Tutela e sviluppo. Ecco le parole d’ordine per valorizzare i Siti Unesco del Sud Est siciliano

Territori Un finanziamento di un milione di euro del MiBACT promuove il progetto a cui aderiscono 13 comuni, di cui è capofila Noto, che include i siti di Piazza Armerina, le città tardo barocche del Val di Noto, Siracusa e la Necropoli di Pantalica

Valorizzare le bellezze del patrimonio artistico e culturale della Sicilia Orientale attraverso una fitta connessione di competenze del territorio e la promozione di didattica, accessibilità e comunicazione, lo renderà possibile un finanziamento di un milione di euro del MiBACT a valere sulla Legge 77 del 2006 e 100 mila euro della Regione Siciliana.
A promuovere il progetto dedicato ai “Siti Unesco del Sud Est Sicilia” sono ben tredici comuni afferenti, suddivisi per convezione in tre distretti tra i quali la Villa del Casale di Piazza Armerina, le città tardo barocche del Val di Noto, Siracusa e la Necropoli di Pantalica.

Un dettaglio dei mosaici della Villa romana del casale di Piazza Armerina

Sono cinque, inoltre, le azioni intraprese al fine di portare avanti quelle che per le città riconosciute siti Unesco diventano vere e proprie parole d’ordine: tutela e sviluppo. Ad essersi aggiudicata la gara per la revisione dei Piani di gestione, uno dei punti cardine del progetto, è stata la società Civita Sicilia pronta a mettere in atto strategie che mirino a garantire la conservazione e la promozione dei luoghi coinvolti.
Il bilancio delle attività finora svolte ed i prossimi passi che si intenderanno compiere sono stati divulgati a Siracusa nei locali del Salone Borsellino a Palazzo Vermexio dal sindaco di Noto, comune capofila del progetto, Corrado Bonfanti, dal direttore del Distretto Sudest e assessore alla Cultura del Comune di Siracusa, Fabio Granata, da Renata Sansone, Amministratore delegato di Civita Sicilia, da Guido Meli, referente per la Legge 77 del Dipartimento regionale dei Beni culturali, dal sindaco di Siracusa Francesco Italia, dal direttore del parco archeologico della Neapolis Calogero Rizzuto, da Liborio Calascibetta direttore della Villa del Casale e da Alessandro Montel direttore dell’Accademia di belle Arti di Siracusa Made Program.

I rappresentanti dei comuni coinvolti nel progetto “Siti Unesco del Sud Est Sicilia”

Per l’occasione ad aprire i lavori è stato Paolo Patanè, capo di gabinetto del Comune di Noto e trait d’union tra le amministrazioni comunali del sud est ed il comitato scientifico del progetto. «Un percorso che coinvolge le amministrazioni attraverso condivisione e confronto in qualità di vere e proprie protagoniste – ha spiegato Patanè -. Si tratta di comuni quali Caltagirone, Catania, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Cassaro, Ferla Sortino, Ragusa, Scicli, Siracusa e la Villa del Casale di Piazza Armerina. La revisione dei piani di gestione a sua volta rappresenta uno dei punti fondamentali del progetto per una migliore attuazione delle iniziative previste».

«Nel 2003 siamo stati chiamati ad essere tra i primi ad intraprendere una vera e propria rivoluzione circa le politiche di valorizzazione del territorio, secondo le quali da quel momento in poi si è sottolineato come non esista custodia senza valorizzazione – ha proseguito Granata -. Ed è la valorizzazione la forma migliore di custodia. Oggi al Distretto del Sudest si aggiungono tre siti di importanza fondamentale quali la Villa romana del Casale, Pantalica e il Val di Noto a simboleggiare l’enorme patrimonio Unesco del nostro territorio. Con il progetto si vuole porre particolare attenzione nel creare le condizioni di consapevolezza culturale diffusa: la cifra più importante di questa operazione».

Modica, la Chiesa di San Giorgio

Permettere attività quali la sistematizzazione delle conoscenze del patrimonio dei Siti Unesco e l’istituzione del relativo archivio unico, la progettazione e attuazione della comunicazione dedicata ma anche il piano di cartellonistica sono solo alcuni degli intenti perseguiti dal Distretto. Tra le altre attività si svolgeranno corsi di marketing turistico per gli operatori commerciali.
Seconda questa ottica in particolare, l’azione 5, denominata “Le forme dell’identità” si basa su didattica e valorizzazione, con riferimento ai temi dell’accessibilità. È, inoltre, in fase di lancio il concorso “ID Stamp”, in collaborazione con l’Accademia di belle Arti di Siracusa aperto alle scuole medie e superiori di primo e secondo grado dal quale nascerà un francobollo come carta di identità dei luoghi e come frutto della creatività di ogni singolo studente. “Raccontami una storia” è, invece, l’azione avviata in collaborazione con Agesci durante la quale è possibile prendere parte ad un laboratorio a cielo aperto e in cui la narrazione diventa elemento di unione tra passato e presente.

Siracusa, il Teatro Greco

Poi ancora “Artigiani in piazza: le botteghe dell’identità”, l’attività nata dalla collaborazione con Confartigianato e “Profili di paesaggio” alla quale prende parte la Facoltà di Architettura. Tra le iniziative in calendario anche il corso di formazione per guide turistiche e la realizzazione del sito web sui Siti Unesco del Sud Est Sicilia supportata dal Cnr (Istituto tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’Istituto David Chiossone, che hanno fornito una consulenza finalizzata a rendere il sito web disponibile anche per gli ipovedenti.

Scicli, uno scorcio

«Una strada che solo con la nostra buona volontà ed il contributo di tutti può fornire sviluppo al nostro territorio – ha sottolineato Bonfanti -. Da Civita Sicilia ci aspettiamo un piano di gestione che contenga due aspetti; il primo diretto alla comunicazione e volto a fortificare un accresciuto senso di consapevolezza del valore dei nostri beni. In secondo luogo, i piani di gestione devono creare valore mettendo in atto tutta una serie di presupposti attraverso un monitoraggio continuo che sappiano evidenziare attività ed iniziative che hanno riferimenti normativi in termini di risorse di finanziarie ed inoltre la possibilità di innescare quei processi finalizzati alla creazione di posti di lavoro e di collaborazione con tutti gli attori impegnati quotidianamente all’interno dei nostri siti».
«Ci assumiamo la responsabilità di svolgere un compito delicato e strategico mettendo al lavoro uno staff di primissimo ordine – ha dichiarato Sansone – Il Piano di gestione è un insieme di proposte con le quali le autorità della gestione si impegnano nei confronti della comunità locale, dell’Unesco, e dell’intera umanità, a tutelare “attivamente” il sito a garantirne la conservazione e la valorizzazione a favore delle generazioni attuali e future».

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