Con il Festino a Mario Venuti, la Sicilia, tra fede e scena, è più unita

Sugnu Sicilianu Il cantautore catanese è il direttore artistico della festa estiva di Santa Rosalia a Palermo: «Darò il mio tocco di modernità nel solco della tradizione, cercherò di conciliare i miei gusti con quelli del pubblico»

Toh ma che piacevole sorpresa! Mario Venuti è il nuovo direttore artistico del Festino di Santa Rosalia a Palermo. «Nemo propheta in patria, è proprio vero, gli incarichi li danno agli “stranieri”» ci scherza su il cantautore siciliano che si appresta a dirigere la tradizionale sfilata lungo il Cassaro palermitano del 14 luglio. «Che dire, è una costa stimolante – commenta Venuti -. C’è poco tempo, poco meno di un mese. Mi affido a Francesco Giacalone e a Federteatri, le persone che mi hanno coinvolto».

Mario Venuti

L’idea di nominare Venuti è di Federteatri, l’associazione temporanea che mette insieme i teatri Savio, Jolly, Agricantus, Lelio, Crystal, Colosseum e Cantunera, che ha vinto il bando del Comune. Il Festino comincera il 10 luglio alla Cala dove arriverà una barca carica di artisti; e dopo gli eventi di giorno 11 a piazza a piazza Verdi, e del 12 a piazza San Domenico, il 13 la festa si sposta a Mondello dove arriverà la Santa dal mare, trainata a riva dai pescatori, un po’ per ricordare il mare da cui venne la peste che poi la Santa cancellò, e un po’ per omaggiare i migranti che arrivano in Sicilia dal Mare Nostrum. Il 14, dopo il corteo, il tradizionale concerto al Foro Italico affidato a Massimo Minutella.

Il Festino del 2013

Coinvolgendoti, Federteatri cosa cerca da te?
«Evidentemente vogliono che dia il mio tocco, che con il mio gusto dia un tocco di modernità nel solco della tradizione. E’ ancora tutto work in progress, ci vedremo adesso venerdì per sviluppare le tracce del progetto e cominciare a focalizzare il tutto».

L’idea di massima che vuoi portare nel progetto qual è?
«A differenza della festa di Sant’Agata a Catania che ha un rituale ben preciso, sempre uguale che non permette interventi modernisti, la festa di santa Rosalia questo lo permette, e ogni anno ci sono proposte artistiche nuove, sempre diverse e questo dà maggiore libertà di espressione agli artisti. Io cercherò di utilizzare il più possibile le forze locali, che sono tante e valide, ne conosco parecchie, cercherò di coinvolgere musicisti come Dimartino, per quello che è il mio gusto. Certo è una festa popolare che coinvolge tanta gente, per cui cercherò di accontentare tutti e di non fare una cosa troppo elitaria o snobistica, cercando di conciliare i miei gusti e quelli del pubblico».

Cosa farai per farti accettare dai palermitani tu che passi comunque per catanese, considerato che ci vivi, anche se le tue radici familiari sono miste.
«Questa della divisione tra catanesi e palermitani è una cosa calcistica che non mi appartiene. Catanesi e palermitani si stimano e collaborano. Io ho sempre amato Palermo, le ho dedicato una canzone “Ballata su una città” nel 1996, la conosco bene, ci ho praticamente vissuto, negli Anni 90 ero sempre lì, suonavo con molti musicisti palermitani, tanti dei miei amici più cari sono palermitani, questa rivalità non l’ho mai sentita. A me Palermo piace moltissimo proprio perché è diversa da Catania, stare dietro a questi campanilismi sciocchi è tempo perso».

Dove l’autostrada divise, la Santuzza riunificò le due parti della Sicilia. Per te prima Sant’Agata omaggiata due volte con due canzoni diverse, ora Santa Rosalia, le sante siciliane sono ormai roba tua.
«Certo questa cosa è strana perché io non sono credente ma sono sensibile al fascino delle feste religiose per il coinvolgimento popolare e le vedo come elemento culturale importante perché è un racconto, è una storia, quindi è strano che poi mi trovi coinvolto in queste cose. Certo sappiamo come il nostro retaggio religioso ce l’abbiamo addosso anche se con la secolarizzazione cerchiamo di alleggerire il fardello. Ma è una cosa che abbiamo, ci appartiene, ci dobbiamo fare i conti, e dobbiamo trovare il modo di raccontarla oggi».

Considerati i tuoi natali siracusani, Santa Lucia attende. Per non parlare di Messina, città di tuo padre, quindi anche la Madonna della Lettera può sperare…
«Certo (ride), per la par condicio».

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.