Annamaria e Clara Sala: «Siamo artigiani del vino da quattro generazioni»

Calici & Boccali Nel cuore della Riserva naturale lago Preola e Gorghi Tondi gestita dal WWF, a Mazara del Vallo, l'azienda vitivinicola Tenuta Gorghi Tondi, premiata per le sue etichette al 23° Vinitaly Packaging International Competition, produce vino naturalmente biologico: «Dai vigneti alla cantina - dicono le sorelle Sala - utilizziamo energie pulite per garantire sia il fabbisogno energetico dell’azienda che la salvaguardia dell’ecosistema»

C’è un lembo della Sicilia occidentale, a ridosso del mar Mediterraneo, dove l’uomo ha deciso di mettersi in disparte e lasciar fare alla natura. E’ la Riserva naturale lago Preola e Gorghi Tondi, a Mazara del Vallo, istituita nel 1998 e gestita dal WWF. In quest’oasi selvatica e armoniosa si entra in punta di piedi per non disturbare gli aironi, i germani reali e i falchi di palude che dimorano tra i canneti in diversi periodi dell’anno.

Annamaria e Clara Sala

Un tesoro di biodiversità costellato da quattro piccoli laghi naturali che si sono formati in quest’area di origine carsica, scavati dal tempo e dalle piogge nel corso degli anni. Un luogo da custodire con rispetto, lasciando che anche l’attesa sia balsamo dello spirito… senza fretta. Così come sono capaci di fare le donne che della pazienza hanno fatto arte da tramandare. «Chissà cosa penserebbe la nostra bisnonna materna Dora, se sapesse che il luogo di cui si era innamorata oggi è una riserva naturale. Tosta e volitiva è lei che acquistò  quei 130 ettari di vigneto, in prevalenza Grillo, che sono il cuore di Tenuta Gorghi Tondi, la nostra azienda di famiglia».

La Riserva naturale lago Preola e Gorghi Tondi

A parlare è Annamaria Sala che con la sorella Clara condivide la mission di trasmettere una passione lunga un secolo. Diverse e complementari, nelle loro vene scorre, così come amano dire «vino invece del sangue».  E se Clara si rifugia nei numeri per rilassarsi, l’altra preferisce la moda, anzi «lo shopping terapeutico» che ama considerare un vero “salvavita” nei momenti di tensione. E se Clara, che nei tratti e nei colori ricorda la grande Virna Lisi, veste total black e va in campagna con i piedi infilati in scarpe pesanti e abbigliamento ultra comodo, Annamaria,  sguardo da gatta incorniciati da una chioma scura, non rinuncia ai suoi amati tacchi neanche tra le zolle di terra.

E proprio per la sua innata capacità di miscelare i colori con gusto, il suo soprannome è “arcobaleno”. Frizzante e frivola,  ma solo all’apparenza, è proprio Annamaria, con i suoi 38 anni, ad essere la più determinata nel  volersi dedicare al vino.
«E’ da quando avevo 17 anni che vado al Vinitaly – racconta- ho partecipato a ben 25 edizioni». Con lei papà Michele, che dopo aver concluso la sua attività di amministratore delegato di Cantine Pellegrino, nel 2000 con la moglie Doretta Tumbarello ha deciso  di dare vita ad una propria azienda insieme alle due figlie. I vigneti di famiglia, nelle due contrade di San Nicola, vicino ai laghetti di Ramisella, ad appena 40 metri sulla spiaggia, sono in un’area incontaminata dove essere biologici è una scelta naturale.

La Cantina della Tenuta Gorghi Tondi di Mazara del Vallo

«E i nostri vini  lo sono da sempre – sottolinea Clara -. Dai vigneti alla cantina, utilizziamo energie pulite per garantire sia il fabbisogno energetico dell’azienda che la salvaguardia dell’ecosistema». Dalla finestra della casa di pietra, dove un tempo la loro bisnonna andava a controllare e bacchettava tutti, si gode la bellezza di un paesaggio unico.
«Credo proprio che lei sia stata conquistata dai colori e dai profumi delle orchidee selvatiche, degli anemoni e delle margherite e di questi filari che lambiscono il mare – dice Annamaria -. A noi, che siamo ben consapevoli dell’eredità preziosa che ci è stata lasciata, il dovere di preservare il profondo legame tra l’uomo e la natura».

All’inizio le due sorelle Sala avevano scelto strade diverse: Clara, dopo aver dato metà delle materie in giurisprudenza, ha un’illuminazione. «Me lo ricordo ancora – racconta – non volevo più saperne di diventare avvocato o notaio. Sentivo che la mia strada erano i numeri e ho deciso d’iscrivermi alla facoltà di economia a Roma». Brucia le tappe, si laurea dopo tre anni e poi inizia a lavorare fuori.
«Sembra scontato che in una famiglia che si occupa di vino anche le nuove generazioni debbano farlo – spiega Clara – e invece non lo è per niente, anche perché nostro padre ci teneva lontano da questo mondo, forse perché sapeva quanto fosse difficile, e poi perché quando abbiamo iniziato, nel 2006, era ancora un ambiente un po’ maschilista».

