Maria Attanasio restituisce la dignità a Rosalia Montmasson

Libri e Fumetti Nel romanzo "La ragazza di Marsiglia", edito da Sellerio, la scrittrice calatina racconta le vicende umane della prima moglie, poi ripudiata, di Francesco Crispi e unica donna della spedizione in Sicilia dei Mille, senza perdere di vista l'essenza delle trasformazioni storiche. Ne vien fuori un romanzo animato dallo spirito della libertà, ispirato da un'autentica filosofia di storia al femminile

Un romanzo pieno di vita, di amore, di contrasti, di contraddizioni. Un libro che interseca l’esistenza della protagonista e la grande storia, un racconto che palesa importanti fasi della storia italiana da una prospettiva diversa e sui generis. Il tutto narrato con un stile raffinato e fluidamente chiaro, con uno snodarsi delle vicende avvincente. Ancora una volta la scrittrice e poetessa Maria Attanasio mostra il suo autentico talento narrativo, la sua conoscenza profonda della storia, la sua capacità inventiva, il suo acume psicologico nel delineare i personaggi che animano il suo ultimo romanzo: “La ragazza di Marsiglia”, edito da Sellerio, incentrato sull’unica donna che partecipò alla spedizione dei Mille e che s’imbarcò alla volta della Sicilia.

Rosalia Montmasson avvinta dal fascino di Francesco Crispi, lo seguì nell’avventura destinata a cambiare la storia d’Italia. Attanasio delinea con abilità scritturale le figure dei personaggi ma soprattutto narra la vita dimenticata di una protagonista del Risorgimento italiano. E costruisce un romanzo che restituisce con la letteratura una identità esistenziale a Rosalia. Dall’oblio della dimenticanza non recupera solo un pezzo di storia ma in particolar modo una donna che è stata oscurata. Maria Attanasio riesce ad illuminare con la narrativa quel che nei documenti non v’è, è una scrittrice manzoniana, interpreta la storia con la letteratura, coglie il senso delle vicende e ne mostra lati nascosti. Ed attraverso il passato palesa alcune contraddizioni del presente.

Maria Attanasio

Il romanzo trascende anche la stessa storia d’amore di Rosalia Montmasson e Francesco Crispi, delinea una cornice storica più ampia, ma la bellezza della narrativa di Attanasio consiste nel fatto che le vicende dei protagonisti non vengono mai marginalizzate rispetto alla grande storia. E’ nell’individualità concreta dell’esistenza che la letteratura coglie l’essenza delle trasformazioni storiche. Attraverso l’innamoramento della ragazza Rosalia per il giovane rivoluzionario molto pieno di sé, destinato a fare una carriera sorprendente e non scevra da significative contraddizioni, Attanasio delinea mondi esistenziali e storici. Facciamo parlare il romanzo: “Fin dal primo incontro con Francesco Crispi, Rose Montmasson si riconciliò col nome di battesimo che aveva sempre rifiutato; da piccola facendo a botte con i fratelli, che per farla arrabbiare, le gridavano dietro Rosalìe! Rosalìe!,come fosse una ingiuria. Sussurrato da Fransuà, dentro quel nome – suo e della Santuzza di Palermo – sentiva adesso una risonanza eroica e immortale. Aspettando di essere subito assalita dall’ardente siciliano, si era preparata ad una strenua difesa, ma Fransuà inizialmente non tentò nessun assalto”.

