domenica 15 settembre 2019

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Andrea Camilleri, un classico multimediale in vita

Opinioni e analisi

Lo scrittore empedoclino scomparso il 17 luglio è stato sempre ponte fra la storia e il futuro ed ha potuto raggiungere in vita un grande successo narrativo, televisivo, teatrale, cinematografico, entrando nella prestigiosa categoria dei grandi autori della letteratura, quella ristretta cerchia di intellettuali ai quali viene dedicato un volume dei Meridiani Mondadori


di Salvo Fallica

Andrea Camilleri ha avuto la notevolissima soddisfazione di raggiungere in vita un grande successo nazionale ed internazionale narrativo, televisivo, teatrale, cinematografico, in una sola parola multimediale. Ma lo scrittore di Porto Empedocle ha avuto anche la fortuna rara di diventare un classico in vita. In pochi ricordano che nel pieno del suo successo Camilleri era già entrato nella prestigiosa categoria dei grandi autori della letteratura, quella ristretta cerchia di intellettuali ai quali viene dedicato un volume dei Meridiani Mondadori.

Partiamo da alcuni dati di fatto: l'affermazione dei suoi libri in Italia ed all'estero è fenomeno sui generis. Così come il trionfo televisivo della fiction con Salvo Montalbano protaginista nella Penisola, in diversi Paesi d'Europa e di altri continenti. La fiction Rai su Montalbano spopola all'estero anche grazie alla BBC. Per cogliere un aspetto dell'affermazione multimediale dello scrittore agrigentino, natìo di Porto Empedocle, bisogna anche porre mente al fatto che la Disney ha trasformato in fumetto la figura letteraria del commissario Salvo Montalbano. Camilleri mi spiegò con la sua proverbiale ed efficace verve ironica: «E' come aver vinto il premio Nobel». E non era una battuta. Poiché quella della Disney è una consacrazione che fa entrare la narrativa camilleriana nella dimensione mitica dei fumetti.

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri nella sua produzione letteraria ha mostrato di possedere un talento raro, quello del vero narratore, dell'affabulatore, del cantastorie anzi del cuntastorie. Lui stesso si definì un “artigiano della letteratura” ed un “cuntastorie”.

Le sue molteplici esperienze professionali e culturali di docente all'Accademia nazionale d'Arte drammatica Silvio D'Amico, di funzionario Rai, di regista teatrale le ha transcodificate nella sua creazione narrativa. I suoi romanzi su Salvo Montalbano avevano ed hanno una struttura narrativa cinematografica, con un'armonia efficace di tempi e di spazi del racconto, è questo uno dei motivi del successo dei film televisivi con protagonista Salvo Montalbano. La straordinaria capacità dialogica della narrativa camilleriana gli deriva anche dalla sua passione e dalla sua fine conoscenza della storia e della prassi del teatro.

Scrittura e stile ironico

L'affermazione di Camilleri deve molto alla sua invenzione di una lingua originale. Un mix geniale di dialetti siciliani e di lingua italiana, con la creazione di neologismi che hanno affascinato ed affascinano i lettori ad ogni latitudine. Anche nel lontano Oriente leggono Montalbano nella versione giapponese. Già ne “La forma dell'acqua”, il suo primo romanzo con protagonista su Salvo Montalbano, un giallo filosofico con riflessioni palesi sulla pluralità della verità, il suo stile è maturo. In una tradizione letteraria elitaria ed aristocratica, come quella italiana, è un grande merito di Camilleri aver fatto leggere persone che in vita loro non avevano sfogliato un testo di letteratura. In molti altri ha rafforzato la volontà di leggere, fra i lettori forti ha creato uno straordinario zoccolo duro di persone che non hanno mai perso un suo nuovo romanzo. Con una struttura narrativa chiara ed armoniosa, con una ricerca accurata e sui generis delle parole, con il recupero di arcaismi dialettali siciliani e neologismi, riesce ad unire ricerca linguistica e divulgazione democratica. Camilleri nato nel 1925, è stato un uomo del Novecento che ha saputo cogliere gli snodi del secolo breve ma nel contempo ha colto anche il senso del mondo in continuo cambiamento, si è confrontato con il post-moderno, il mondo “liquido” del sociologo e filosofo Bauman, con la storia e la filosofia della scienza. E' stato un lettore del filosofo della scienza Paul Feyerabend, ed in particolare della sua opera “Contro il metodo”. In realtà nella produzione letteraria di Camilleri ed in particolare nel metodo delle indagini di Salvo Montalbano vi è una intersezione galileiana di metodo induttivo e di quello deduttivo.

