Street Art Silos

Eventi In dieci giorni otto urban artist daranno nuova vita ai silos del porto di Catania sui quali reinterpreteranno l’identità della Sicilia e la sua storia millenaria

Dieci giorni di tempo per fare dei silos di Catania una inedita scenografia d’arte contemporanea: uno spettacolare monumento del XXI secolo che, insieme all’Etna, li renderà protagonisti di un originale fondale per il quotidiano via vai di traghetti, navi da crociera, cargo, tir, pescherecci e barche a vela in transito o ormeggiate al porto di Catania.
“Street Art Silos”, questo il nome della performance programmata a Catania dal 21 al 30 giugno, è progettato da Emergence Festival con la cura di Giuseppe Stagnitta nell’ambito di I-Art.

 Odysseus escape from the  Polyphemus, bozzetto

Numerosi gli urban artist che hanno aderito al progetto: Okuda (Spagna), Rosh333 (Spagna), Microbo (Italia), Bo130 (Italia), JBrock (Italia), Vlady Art (Italia), Danilo Bucchi (Italia) e Interesni Kazki (Ucraina). Spiega Stagnitta: «Abbiamo raccolto con entusiasmo l’invito del direttore artistico degli eventi catanesi del festival, il regista Giovanni Anfuso. Nel solco della mission di I ART, l’input che ci è stato dato è stato quello di dare nuova vita e colore al gruppo di silos del Porto di Catania con l’obiettivo di reinterpretare in maniera creativa e anticonvenzionale, l’identità della Sicilia e la sua storia millenaria. Il tema di Street Art Silos saranno i miti e le leggende della nostra isola, più grande del Mediterraneo».

I bozzetti stanno arrivando a Catania in queste ore. Il duo ucraino Interesni Kazki – che ha reinventato anonime facciate di edifici in tutti i continenti – ha immaginato per uno dei silos un Ciclope contemporaneo, manager in corsa in giacca e cravatta, che accarezza le pecore cui è aggrappato Ulisse in fuga, come nella scena epica descritta da Omero nell’Odissea. Il progetto Street Art Silos per il Festival I ART sarà anche raccontato da un film-documentario con la regia di Nicolaj Pennestri che seguirà giorno per giorno il percorso: dalla ideazione dei bozzetti alla realizzazione dell’opera monumentale. E sarà inserito dall’Istituto di Cultura di Google all’interno di una piattaforma, realizzata con la tecnologia in Street View, per visitare a distanza l’interno dei Musei e le Opere Urbane attraverso pc, tablet e smartphone.

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