Dall’amore alla storia. “Accarezzandole i capelli, stringendole le mani, le raccontava invece di Palermo la rivoltosa, di Catania la resistente, di Messina l’eroica, distrutta a cannonate da re Bomba. E del vulcano Mongibello, che all’improvviso divampa e infuria. Nomi di luoghi che s’incidevano in lei, creando una profonda intimità tra loro, come se le dicesse ma vie, ma joie; un’intesa che dal corpo risaliva alla mente: al mondo che si apriva nuovo allo sguardo, all’azione. In quella febbre di parole Rosaliè ritrovava la stessa dirompenza d’energia che l’aveva spinta a dire basta alla vita di litigi e cinghiate con padre e fratelli; la volevano schiava come sua madre: lavoro e botte fino alla morte per cuore affaticato, a trentott’anni. Fu allora che aveva deciso: sapeva leggere, scrivere, fare il ménage, ricamare; un lavoro l’avrebbe trovato”. Aveva scelto l’indipendenza, con coraggio e determinazione. Ma non era davvero contenta, sentiva un senso di incompletezza. L’incontro con Francesco Crispi le cambia la vita, scopre l’orizzonte che aveva sempre cercato. E va in quella direzione. “Ricamando seguiva le accese conversazioni degli amici di Fransuà, che – ognuno contribuendo per la sua quota – restavano frequentemente a cena; i più assidui erano i siciliani del comitato rivoluzionario in esilio. Invisibile, ma presente sempre, il Maestro, che nelle sue lettere, lette ad alta voce, suggeriva, indicava, organizzava. E la casa si faceva mondo”. Rosalia Montmasson divenne moglie di Francesco Crispi, lo seguì in tutti gli esili, si identificò nelle sue azioni ed utopia. E lo fece con coraggio cristallino, divenne cospiratrice e patriota al servizio della causa mazziniana. Il luogo del loro incontro era stato Marsiglia: Francesco Crispi esule in fuga dalla Sicilia borbonica, lei lavandaia stiratrice che si era lasciata alle spalle il paesino d’origine dell’Alta Savoia dove si sentiva soffocare. La sua utopia divenne realtà: divenne una mazziniana, gradualmente le fu permesso di partecipare alle riunioni segrete ed alle azioni clandestine di Fransuà. E non si sottrasse nemmeno alle azioni più rischiose, si creò un suo ruolo, e la sua funzione fu apprezzata dallo stesso Mazzini.

Rosalia Montmasson

Attanasio fa emergere questi passaggi dalla storia d’amore: “’La mia selvaggia savoiarda: va a finire che superi il Maestro!’, le disse scherzando Fransuà. Quella sera a letto fu più ardente che mai. Dopo l’amore le raccontò della sala dei passi perduti, la cui soglia bisogna oltrepassare, perché i corpi si accendano di luce, e leggano la parola segreta nel vessillo. Che fratello Munter, Mozart, Goethe, e fratello Mazzini, – e tutti gli illuminati sparsi nei tempi – l’avevano oltrepassata. E sapevano. Che anche lei avrebbe visto e saputo: ché già stava lasciando nella sala dei passi perduti il dissonante suono dell’inutile”.

Anni di tentativi insurrezionali, di riunioni segrete, di azioni pericolose. Ma Rosalìe non si arrende, non fa mai un passo indietro. E riesce a convincere il generale Garibaldi a farsi dare il placet per poter partecipare alla spedizione dei Mille. L’unica donna fra un migliaio di uomini. Ma dopo l’impresa garibaldina, l’Unità d’Italia, la costruzione della carriera politica per Crispi è segnata dalla sua svolta monarchica. Francesco Crispi tradisce i suoi ideali mazziniani, sorprende e spiazza i suoi amici. Con Rosalia i contrasti aumentano, i litigi si moltiplicano, il rapporto d’amore si spezza. Crispi ha nuovi orizzonti politici e sentimentali, ed una volta consolidato il proprio potere, nel suo ruolo di ministro di peso nel 1878 riesce con dei cavilli giuridici a far annullare il matrimonio con Rosalia. Crispi avvia un vero e proprio processo di cancellazione della figura della Montmasson, non solo dalla propria esistenza ma dalla storia, dalla memoria pubblica. La scrittrice Attanasio con il suo romanzo storico, strutturato nello stile dell’inchiesta letteraria, riabilita la figura di Rosalia Montmasson, con la letteratura le ridà vita, la fa rientrare nella memoria storica collettiva. La ricerca storica dà profondità e solidità al romanzo, ma è l’originale ricostruzione narrativa della scrittrice calatina Maria Attanasio a dare anima all’insieme. Ne vien fuori un romanzo animato dallo spirito della libertà, ispirato da un’autentica filosofia di storia al femminile. Ma il narrare di Attanasio va oltre i generi, mostra la grandezza di personaggi minori, trasforma le azioni di persone dimenticate in eroi concreti, restituisce dignità a Rosalìe Montmasson e rimette al centro i valori puri del Risorgimento, ovvero libertà contro gli oppressori. Alcuni valori ed ideali sono considerati perduti, eppure vi è una Italia umile e coraggiosa, che guarda al mondo in maniera cosmopolita ed egualitaria, che non ha smarrito i valori dell’umanità, di libertà di pensiero, di spirito critico. E l’Italia che non si arrende, che ama gli ideali della libertà, e che a volte torna in campo e spariglia le carte. Ma la storia non ha certezze, non è fatta da determinismi meccanicistici, ed il presente ed il futuro sono realtà dinamicamente in divenire, da costruire, con possibilità molteplici. La letteratura è una dimensione che può aiutare a cogliere l’essenza di orizzonti diversi ed intrisi di speranza…

La lapide di Rosalia Montmasson al Cimitero del Verano

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