Non era difficile vedere ridere Andrea Camilleri

Il giallo come chiave di lettura del mondo, come strumento di comprensione della realtà. Camilleri è stato un innovatore della grande tradizione veristica, che appresa la lezione di Verga - riletto in chiave brancatiana - l'ha rielaborata costruendo dei romanzi tra Sciascia e Le Carré, con uno stile ironico, che trae dal comico lo strumento per la comprensione della realtà. In buona sostanza l'aspetto tragico-drammatico della tradizione veristica, quel senso deterministico proprio della temperie del positivismo ottocentesco, viene sciolto dallo stile ironico e divertente di Camilleri. Ne “La forma dell'acqua”, Camilleri riflette pirandellianamente sulla pluralità della verità, che assume le molteplici forme dell'acqua. Camilleri parla ai suoi lettori della Sicilia, della sua storia e della sua cultura. Riflettendo sulla pluralità della verità, fa diventare la Sicilia metafora del mondo, strumento di ricerca della complessità della realtà. Erano palesi sin dalla sua prima opera diversi livelli di interpretazione, ovvero diversi piani di lettura delle opere di Camilleri. Dal piano narrativo a quello storico-sociale, a quello antropologico-filosofico. Piani di lettura che si colgono appieno nei romanzi storici, capolavori quali “Un filo di fumo”, “La stagione della caccia”, “Il birraio di Preston”, “Il re di Girgenti” (per Camilleri una summa della sua opera letteraria e storica), e sono ovviamente più sfumati nei romanzi incentrati su Montalbano. Chi è davvero Salvo Montalbano, il poliziotto letterario più amato d'Italia? Montalbano non è un personaggio statico, è in continua mutazione così come è cangiante il fluire dell'esistenza. Un fluire che non è necessariamente lineare e teleologico, si tratta di un modificarsi fatto di progressi e ripensamenti, conquiste e sconfitte. In questo divenire privo di sintesi hegeliana, Montalbano si ritrova a fare i conti con la propria vita, con il presente ed i lati più complessi del suo carattere. Sul Montalbano che invecchia e le sue riflessioni dentro i romanzi si potrebbe scrivere un saggio. E' un filo rosso che è servito a Camilleri per storicizzare e concretizzare la figura letteraria del suo personaggio.

Libro e sigaretta un binomio inscindibile per Camilleri

Oltre a rileggere i romanzi su Montalbano e quelli storici pubblicati da Sellerio e quelli su altri temi pubblicati da altre case editrici, per comprendere appieno la figura di Montalbano, bisogna leggere o rileggere l'introduzione di “Montalbano a viva voce” (edito da Mondandori, 2002), ovvero "Alcune cose che so di Montalbano". Non vi è solo una ricostruzione critico-letteraria della nascita di Montalbano, vi è la radice umana e psicologica del commissario, una sorta di manifesto letterario e filosofico, che parte dal commissario e diventa esplicativa della più vasta opera camilleriana.

Il rapporto Camilleri-Salvo Montalbano tra letteratura, politica ed attualità

Camilleri scrisse: «Il personaggio cominciò a perseguitarmi, lo dico seriamente. Si verificò il fenomeno, che io credevo potesse essere di natura soltanto letteraria, del personaggio che passa dall'immaginazione alla realtà». Non a caso in un racconto Camilleri parla con il suo personaggio, gli promette di scriverne ancora, perché Montalbano è stato una sorta di suo alter ego. Gli ricordava suo padre per molti aspetti - ha sostenuto lo scrittore di Porto Empedocle - ma in realtà vi era una proiezione di sé stesso.

Camilleri nell'ultimo periodo ha espresso una severa posizione di critica nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini, ma non è stata certamente la prima volta di un suo intervento nel dibattito pubblico in maniera decisa e netta. Non aveva la presunzione di essere un politologo ma era un uomo sincero, che aveva il coraggio di assumersi le sue responsabilità. Ed ha criticato politici di ogni colore, anche di sinistra. Dunque sbaglia chi pensa di strumentalizzare questo aspetto. E' stato un uomo libero. Così come il suo personaggio Montalbano Camilleri ha creduto fino all'ultimo ai valori della sinistra, per lui la sinistra era credere pienamente nei valori della democrazia, stare dalla parte degli ultimi, dei più deboli. Il suo commissario Salvo Montalbano non va contro gli operai che scioperano per il posto di lavoro, anzi è con loro solidale; è critico nei confronti dei ministri che si lasciano scappare frasi infelici. Fa riflettere l'attualità di alcune sue analisi politiche; questa dichiarazione è contenuta in una intervista che Camilleri mi rilasciò e fu pubblicata il 20 ottobre del 2003 su un quotidiano nazionale: «Sono un democratico. Ed ovviamente ho sempre insistito sulla celebre tesi di Montanelli, che certo non era un uomo di sinistra, ma un conservatore. Non giudico per partito preso, ma valutando i fatti. Adesso modificherei però la frase: questo calice va bevuto sino alla feccia. Perché, dapprima pensavo: uno beve il vino per scoprire la feccia, qui non vi è stato bisogno di berlo fino in fondo questo calice, si è subito scoperta la feccia. Vede, nell'Italia di oggi passa un messaggio di lassismo, di menefreghismo, di non rispetto delle regole. Pensi alle leggi sui capitali esportati illegalmente all'estero, e poi fatti rientrare come se nulla fosse. Si può costruire su una spiaggia demaniale, poi si pagano un po' di soldi e si rientra nella legalità. Questo continuo spostamento dei confini tra legalità e illegalità produce un disagio altissimo, che non è solo morale. Diventa un fatto di costume sociale. E' quel che io chiamo la morale del motorino, che imperversa in Italia. Con il motorino si può evitare la fila, destreggiarsi tra le auto e poi passare con il rosso. Tanto con il motorino si ha facilità di manovra, si può andare contromano, si fa lo slalom. Insomma, si fa quel che si vuole, fregandosene delle regole. Che anzi, diventano un elemento di fastidio, di disturbo».


