Una convincente Fedra nella rilettura di Salvatore Guglielmino

Recensioni Al Castello Ursino di Catania, per la rassegna di teatro classico Mitoff, è andato in scena l'adattamento della tragedia di Seneca. La complessità della protagonista, lacerata tra ratio e passione, ha trovato piena espressione nella recitazione accorata di Alice Ferlito

È stata davvero una bella idea quella di scegliere il Castello Ursino per offrire un gustoso assaggio di teatro classico in questo scorcio di fine estate. Perché lo scenario della sua corte ben si addice alla celebrazione dell’essenzialità della parola del teatro antico, di cui la Fedra di Seneca, inserita per la rassegna Mitoff nel cartellone del Summer Fest patrocinato dal Comune di Catania, andata in scena dinanzi a un folto pubblico sabato 14 settembre, è stata buona e convincente prova.

Sotto l’accorta regia di Salvatore Guglielmino, dopo il bel prologo affidato alle musiche originali di Carmelo Siracusa degli Sugafree e alla voce fuori campo di Arianna D’Urso, il personaggio del famoso mito, una donna lacerata tra ratio e passione, ha trovato piena espressione nella recitazione accorata di Alice Ferlito, che bene è riuscita a rendere il contrasto tra cuore e ragione; Ippolito, il giovane casto di cui è follemente innamorata, ha avuto voce e volto decisi di Paolo Toti Guagenti, mentre Alessandro Ferrari è stato un Teseo nel complesso convincente, anche se con una recitazione a tratti sopra le righe. Brava anche Ketty Governali nel decisivo ruolo della nutrice, consolatrice e consigliera della sua amata padrona.

Il cast di Fedra - ph Dino Stornello

Il culmine del pathos, dopo il devastante racconto della morte di Ippolito da parte del messaggero, l’ha offerto una bella idea registica, quella di rappresentare con un mucchio di stracci intrisi di sangue i resti del corpo del povero giovane, su cui piangono Teseo e la stessa Fedra, amante appassionata, ben cosciente di oscillare tra furor devastante e ragione dominatrice.

E d’altronde lo spirito più puro dello spettacolo si è rivelato proprio l’impietoso scandaglio delle passioni umane, devastanti e feroci, che allontanano l’uomo dall’ideale del giusto mezzo: l’eros di Fedra, il fanatismo di Ippolito, l’ira di Teseo sono tutte facce complementari della dimensione umana.

Il prossimo personaggio della rassegna Mitoff non a caso sarà Agamennone, anche lui personaggio complesso e sfaccettato. Che la corte del Castello Ursino gli faccia da degno scenario il 28 settembre.

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