“Amàri” di Biagio Guerrera, poema e canto di una vita

Poesia e racconti Il nuovo volume del poeta catanese in un libro/cd da leggere e da ascoltare

Biagio Guerrera (foto di Giulia Piccione)

Biagio Guerrera (foto di Giulia Piccione)

Ha scritto di lui la scrittrice messinese Giovanna Giordano: «Guerrera è un poeta del Mediterraneo (…), di quei cantori che salivano sui velieri e sui vapori e di porto in porto sbarcavano le loro leggende e malinconie». “Amàri” di Biagio Guerrera (Mesogea editore www.mesogea.it), è un nuovo canzoniere siciliano, una raccolta di versi ma anche di canti, arrangiati insieme ad alcuni dei protagonisti della nuova scena musicale isolana. Si potrebbe pensare che la nuova raccolta di versi in siciliano di Biagio Guerrera sia un libro che parla d’amore. Lo si poteva intitolare Amùri, invece si intitola Amàri. Amore e Amare non significano la stessa cosa: Amore è nome ma anche idea, concetto, spesso ideale; Amare invece è verbo e atto che, declinato a seconda delle circostanze, racconta storie ed emozioni, si ascolta o si bisbiglia, si urla a squarciagola. L’Amare è pervaso, sì, dall’Amore, ma contiene in sé anche la quotidianità, l’odore e i dolori di una vita sola e di tante. Ecco allora cos’è Amàri: poema e canto di una vita sola e di tante.

La copertina di Amari  Biagio Guerrera

La copertina di Amari Biagio Guerrera

Biagio Guerrera (Catania, 1965) ha studiato canto con Michiko Hirayama. È tra i fondatori del collettivo artistico Famiglia Sfuggita, con cui nel 1992 presenta, a Santarcangelo dei Teatri, “Idda” poi inserita nella sua prima raccolta poetica dal titolo omonimo (Il Girasole, 1997). Nel 2003 partecipa alla realizzazione di “Dalle sponde del mare bianco” (Mesogea, 2003), insieme ai Dounia e al poeta tunisino Moncef Ghachem. Nel 2009 pubblica la sua seconda raccolta poetica, “Cori niuru spacca cielu” (Mesogea) e nel 2011 “Quelli che bruciano la frontiera” (Folkstudio ethnosuoni) insieme a Moncef Ghachem e alla Pocket Poetry Orchestra. Il suo interesse per la lingua siciliana lo ha portato a collaborare con il drammaturgo Carmelo Vassallo e a lavorare sui testi di Salvo Basso e Nino De Vita firmando alcune regie tratte da opere poetiche (tra cui: “Idda”, “L’incittà”, “’U spavintapàssari”, “Le vecchie e il mare”, “Nenti sutta u suli nenti subbra”). Svolge un’intensa attività di curatore e operatore culturale in diverse associazioni (Associazione Musicale Etnea, Festival Internazionale di poesia Voci delMondo, Leggerete, Sabir). Sue riviste sono state pubblicate in varie riviste e antologie in Italia e all’estero.

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