Agamennone, una riflessione sul male che genera odio

Recensioni La rassegna Mitoff si è conclusa con la tragedia di Eschilo riletta da Salvatore Guglielmino che ha proposto una meditazione universale dalla valenza contemporanea

Si è conclusa con grande successo di pubblico con l’Agamennone da Eschilo, sabato 28 settembre, la rassegna di teatro classico Mitoff , (inserita nel cartellone del Summer Fest patrocinata dal Comune di Catania, con la collaborazione dell’Associazione Esclarmonde per una produzione MediaManagerEvents), ideata dal regista e attore Salvatore Guglielmino nella bella cornice del Castello Ursino.

E si è conclusa nel più attuale dei modi, una riflessione sul male e sull’odio che generano altro male e altro odio. Guglielmino ha voluto proporre proprio una meditazione universale, dando alla tragedia classica, rappresentata nel modo tradizionale, una valenza quanto mai contemporanea; e lo ha fatto con un bravo cast di attori e una messa in scena convincente.

Elisa Franco ha dato corpo e voce alla fedifraga Clitemnestra, tragicamente assorbita dalla memoria del sacrificio della figlia, voluto da un Agamennone ben interpretato da Salvatore Guglielmino, che ha restituito al personaggio adeguato pathos, grazie anche ai bei costumi di Concetta Maccarrone. Ma su tutti si è dispiegato il canto di morte di Cassandra cui Martina Minissale ha infuso tutta l’anima che il commovente personaggio meritava. Davvero intensi i momenti dell’invasamento, nei quali l’attrice ha dato il meglio di sé. Bravo anche Alessandro Ferrari nell’insolito ruolo del consigliere della regina, che ha fatto da valido contraltare alle furie omicide della regina, sostenute da un promettente Paolo Toti Guagenti nel ruolo di Egisto.
Grandi emozioni, dunque, al castello Ursino. Attendiamo un’ennesima edizione di Mitoff. La tragedia classica dimostra di avere ancora grande fascino e di saper trasmettere valori eterni. Eterni quanto il mondo…

 

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