Il baglio della Tenuta Gorghi Tondi di Mazara del Vallo

Ma non hanno saputo resistere a quello che le due sorelle definiscono all’unisono «un richiamo naturale» di ritornare alle proprie radici.  «E devo riconoscere – aggiunge Clara- che le scelte fatte in libertà sono le migliori, perchè dettate dal cuore».
Belle e giovani, all’inizio non venivano prese sul serio: «Ci scambiavano per hostess» raccontano.  Quindi, smessi i tailleur, per i loro outfit di lavoro decidono di affidarsi ai colori e di affinare le armi della competenza e della professionalità in quel settore in cui erano cresciute da sempre. Nel 2006 Tenuta Gorghi Tondi debutta. La glamour Annamaria, due figli e una laurea in economia e marketing all’università di Urbino, è la prima a decidere di ritornare e di occuparsi a tempo pieno dell’azienda.
«Avevo 25 anni- racconta Annamaria – e ricordo la trepidazione, l’ ansia e la responsabilità che mi sentivo dentro. Ricordo anche le discussioni con mio padre, la scelta dei nomi dei vini, quella cura delle etichette che metto ancora oggi, perchè ogni bottiglia racconta una storia a sé e non è facile trasmettere in un’immagine il significato che cela un vino».

Nascono così il Kheirè, che in greco significa “Benvenuto”, un cru di Grillo in purezza; il Rajah, il “Principe”, prodotto da uve Zibibbo al 100%,  ed ancora il Segreante, un Syrah vinificato in purezza che deve il suo nome «alla tradizione araldica- spiega Annamaria- che definisce Segreante, ovvero rampante, il grifone impresso sullo stemma aziendale». L’attenzione per quello che è il “biglietto da visita” della bottiglia, è stata premiata al 23° Vinitaly Packaging International Competition che ha assegnato a Tenuta Gorghi Tondi il premio speciale di “Immagine coordinata”.

I vigneti di contrada Ramisella

Fin dal suo esordio, Gorghi Tondi si è distinta per la chiara riconoscibilità e identità del terroir unico e speciale in cui nascono i suoi vini, e dove il Grillo, in tutte le sue sfumature, è il vitigno principe. Presenti in 15 Paesi, con una produzione di circa 800mila bottiglie, l’azienda di Clara e Annamaria Sala è un laboratorio en plein air dove sperimentare. «Da dieci anni stiamo lavorando insieme agli enologi ad un vino di cui però vogliamo essere ben certe di ciò che andremo a scrivere sull’etichetta – svelano le sorelle Sala – , perchè vogliamo che il consumatore sia consapevole di ciò che beve. Qualità e lealtà sono i valori in cui crediamo e che ci sono stati trasmessi, da ben quattro generazioni di artigiani del vino».
Insieme le sorelle Sala sono due caterpillar che, con eleganza e determinazione, mettono a segno i loro obiettivi. «Il 2020 sarà un anno col botto – dicono – avremo un nuovo direttore commerciale e il responsabile del settore social media».

Il Grillo della Tenuta Gorghi Tondi

Instancabili e multitasking, grazie a papà Michele le sorelle Sala sanno che la passione è il motore di tutto. Nella cantina, al centro dell’azienda agricola incastonata all’interno di un antico baglio siciliano, si respira quella cura dei dettagli che fa sentire il wine lover un ospite di riguardo, accudito e coccolato.
Aperta da tre anni all’enoturismo, con circa centomila visitatori l’anno, Tenuta Gorghi Tondi offre un’esperienza indimenticabile tra i profumi del vino, i fruscii, i colori e gli splendidi tramonti dell’oasi naturalistica. E’ qui che, tra un bicchiere ed una chiacchierata, scopriamo alcune chicche sulla storia dell’azienda. «Quella del Grillo muffato, è stata una scoperta del tutto casuale – raccontano Annamaria e Clara – fatta da nostro padre insieme all’enologo Tonino Guzzo su alcune uve surmaturate di una vendemmia tardiva. Era una muffa nobile detta Botrytis Cinerea che si era sviluppata nel nostro vigneto che si affaccia sul mare. Ne è venuto fuori un vino che ha tutto il colore del sole, e che non abbiamo esitato a chiamare Grillodoro».
Annamaria e Clara lo hanno voluto dedicare ai loro genitori che stanno insieme da cinquant’anni. Il “Grillodoro” nel panorama regionale è una rarità, così come è raro il vero amore.

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