Caravaggio a Siracusa, fierezza e verità in una pennellata

Arte Sarà esposto fino al 10 gennaio, alla Soprintendenza della città aretusea, "Per una crocifissione di Sant'Andrea", una delle due versioni che Michelangelo Merisi dipinse sul tema, e proveniente dalla collezione Sprier di Londra. Lo affiancano due dipinti dell'allievo siracusano Mario Minniti, il "Miracolo della vedova di Naim" e "Maddalena ai piedi della croce"

«Una mostra straordinaria e non solo dal punto di vista culturale. Per la prima volta un’opera di Caravaggio dipinta nel 1607 per Napoli torna finalmente in Italia e nello specifico a Siracusa. Il dipinto emigrò da Napoli nel 1610, abbiamo notizie che nel 1617 si trovasse ad Amsterdam». Ha aperto i battenti, nei locali della Soprintendenza di piazza Duomo a Siracusa, nel cuore del centro storico di Ortigia, la mostra “Caravaggio. Per una Crocifissione di Sant’Andrea”, organizzata e promossa da Sicilia Musei in collaborazione con la Regione, il Comune e la Soprintendenza. Sarà possibile visitarla fino al 10 gennaio ed a sottolinearne il valore è stato uno dei due curatori (l’altro è Nicola Barbatelli), lo studioso di Caravaggio Pierluigi Carofano. Protagonista dell’esposizione è la Crocifissione di Sant’Andrea appartenente alla collezione privata Sprier di Londra, accompagnata per l’occasione anche dai dipinti dell’allievo Mario Minniti, Miracolo della vedova di Naim e Maddalena ai piedi della croce concessi dal museo regionale interdisciplinare di Messina. «Il lavoro è stato tanto e l’impegno costante – ha commentato Carofano – e grazie ad un rapporto sinergico tra pubblico e privato siamo riusciti a portare quest’opera per 10 mesi in Italia».

Per una crocifissione di Sant'Andrea di Caravaggio

Caravaggio come maestro di iconografia e simbolismo non tradisce nemmeno in questa circostanza in un’opera che ha tutto da insegnare. Ed in effetti per ammirare il capolavoro si può rischiare di essere colpiti dalla Sindrome di Stendhal. La Soprintendenza ha ricavato uno spazio di pochi metri quadrati che sanno racchiudere alla perfezione dei dipinti pregiatissimi. Pareti scure e luci puntate solo sui quadri protagonisti assoluti della scena. Non appena usciti dalla stanza si sente come di aver perso l’orientamento. Immergersi in questa vera e propria esperienza significa vivere la possibilità di alienarsi da ciò che ci circonda quotidianamente per gustare un salto nel tempo. Una sorta di catapulta che ti schiaffeggia a contatto con le sofferenze che i protagonisti stanno attraversando.

Nello Musumeci ammira il Miracolo della vedova di Naim di Mario Minniti

I curatori Barbatelli e Carofano

Basta solo un primo sguardo. C’è fierezza e verità e molta sapienza nella pennellata che sa raccontare quell’ultimo atto di Sant’Andrea con assoluta empatia. «Un dipinto che possiamo considerare fondamentale poiché vi è una lettura teologica in filigrana – ha spiegato il curatore Carofano -. Il martirio di Sant’Andrea è uno degli episodi più rappresentati nella storia dell’arte ed il fatto che in Caravaggio ne esistano due versioni ci fornisce molto su cui riflettere». Non a caso per chi è un profondo conoscitore ed estimatore del maestro Michelangelo Merisi, le differenze tra le versioni rappresentano spunti di riflessione che portano inevitabilmente ad arricchire di ulteriori elementi la figura dell’artista. «Possiamo notare alcune differenze evidenti – ha detto il curatore -. Ad esempio l’opera custodita a Cleveland probabilmente è stata realizzata nel momento in cui Sant’Andrea non era ancora spirato. Nel dipinto che troviamo esposto a Siracusa, Sant’Andrea morente si rifugia in una preghiera che sarà raccontata anche da Sant’Agostino nel De civitate dei. Inoltre una differenza sostanziale tra i due dipinti risiede nel fatto che il braccio sinistro di Sant’Andrea nella versione di Cleveland è fissato alla croce con tre giri di corda mentre nella versione custodita dalla collezione privata Sprier i giri di corda sono quattro, l’ombelico è molto più grande ed i piedi sono disposti in maniera. Questo vuol dire che Caravaggio probabilmente dipingeva contemporaneamente le opere ma le distingueva e desiderava mantenere delle differenze attraverso dei particolari che con conducevano ad una visione personale al fatto rappresentato».

Il miracolo della vedova di Naim di Mario Minniti

Il taglio del nastro

Se si volesse suggerire allo spettatore con che occhi osservare il capolavoro si potrebbe dire di conservare uno sguardo che sia puro. «Credo che quando si ha la possibilità di osservare un’opera d’arte di questa portata per la prima volta in Italia – ha concluso Carofano – bisogno presentarsi di fronte l’opera senza pregiudizi, osservandola e gustandola il più possibile e poi, in un secondo momento, approfondire nel catalogo le varie letture iconografiche, cronologiche e stilistiche che si possono tenere in considerazione». A prendere parte all’evento sono stati anche il presidente della Regione, Nello Musumeci, il sindaco Francesco Italia, l’assessore comunale ai Beni culturali Fabio Granata ma anche il direttore di Sicilia Musei, Gianni Filippini e la Soprintendente, Irene Donatella Aprile, Sergio Alessandro, dirigente del Dipartimento dei beni culturali della Regione siciliana. All’evento inaugurale ha presenziato anche il sovrintendente dell’Inda Antonio Calbi. «Siracusa con il patrimonio culturale che custodisce – ha raccontato la Aprile – non può permettersi di non restare al passo con i tempi ed offrire un appetibile proposta culturale ed artistica che sia attiva tutto l’anno. Puntiamo a realizzare un’offerta tale che tenga viva la città tutto l’anno. Sin dal mio insediamento, avvenuto pochi mesi fa, ho puntato su una squadra che mi supportasse e sposasse obiettivi che siano concreti per tutti. In ottica di un rapporto sinergico con il territorio siamo pronti a rispolvera anche i manufatti che custodiamo nei depositi che, però, non si trovano nella giusta collocazione. Abbiamo pensato, inoltre, di organizzare un convegno destinato ad un approfondimento sulle due versioni del Caravaggio della Crocifissione di Sant’Andrea. Con buona probabilità il dibattito composto da storici, curatori ed importanti restauratori del maestro si terrà a settembre».

Maddalena ai piedi della croce di Mario Minniti

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