Se Pizzo Muletta diventasse un Ecoparco

Territori I cittadini di Capaci si sono riuniti in Comitato per chiedere che l'ex cava della Calce e Calcestruzzi srl, una tenuta di 103.000 mq oggi confiscata alla mafia, venga trasformata in un Ecoparco. Il Comitato ha lanciato una petizione on line e giovedì 9 giugno ha organizzato un incontro pubblico al quel parteciperà Umberto Postiglione dell'agenzia Beni sequestrati e confiscati alla mafia

Un luogo ferito e mortificato da un attentato, può riscattarsi? I cittadini di Capaci si vedranno mai associati a qualcos’altro che non sia la strage del 23 maggio 1992? E’ difficile, eppure i cittadini onesti di Capaci ci provano, caparbiamente. Ci provano, perché credono che, come cantava De André, “dal letame nascono i fiori”. E loro il letame lo hanno avuto a tonnellate, a casa loro, nella cava della Calce e Calcestruzzi Capaci srl oggi bene confiscato alla mafia, da 24 anni in stato di abbandono ed inutilizzo. Un posto bellissimo, una tenuta di 130.000 mq caratterizzata da olivi, mandorli e carrubi secolari, dominata da un costone roccioso che apre itinerari archeologici, speleologici e paleontologici (in questo sito sono stati ritrovati i resti di un dinosauro siciliano) poco conosciuti. Ed ecco che questi cittadini hanno deciso di riappropriarsi del loro territorio costituendosi prima nel Comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare”, e poi chiedendo agran voce (anche attraverso una petizione on line, firmala anche tu cliccando qui) che quel luogo così incantevole non sia dimenticato e abbandonato, come troppe volte accade con i beni confiscati alla mafia.

Dopo aver organizzato un’apertura al pubblico straordinaria, lo scorso 29 maggio, evento di grande successo al quale hanno partecipato numerosi esperti (tra cui i paleontologi Vittorio Garilli e Francesco Pollina, la geologa Francesca Mercadante, il direttore della Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine, Vincenzo Di Dio) per fare conoscere l’alto valore storico, culturale e paesaggistico di questo luogo, il comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare” giovedì 9 giugno alle ore 17 ha organizzato un incontro aperto al pubblico e alla cittadinanza tutta nella Sala Macina del palazzo Conti Pilo (in piazza Matrice, a Capaci) durante il quale incontreranno Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia dei beni Sequestrati e Confiscati alla mafia, e consegneranno al sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, la prima tranche di firme raccolte a sostegno del progetto.

«I cittadini di Capaci chiedono che il loro territorio venga riscattato – dicono dal Comitato – attraverso la bellezza e l’ecosostenibilità, che il nome di Capaci possa finalmente essere portatore di valori positivi attraverso la costituzione dell’Ecoparco Pizzo Muletta, sito naturalistico che può diventare motore trainante di un turismo sano ed ecosostenibile, un luogo di ritrovo per tutti, un’oasi in cui ospitare eventi culturali, un polmone verde in cui praticare sport ed educare alla legalità; una porta verso il sentiero della bellezza dei luoghi e della storia locale. Un bene da condividere con tutti i cittadini, non solo di Capaci»
L’idea del comitato è di “trasformare” questo luogo in parco pubblico gestito dal basso, ecosostenibile e a cemento zero come risposta ed esempio rivolto ad un territorio aggredito selvaggiamente da speculazione edilizia, da contrapporre alla retorica dell’antimafia di facciata, che sia anche, simbolicamente, un risarcimento a un territorio squarciato dalla violenza dell’attentato, e luogo in cui coltivare la memoria delle vittime della strage del 1992.

Il Comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare” ha ricevuto il sostegno di Liberamente Onlus, cooperativa che gestisce il bene confiscato alla mafia “Fiori di campo” a Cinisi; Il circolo Naturalmente/Isola delle Femmine di Legambiente; Aipin (Associazione Italiana Per l’Ingegneria Naturalistica), Associazione “Totò Zangara” di Cinisi

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