianeti, percorso geologico urbano, mentre a Corleone la Cascata e Canyon delle due Rocche, il Museo Civico “Pippo Rizzo”, “La storia di Corleone tra uomini illustri ed il Centro Internazionale della Mafia e del Movimento Antimafia.

AGRIGENTO
La delegazione di Agrigento aprirà più di 40 luoghi in città e nei 12 comuni della provincia . Per l’edizione 2019 la novità sarà il progetto FAI ponte tra le culture che si propone di porre l’attenzione su quei lughi che testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra a nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici e africani come il giardino di Villa Genuardi ad Agrigento e la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Naro, probabilmente costruita su un’antica moschea.Nella provincia aprono al pubblico ad Agrigento La Fattoria Mosè, Il Giardino Botanico e La Casa Anas; La Villa Romana di Realmonte; Le Catacombe Paleocristiane e il Castello di Naro; La Chiesa delle Benedettine di Palma di Montechiaro; La Stazione, il municipio e Torre Carlo V a Porto Empedocle; il Municipio e Palazzo La Lumia di Licata; La Chiesa Madre di Sambuca di Sicilia; La Chiesa Madre di Aragona con l’annessa sezione del Museo diocesano; La Chiesa Madre di Racalmuto con la bellissima tela di Pietro D’Asaro, recentemente restaurata; Villa Maria a Casteltermini; Palazzo Adamo Bartoccelli a Canicattì.Tra le iniziative speciali il Treno storico che da Palermo giunge alla Valle dei Templi.

RAGUSA
Nei luoghi dello stile Liberty a Ispica. Una passeggiata artistica lungo le strade di Ispica alla ricerca delle più significative testimonianze dello stile Liberty in città, presso palazzi nobiliari e case private. Una narrazione itinerante tra gli aspetti strutturali e decorativi, nonché dei significati culturali di ogni manufatto, accompagnata e arricchita, nella sede dell'Istituto “Gaetano Curcio”, da una mostra (disegni, progetti, fotografie...) con cui gli studenti hanno voluto offrire il proprio contributo allo studio di questo stile così peculiare.

Ragusa, Roccia di Fontana Nova

Il riparo sotto Roccia di Fontana Nova. Tanto celebre tra gli specialisti di tutta Europa quanto pressoché abbandonato, il sito di Fontana Nova (alla periferia di Marina di Ragusa, frazione balneare del capoluogo ibleo), ospita un riparo sotto roccia recante tracce di frequentazione umana, forse il sito più antico finora noto in Sicilia. Nel XIX secolo il barone Arezzo, nobile ragusano appassionato di antichità, scoprì in questa lunga e stretta grotta accennata nel calcare della valletta che conduce al mare, i resti di un focolare fossilizzato. A seguito di accurati studi, ripetuti anche nei decenni successivi, si è datato il sito all'Aurignaziano, un periodo del Paleolitico collocabile tra 40.000 e 18.000 anni fa. Il gruppo umano che qui viveva, si nutriva di cervi e altra cacciagione cotta su tizzoni accesi all'interno della grotta che in origine doveva essere certamente più ampia e profonda. Luogo con criticità.

Gli altri luoghi aperti nel ragusano. A Modica la Chiesa di santa Maria in Betlem, visita ai luoghi di Raffaele Poidomani nel quarantennale della morte; a Vittoria la splendida contrada Santa Teresa alla scoperta della vite e dell’olivo, antica linfa del paesaggio mediterraneo; a Pozzallo gli antichi palazzi di Piazza della Rimembranza; a Ispica i palazzi di stile Liberty; a Santa Croce Camerina Punta Secca, nei luoghi di Montalbano; a Monterosso la scuola adotta Palazzo Cocuzza; a Scicli si può visitare la Cava di Santa Maria La Nova. In collaborazione con la Sezione di Ragusa del Club Alpino Italiano si possono visitare le sorgenti alla Cava Misericordia di Ragusa, a pochissimi passi dall’antica città di Ibla.

SIRACUSA
A Siracusa sarà riaperto ai visitatori il Convento Regio di San Domenico, in piazza San Giuseppe che riapre dopo 153 anni dal suo smembramento. Sarà data la possibilità di visitare l’antica Chiesa di San Domenico costruita dall’imperatore Federico II nel 1222. Si potranno anche ammirare le opere d’arte che arricchivano gli altari della chiesa, oggi esposte alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo. Il secondo sito si trova a Lentini dove verrà proposto l’itinerario “Viaggio nei luoghi del martirio e della città medievale”. A Sortino saranno riscoperti quartieri e strade della città sepolta

Trapani, Tonnara di San Giuliano

TRAPANI
La Tonnara di San Giuliano tra tonni e tartarughe. La più antica tonnara della Sicilia occidentale, sita su Punta Tipa, litorale nord di Trapani, in uno splendido scenario coronato dalle antiche mura a tramontana, dalle isole Egadi e da tramonti spettacolari. Attiva dal XVI sec. fino al 1961 nella pesca, lavorazione e conservazione del tonno, venne edificata attorno alla chiesetta dedicata al martire; la struttura è simile ad un baglio, avente due accessi, uno dalla casa padronale e uno per i lavoranti ed era fornita di un porticciolo naturale. La torre di avvistamento segnava il confine tra Trapani ed Erice. Nella Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata dai fascisti per insediamenti bellici. Oggi la tonnara è in abbandono. L'area è caratterizzata da rocce di calcarenite e duna con piante alofite protette e da un ecosistema ancora intatto, di recente scelto da tartarughe caretta-caretta per la deposizione delle uova: spettacolo emozionante è la loro schiusa nella spiaggia. Luogo con criticità. Le condizioni fatiscenti del sito non consentono la visione interna. La passeggiata si snoderà tra lo stabilimento e la scogliera.

Marsala, Chiesa di Santo Stefano

Chiesa di Santo Stefano a Marsala. Il complesso edilizio, comprendente la chiesa ed il monastero di Santo Stefano, ricade in una vasta area del centro storico lilibetano, dove probabilmente sorgeva il palazzo degli antichi pretori romani, utilizzato poi dai Saraceni come sede del Governo. Nel XVI secolo venne acquistato dal nobile marsalese Stefano Frisella, che ristrutturò l’edificio e lo adibì a monastero per le Agostiniane Scalze, dove venne accolta la figlia Francesca. Il benefattore fece anche costruire la chiesa che dedicò al santo di cui portava il nome. L’interesse culturale e strategico della chiesa si esprime rispettivamente nella bellezza degli interni e anche nel fascino dei suoi sotterranei, dai quali parte un percorso che collega la vicina Chiesa dell’Itriella e che probabilmente in passato consentiva di raggiungere zone lontane della città. L'edificio appartiene al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Nelle due Giornate di Primavera del Fai a Castelvetrano saranno visitabili le chiese di San Domenico e San Giovanni in piazza Regina Margherita, mentre a Marsala sono tre i luoghi eccezionalmente aperti: si tratta della Chesa di Santo Stefano in Largo Rosaria Giaconia, la Latomia dei Niccolini in piazza Sant’Agostino ed il fiume Sossio. A Pantelleria sarà aperto il Giardino pantesco di Donnafugata in contrada Khamma

Per l’elenco completo delle aperture consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399.
Fino al 31 marzo inviando un sms al numero 4558 si contribuisce alla raccolta fondi “Tu che puoi FAI” e si diventa “custodi” attivi e partecipi del ricco patrimonio artistico e culturale di tutta Italia


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 21 marzo 2019





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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