E sui temi della lotta alla mafia, vi è da meditare su quest'altra dichiarazione di Camilleri alla domanda se in Italia si è abbassata la soglia di attenzione nella lotta alla mafia? Nel 2003 Camilleri rispondeva: «Certo. Del resto quando si indebolisce chi è in prima linea, come può essere altrimenti. Quando si dice che i giudici sono antropologicamente matti, diversi. Berlusconi dice una cosa vera. Perché bisogna essere matti come Falcone, Borsellino, Livatino, Chinnici e tanti altri eroi civili, per sacrificare la propria vita in nome della legalità. In questo i giudici sono diversi, per combattere la mafia hanno il coraggio di rischiare la vita. Spero che mi facciano giudice ad honorem, per condividere ed onorare questa diversità dei giudici. Uscendo dal paradosso, quando si afferma che i giudici sono matti, si fa un favore alla mafia, li si delegittima. (…) Penso che si tratti di frasi irresponsabili, che suscitano giustamente indignazione dell'opinione pubblica. Si delegittima, si denigra chi lotta per la legalità». Anche oggi vi sono politici molto noti che attaccano duramente i giudici solo perché fanno il loro dovere e non guardano in faccia nessuno.

Non solo Montalbano...

La storia e la società rivivono nei suoi romanzi nella forma semplice della vita quotidiana, con tutte le sue plurime sfaccettature, le sue contraddizioni. Fondamentali per capire Camilleri sono i suoi romanzi storici, ne abbiamo prima citati alcuni. Ci soffermiamo sul “Re di Girgenti” pubblicato da Sellerio. Nella parte conclusiva il protagonista Zosimo affronta la morte, si affida dapprima alla memoria, che è storia e conoscenza, poi si ferma davanti all'ignoto, poiché si rende conto che è inutile dare significato a ciò che non si può dire. Un passaggio che rinvia in maniera palese al Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein, in maniera specifica alla famosa proposizione: Di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”. Camilleri va riletto nella sua complessità, cultural-letteraria, filosofica, artistica, televisiva e cinematografica.

Carrellata di titoli di Andrea Camilleri

Il regista Rocco Mortelliti è stato l'unico a trasporre al cinema un romanzo di Andrea Camilleri, La scomparsa di Patò(dall'omonimo pubblicato da Mondadori). Un romanzo dove vi sono Sciascia e Pirandello, grandi autori che hanno continuamente ispirato Andrea Camilleri, il cui successo multimediale ha una origine letteraria classica, ovvero legata alla dimensione della grande tradizione letteraria siculo-europea. Il film di Mortelliti (fra i protagonisti l'attore Nino Frassica), allievo e storico collaboratore di Andrea e marito di Andreina, figlia maggiore dello scrittore, oltre al puro valore cinematografico ha anche il merito di aver messo in luce il Camilleri dei romanzi storici. Per chi volesse studiare Camilleri, oltre ai suoi libri, consigliamo di consultare il sito web del fans club dedicato all'inventore del commissario Montalbano, vigata.org, vi è una bibliografia storica notevole, una rassegna stampa esaustiva. Tante notizie e riflessioni. Nel giorno della sua dipartita terrena le notevolissime reazioni positive sulla sua figura mostrano l'omaggio al celebre scrittore ed alla simpatia della persona da parte di addetti ai lavori e cittadini. Il viaggio culturale del “fenomeno Camilleri” continua e vi sono tante altre pagine per disvelare, altri aspetti della sua dimensione narrativa da interpretare.

Camilleri con l'autore dell'articolo, il giornalista Salvo Fallica, foto Gabriella Torrisi


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Pubblicato il 18 luglio 2019



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