“Catania mia!”, quando Sottsass era fotoreporter della vita

Fotografia Centoundici fotografie, realizzate a Catania negli anni Novanta, la mostra di Ettore Sottsass Catania mia!, a cura di Barbara Radice, racconta uno degli aspetti ancora meno conosciuti, quello della fotografia, del grande architetto e designer italiano. Al Museo Civico “Castello Ursino” dal 21 novembre al 21 maggio 2023. L’esposizione è promossa e prodotta dalla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico con lo Studio Ettore Sottsass

Centoundici fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, realizzate a Catania negli anni Novanta, raccontano Ettore Sottsass fotografo, uno degli aspetti ancora meno conosciuti e indagati del grande architetto e designer italiano. Al Museo Civico “Castello Ursino” di Catania sarà presentata dal 21 novembre al 21 maggio 2023, la mostra di Ettore Sottsass Catania mia!, a cura di Barbara Radice con Iskra Grisogono e la direzione artistica di Christoph Radl.

Ettore Sottsass, courtesy: Studio Ettore Sottsass, Fondazione OELLE Mediterraneo Antico

L’esposizione è promossa e prodotta dalla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico in collaborazione con lo Studio Ettore Sottsass e in partnership con l’Assessorato del turismo dello sport e dello spettacolo del Comune di Catania. Il percorso espositivo, pensato e realizzato per l’open space del Castello Ursino di Catania, comprende 111 fotografie, in bianco e nero e colore, quasi tutte inedite, scattate da Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917-Milano, 2007) negli anni Novanta a Catania, una città per la quale ha sempre nutrito interesse e affetto.

Ettore Sottsass, courtesy: Studio Ettore Sottsass, Fondazione OELLE Mediterraneo Antico

Le fotografie in mostra raccontano una Catania vitale: il Barocco, il mercato del pesce, le strade, le scene di vita quotidiana come fotogrammi di una storia della città. Ettore Sottsass potrebbe essere definito un “fotoreporter della vita”. Ha cominciato a fare foto quando era ragazzo e da allora non ha più smesso. “Ero orribilmente curioso”, ha dichiarato lui stesso. Fotografare era un modo di “fermare” la vita oltre che un mezzo per documentarla.

Ettore Sottsass

Si ringraziano per la collaborazione lo Studio Sottsass di Milano, il Fondo Sottsass del Centre George Pompidou di Parigi e la Bibliothèque Kandinsky per le alte definizioni dei negativi che custodiscono.

Ettore Sottsass, courtesy: Studio Ettore Sottsass, Fondazione OELLE Mediterraneo Antico

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