venerdì 20 settembre 2019

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Vincenzo Spampinato, il tempo è un brivido da imparare

Libri e fumetti

Romantico, malinconico, divertente, esplosivo Spampinato. In “Fioriranno i mandorli sulla luna”, Carthago Edizioni, giochi di parole, neologismi, per nulla scontati, emergono nei versi del cantautore catanese e nelle immagini del fotografo Cosimo Di Guardo


di Salvatore Massimo Fazio

“Fioriranno i mandorli sulla luna” pubblicato da Carthago Edizioni, è l'iconema creato dalla poesia di Vincenzo Spampinato accompagnato dalle belle immagini del fotografo Cosimo Di Guardo. L'impressione di questo volume/iconoma, appena approda tra le nostre mani è di qualità altissima, e non soltanto per i due nomi dei due autori. Vincenzo Spampinato è un cantautore che scava profondamente nella spiritualità umana, come pochi nel panorama nazionale, sempre alla ricerca interiore della condizione del concetto di assoluto, bene e primo, dell'essere umano "gettato" sulla Terra. Vicino a lui il solo conterraneo di Jonia, Franco Battiato. Per il resto, questa scia ad oggi non conosce altezze di tale caratura.

Vincenzo Spampinato, foto di Cosimo Di Guardo

Cosimo Di Guardo, sfogliando il libro, lo conosciamo come un bravissimo rapitore di istanti per immagini. Poi si torna indietro, si leggono le esternazioni di Vincenzo Spampinato, e capisci che il solo talento non basta, ci vuole la conoscenza del mezzo che usa per immortalare, traducendole, le emozioni scritte, che a sua volta diventano nuove emozioni. Il volume è molto curato nei dettagli a conferma di una crescita straordinaria dell'editore Giuseppe Pennisi, "capo" di Carthago Edizioni.

Cosimo Di Guardo

Vincenzo Spampinato, in maniera semplice, dice di questo suo libro che è pieno di «cose scritte». Aggiungiamo noi, che queste cose scritte ci piacerebbe vederle, leggerle, attraversarle nella bontà portentosa, dove gli argomenti trattati sono quelli dell'infinito immenso cielo, mare, luna, con una crescita dovuta all'adeguamento del contemporaneo.

Romantico, malinconico, divertente, esplosivo Spampinato. Ricordiamo, in merito di malinconia e romanticismo, la canzone Ci nni voli tempu, acme di un dolore per la scomparsa della moglie in un grave incidente stradale, complesso da elaborare, mandando al diavolo tutte le tecniche psicologiche che esistano: se non ci passi ad un lutto così che ne puoi sapere? O ancora, a proposito di exploit, il famoso inno del 1984 "Sorrisi" per lo spot del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, scritto con Maurizo Fabrizio e interpetato dai New Glory, che rimarrà in vetta alle classifiche per diversi mesi fino a che il brano è diventato un cult che sfida il tempo. Al romantico, malinconico, divertente, esplosivo Spampinato - dopo aver collaborato per lo sviluppo delle interazioni delle arti, dalla ricerca sulle matrici della danza, del teatro, della musica - non poteva mancare nella sua spinta camaleontica, appunto, la letteratura che proprio per la necessità esplorativa non ha lasciato da sola: ed ecco la collaborazione con il maestro fotografo Cosimo Di Guardo.


Giochi di parole, neologismi, per nulla scontati, che emergono nelle parole e nelle immagini forse per i catanesi soltanto, o per chi vive in questa città amara quanto presa dalla terribilità del vulcano e del mare agitato sempre, anche quando è fermo come una tavola. È il caso, per farne uno tra tanti di esempi della doppia pagina 200/201, titolata Soletudine: “E il sole ritornò, nessuno gli chiese dov'era stato / nessuno pensò a quello che aveva perso / ma soltanto a quello che oggi poteva riavere / Ci sono cose o persone che quando tornano indietro / continuano ad avanzare”

Soletudine, foto Cosimo Di Guardo

Lo stupore per il mondo di Vincenzo e Cosimo, non si conclude mai, mai, mai! C'è la resa, mai finita, nel paradosso del Tempo-che-darà-tempo, con quei trattini ad unire in un solo sostantivo, ciò che sostantivo non è: perché? Perché il gioco della parola è meravigliosamente articolato, non so se siamo vicini alla filosofia del linguaggio con Wittgenstein, ma da studioso, me lo ha ricordato: la resa, è il momento cruciale che sta muovendo e sta covando ed è pronta ad attivarsi per il raggiungimento dell'obiettivo, il lavoro da fare altro non è che non smettere di sognare, perché se lo si facesse il tempo non avrebbe senso e invece il tempo è un brivido da imparare.

Tempo-chedarà-tempo, foto Cosimo Di Guardo

C'è il viaggio nelle immagini di Cosimo Di Guardo che accompagnano le parole di Vincenzo, c'è la meravigliosa stesura intervallata, pagina dopo pagina, frame dopo frame, e quel volume, ben curato, lucido, ma che non abbaglia, tutt'altro, conforta. Anche la carta dicono i maestri cartai, ha la sua anima, e poteva mancare una scelta così importante fatta dall'editore a Fioriranno i mandorli sulla luna?

Di questa luna, cosa ne fa l'autore? La trasforma, come fonte di energia, che già lo è, ma non di un riflesso di accomodamento e di solo stupore, quanto di incalzante semina della crescita.


Non è più il sole a dar carica, o la pioggia a far crescere l'albero e il coltivato, quanto la luna. Certamente sole, pioggia, vento, necessitano, ma chi muove tutto è lei, la luna, violata, non lasciata in pace, 50 anni fa dall'uomo (sempre che questa resti una ipotesi reale, i dubbi sono molti, ma questa è un'altra storia). Ecco la luna che è quella magia, che rinfresca e salda e fa riposare, per riattivarsi in una necessità che parte sprofondando dall'intimo recesso dell'animo del mondo, sino a finire in quella elaborazione del lutto: mai dimenticare, e onorare sempre, nonostante Ci nni voli tempu.



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 29 luglio 2019





Salvatore Massimo Fazio

Nato a Catania nel 1974, scrittore, filosofo e pittore. Si laurea con una tesi di estetica presso l’Università degli Studi di Catania dal titolo “Cioran e Sgalambro: un confronto”. Esordisce nel 2005 con I dialoghi di Liotrela. L’albero di Farafi o della sofferenza, edito da C.U.E.C.M, un dialogo tra un filosofo, un demiurgo e un uomo di autostrada, elaborato insieme al poeta e scrittore Giovanni Sollima. Nel 2009 esce il racconto Villa Regnante per i tipi di enricofolcieditore. Insonnie, C.U.E.C.M. 2011, è il suo capolavoro indiscusso, strutturato in tre parti nella forma della prosa, della poesia e dell’aforisma, nel quale coinvolge il lettore sulle grandi tematiche etiche ed ontologiche dell’uomo, scarnificandone i concetti precostituiti con un nichilismo definito cognitivo che si scaraventa con smania distruttiva contro la filosofia accademica, la procreazione in un mondo occidentale dove tutto crolla costantemente verso l’edificazione del niente. Nel 2016 viene pubblicato da Bonfirraro Editore, l’addio al nichilismo, omaggiando con suicidio letterario i suoi due maestri, il titolo suscita subito qualche disagio e parecchie polemiche nell’area intellettuale italiana: Regressione suicida, dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro. Gestisce il blog letterario Letto, riletto, recensito


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