Se l’ex Fiat di Termini Imerese diventasse un sito di circular economy

Territori E' l'ambiziosa idea che sta alla base del progetto S.U.D. dello Smart City Group presentato alla fiera "Ecomondo", che prevede un investimento di 200 milioni di euro e il coinvolgimento di oltre venti imprese green attive in diversi settori

È stato presentato oggi in un webinar a Ecomondo – la più importante fiera della green economy italiana – il progetto S.U.D., Smart Utility District, pensato per riconvertire l’area ex Fiat di Termini Imerese in un sito di circular economy, green e ad alta innovazione tecnologica, con investimenti per 200 milioni di euro. La principale fiera italiana dell’ambiente è la cornice ideale per portare alla ribalta nazionale il progetto di Smart City Group, consorzio di imprese provenienti da tutta Italia, promotore dell’iniziativa.
Il Progetto S.U.D., localizzato nei 42 ettari dell’ex sito Fiat di Termini Imerese e in attesa di approvazione finale dal ministero dello Sviluppo Economico, porterà nella zona le energie di oltre venti imprese green attive in settori diversi, dalle energie rinnovabili al riciclo dei materiali, dalla mobilità sostenibile all’uso dell’intelligenza artificiale a servizio del cittadino. L’hub industriale punta a valorizzare al meglio opportunità come la Zona Economica Speciale, le agevolazioni e le richieste del territorio come mercato di prossimità, per far ripartire non solo la Sicilia ma l’intero paese.

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese negli Anni 90

L’incontro, dal titolo “Il progetto S.U.D., un caso concreto di green deal”, è stato aperto dal saluto dell’ad di Italian Exhibition Group Corrado Peraboni e coordinato da Stefano Rolando, vicepresidente Smart City Group.
Tra i temi forti della giornata, l’appello al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, giunto dal presidente di Smart City Group, Giancarlo Longhi.
«È necessario – ha sottolineato Longhi – che tutti gli attori coinvolti, tanto noi quanto quelli istituzionali, si assumano le proprie responsabilità. Siamo di fronte a un progetto importante e innovativo, che potrebbe dare un lungo futuro di serenità economica e certezze lavorative all’area di Termini Imerese. Bisogna evitare che tappe decisionali troppo dilatate paralizzino l’iniziativa: in particolare, occorre definire tempi certi sia per le autorizzazioni che per i necessari sostegni economico-finanziari. È giunto il momento, a sei mesi dalla pubblicazione del bando, di entrare nel vivo della questione e di prendere posizione in merito a una situazione che, senza una decisione in tempi ragionevoli, potrebbe ritrovarsi in un vicolo cieco, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe non solo per gli imprenditori, ma anche per il territorio e soprattutto per i lavoratori coinvolti»

Le tappe istituzionali – A maggio la proposta di S.U.D. è stata formalizzata attraverso la partecipazione del consorzio alla manifestazione d’interesse bandita dalla procedura di amministrazione straordinaria sull’area di Termini Imerese; ha poi superato positivamente la fase preliminare di presentazione dell’idea progettuale, strutturando i progetti di dettaglio consegnati in ottobre. Sono inoltre stati avviati i confronti istituzionali nazionali, regionali e locali per i tavoli di lavoro tecnici che porteranno a presentare, analizzare e validare i business plan e le loro ricadute occupazionali. Dopo il via libera dei commissari – in attesa della nomina del Comitato di Sorveglianza – si attende ora il parere di Invitalia, controllato dallo Sviluppo Economico, per la definizione delle prossime tappe del percorso, che ha visto un accoglimento favorevole delle autonomie locali e dei sindacati, pur in attesa di uno sviluppo operativo.

Secondo Alessandro Marangoni, CEO Althesys, economista specializzato nell’analisi dei costi e dei benefici delle attività industriali in ambito ambientale ed energetico, «le opportunità provenienti dai fondi che saranno messi a disposizione dal Piano nazionale Ripresa e Resilienza consentono di mettere mano a una serie di criticità tuttora esistenti anche in Sicilia. Per fare questo occorre partire dal cosiddetto permitting, cioè il nodo delle autorizzazioni e dei permessi, che rallenta fortemente lo sviluppo del nostro Paese, anche quello emergente legato alla green economy. È però necessario dare ascolto alle imprese e alle esigenze del territorio: se manca questa attenzione da parte delle istituzioni, diventa estremamente difficile fare impresa»

Commenta la prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia. «Accolgo con grande piacere ed entusiasmo la vostra iniziativa. Il progetto S.U.D. Smart City group ha l’obbiettivo, utilizzando le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato, di riqualificare l’area ex FIAT di Termini Imerese portandola ad essere un ecosistema industriale all’avanguardia, nodo nevralgico di eccellenza nei settori dell’ambiente e dell’energia. Rimettere al centro delle decisioni politiche e personali, il “Benessere” dei cittadini significa promuovere anche la sostenibilità, l’ambiente, la salute e molto altro ancora”.

«Un’idea giusta – dice Gaetano Armao, Vicepresidente della Regione Siciliana -. Questa è una delle iniziative che meglio si attaglia al Recovery Plan ed è per noi un elemento molto significativo. L’idea di riconversione dell’area con una prospettiva verde , con una forte spinta culturale e ideale, che ha come interlocutori persone serie, affidabili e competenti, non può che avere il nostro plauso»

L’ex Fiat di Termini Imerese

L’intervento di Fabio Massimo Frattale Mascioli, presidente del comitato scientifico Smart City Group e membro del panel per la macro area Ambiente-Energia-Mobilità del Piano nazionale delle Ricerche 2021/2027, è stato centrato sul modello di sviluppo sostenibile proposto dal progetto S.U.D., che può offrire una concreta occasione di rigenerazione ambientale – e anche umana – a un territorio che in passato ha sofferto prima le ferite ambientali dell’industrializzazione, e poi i costi umani e sociali della de-industrializzazione forzata. «Si tratta di un’azione strategica, impegnativa, vasta, che richiede risorse importanti e competenze serie. Il tipo di azione che può dare una svolta positiva al generale clima di depressione. Al centro degli obiettivi primari devono sempre esserci i valori umani, il rispetto e l’amore per il nostro territorio, l’aumento di competitività della nostra imprenditoria. Ottima la formazione di un triangolo virtuoso tra Istituzioni, Imprese e Ricerca».

Conclude Stefano Rolando, che di Smart City Group è vicepresidente: «Se guardiamo indietro vediamo, in questo progetto, la via di uscita da una situazione che appariva senza soluzioni. È una buona notizia. Se guardiamo al futuro, possiamo ragionevolmente immaginarci molti aspetti di valore aggiunto per quel territorio e in generale per il rapporto tra innovazione e rigenerazione economica. E questa è un’ottima notizia. Ma se guardiamo a oggi, proprio a questi giorni, la notizia attorno a cui tutto questo seminar ruota è un vero spunto di controtendenza, cioè l’iceberg di una volontà di imprenditori, di istituzioni e di una rete accademica di reagire al carattere paralizzante della crisi e di scommettere sul futuro possibile. Per le giornate che stiamo attraversando questa non è più una notizia, è una bandiera. Che siamo orgogliosi di sventolare».

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