martedì 23 luglio 2019

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La casa delle parole

Separatisti contro antifascisti, a Nicosia si sfiora la rissa

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Nella cittadina dell'Ennese la presentazione editoriale di Pietro Orsatti de "Il bandito della guerra fredda" sul ruolo contraddittorio di Salvatore Giuliano come pedina dell'ala fascista del separatismo siciliano, è stata bruscamente interrotta dai difensori della figura del barone locale Stefano La Motta, celebrato tutt'ora per le sue imprese sportive, ma storicamente pedina essenziale del Mis che aveva arruolato il futuro esecutore della strage di Portella della Ginestra


di Domenico Trischitta

Sembrava di essere tornati in pieno ’77, all’interno di un clima di anni di piombo e contestazione giovanile da sinistra e da destra (a Catania più da destra effettivamente). Si è rivissuto un remake di un episodio avvenuto quasi cinquant’anni fa, nel 1969, a Zafferana Etnea, quando un gruppo di neofascisti catanesi fece irruzione durante una riunione del premio Brancati e lanciò finocchi contro Pasolini, Moravia, Maraini e Siciliano, fondatori della manifestazione e rei di avere monopolizzato la cultura di massa. Per tutta risposta i zafferanesi si aizzarono contro i ragazzi di destra pensando che fossero catanesi che volevano portare il premio a Catania. Ne seguì una megarissa.

Aldo La Ganga

Ora, più o meno con le stesse dinamiche si è consumato qualcosa di simile a Nicosia, bellissima città d’arte al centro della Sicilia, balzata agli onori di cronaca culturale per avere ospitato recentemente la rassegna letteraria “Le tre giornate di Davì”, ideata da un mecenate anarchico, Aldo La Ganga, che invita scrittori da tutta Italia per presentare in una no stop di tre giorni libri e incontri editoriali. Tra questi anche quello di Pietro Orsatti che presentava “Il bandito della guerra fredda" (Imprimatur editore), dedicato alla figura di Salvatore Giuliano, e al suo controverso ruolo di fascista, separatista e filo americano al soldo dei poteri forti. Sta il fatto che la Strage di Portella della Ginestra è il primo segreto di Stato della neonata Repubblica italiana, e proprio l'1 maggio ricorreva il settantesimo anniversario.

Anche Nicosia si era preparata bene, dedicando una mostra al conterraneo barone La Motta per i trascorsi sportivi e togliendo di fatto la possibilità di organizzare negli spazi del Comune la manifestazione letteraria di La Ganga, spostandola nell’ex tribunale, più decentrato. Ma lasciamo allo stesso Orsatti il racconto di quello che è avvenuto: «Per quale ragione? Per dare spazio, nella piazza e nei locali del Comune, a una manifestazione di commemorazione delle imprese sportive del barone Stefano La Motta, feudatario latifondista, separatista del ramo eversivo – che la documentazione dell’epoca consente di leggere come movimento infiltrato e guidato da elementi fascisti della Repubblica di Salò -, indicato come uno degli esponenti dell’organizzazione guidata da Finocchiaro Aprile come uno di quelli che ricercò e prese contatto con Salvatore Giuliano fino ad organizzare nella propria casa Palermo il fatidico incontro in cui il movimento separatista arruolò il bandito e la sua banda dandogli addirittura il grado di Colonnello dell’Evis, l’esercito clandestino del separatismo, appunto… Ho iniziato la presentazione concentrandomi ovviamente sull’aspetto fascista e sul ruolo avuto da Giuliano in relazione al separatismo e ho concluso ribadendo le mie valutazioni sulla scelta operata dal Comune di Nicosia sia di marginalizzare una grande rassegna libraria a costo zero per la città per dare spazio e visibilità invece a una commemorazione – non a costo zero per la città – a un personaggio non solo controverso ma storicamente indicato come uno dei protagonisti di quel pezzo della storia italiana drammatico e doloroso e che ancora presenta ferite aperte per la nostra democrazia».

Salvatore Giuliano

Stefano La Motta in versione pilota

«Poi è intervenuto uno degli “storici locali” - prosegue Orsatti - motivando invece per quali ragioni il barone fosse per Nicosia tuttora una sorta di icona – il latifondista e separatista buono e generoso che addirittura portò ben tre giocatori del Palermo calcio nel paese dell’Ennese fondando sia lo stadio che la società sportiva – che ha affermato che io trattavo come gli Zulù – una delle etnie e monarchie più avanzate della storia tradizionale dell’attuale Sud Africa – i cittadini tutti di Nicosia, finché dal fondo della sala è intervenuto uno scalmanato che ha dato in escandescenze perché si era messa in dubbio la generosità baronale e poi l’assessore alla cultura del Comune, non esattamente in modo pacato, voleva intervenire interrompendo la manifestazione per prendere la parola mentre invitato pochi minuti prima dire la sua aveva rifiutato. A questo punto a lato del palco sono stato costretto a discutere con l’assessore che non aveva certo un atteggiamento rilassato nei miei confronti».

Fine della serata. Fine di fatto di un processo che potrebbe proseguire, senza provocare una sorta di guerra di religione, per portare cultura e letteratura e dibattiti a Nicosia.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 09 giugno 2017




Domenico Trischitta

Sono stato concepito in un quartiere “fantasma” del centro storico di Catania, colpito a morte dallo sventramento. Nato nel 1960 e poi deportato in un agglomerato popolare della periferia, San Berillo nuovo, ci ho trascorso trent’anni della mia vita, prima a costruire capanne nella sciara, poi giocando a pallone con la maglia dell’Inter, e alla fine ascoltando hard rock assieme ad altri scunchiuruti. Lì mi sono formato.

Da questa dura memoria ancestrale ho tratto ispirazione per iniziare la mia carriera di dispensatore di emozioni. Scrivendo. Chi è il dispensatore di emozioni? Colui che vede un film di Truffaut e lo promuove, colui che ascolta un disco di Bowie e lo fa comprare, colui che si sofferma a guardare un mare in tempesta o calmo come un lago, o anche chi prova un’emozione e deve raccontarla.

Ah dimenticavo, amo profondamente la musica di Lucio Battisti. Anche quella vi consiglio. Le mie anime social sono su Facebook e Twitter


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