Sara Pappalardo: «Grazie alla danza del ventre ho vinto la timidezza»

Danza La danzatrice catanese, fondatrice dell'Associazione sportiva Tery al Kubra e organizzatrice per oltre 10 anni del Khamsin Festival, ha scoperto la sua grande passione a 19 anni in occasione di una Pasqua trascorsa in Libano, dove ha scoperto che è un mezzo per trovare un profondo benessere dell’anima e del corpo

La Sicilia, crocevia di popoli e culture, è stata dominata per circa tre secoli dagli Arabi. La cultura araba ha lasciato nell’isola forti retaggi nelle scienze, nelle arti, ma anche nelle tradizioni, usi e costumi che ancora oggi sono testimoniate dalla falconeria, dal cous cous e dalle danze mediorientali. A quest’ultima affascinante arte si è avvicinata in modo casuale la catanese Sara Pappalardo.
«Fin da bambina sognavo di fare la ballerina, passavo ore intere seguendo in tv i balletti e dai sei ai nove anni ho frequentato una scuola di danza classica – racconta Sara Pappalarso – . Ma con il trascorrere del tempo la danza divenne un impegno gravoso, soprattutto per il mio fisico ai tempi molto gracile, e a una brutta scoliosi che mi fu diagnosticata tardivamente. Così nel periodo più critico della vita, quando il corpo si stava sviluppando, fui costretta a smettere completamente e a  indossare un busto ortopedico per tre lunghissimi anni».

La danzatrice catanese Sara Pappalardo

Passato questo periodo nero, Sara si avvicina a diversi sport: «Da una parte per tentare di vincere la mia innata timidezza, dall’altra anche per fortificare il mio corpo. La svolta avviene a 19 anni quando in occasione della Pasqua andai in Libano a trovare i parenti di mio zio Dario, di origini libanesi. Una sera a Beirut mi portarono in un locale del centro storico dove vidi per la prima volta una esibizione di danza del ventre. Rimasi colpita dalla danzatrice, dalla musica e soprattutto dal clima di festosa partecipazione del pubblico. La danza era vissuta con allegria e gioia di vivere, niente a che vedere con l’episodio biblico che per secoli ha alimentato il mito di Salomè danzatrice dell’eros».

Sara Pappalardo con alcuni danzatori di Bolliwood

Tornata a Catania, Sara ripensa spesso a quella serata a Beirut. Così decide di cercare e frequentare una scuola di danza orientale parte. L’anno successivo sono i parenti libanesi ad arrivare in Sicilia, esattamente ad Aci Bonaccorsi, per una vacanza.
«Pochi giorni dopo il loro arrivo – ricorda Sara – alla fine del pranzo di famiglia la vecchia e dolce zia Tery al Kubra prese una tovaglia, la cinse ai miei fianchi e prendendomi le mani mi invitò al centro della stanza a danzare scalza con lei. Tutti i parenti si misero in cerchio attorno a noi, battendo le mani al ritmo della musica. Mentre danzavo, immersa in quella atmosfera surreale, coinvolgente, rassicurata e guidata dalle decise mani di zia Tery, la mia timidezza piano piano svaniva, sentivo il mio corpo liberarsi dal peso delle mie incertezze. Per la prima volta nella mia vita mi sentivo veramente felice. Alla fine mia zia, avendo percepito la mia metamorfosi, abbracciandomi mi disse “Tu devi danzare”».

Sara Pappalardo alla reception dell’Associazione sportiva Tery al Kubra – ph Giovanni Musumeci

Parole che sono rimaste scolpite per sempre nella mente, e sopratgutto nel cuore, di Sara che, dopo aver imparato, ha deciso di fondare una scuola di danza mediorientale ad Aci Bonaccorsi.
«E’ stata la vita, in un certo senso, a scegliere per me attraverso un fortuito incarico temporaneo presso la pro Loco di Aci Bonaccorsi. Le giornate trascorrevano lentamente e nella mia mente riecheggiavano come un mantra le parole di zia Tery».

Un giorno Sara propone al suo dirigente di offrire un servizio gratuito alle donne del paese, attivando un corso di danza orientale. Così stanza della pro Loco viene dedicata al progetto a cui aderiscono sei casalinghe che vedono nel corso un’opportunità di socializzazione fra donne. Terminato l’incarico ed anche il corso le allieve di Sara, che intanto erano cresciute di numero grazie al passaparola, sono decise a continuare questa esperienza, e vista la loro determinazione, nel 2006 Sara decide di adattare il garage ed il cortile di casa sua in una scuola di danza medio orientale che dedica alla zia Tery Al Kubra, che in lingua in libanese significa “la grande”.

Sara Pappalardo con il corpo di ballo “Sara e le donne di Ararat”

«Negli anni la scuola, che intanto è diventata l’Associazione sportiva Tery al Kubra – continua Sara Pappalardo – , è cresciuta di numero di iscritte e di corsi. Oltre al corso di danza del ventre, che rappresenta solo un ramo delle danze orientali, si sono aggiunti altri corsi anche grazie al supporto di valide maestre, molte ex allieve, che con me si esibiscono in Italia che all’estero. Tutte insieme siamo il corpo di ballo “Sara e le donne di Ararat” in onore del monte Ararat, il ponte culturale che si trova al confine fra Turchia, Armenia ed Iran.

Da alcuni anni l’Associazione Tery al Kubra oltre alle danze mediorientali propone con successo i corsi di Bolliwood: una danza divertente, contagiosa, allegra e adatta a tutti, capace di esaltare la gioia di vivere.
«Siamo l’unica accademia siciliana autorizzata ad insegnare con il metodo Sunny Singh del famoso ballerino ed attore indiano» precisa Sara.

Sara Pappalardo durante un’esibizione

Per 10 anni la scuola ha organizzato il Khamsin Festival che ha visto per alcuni giorni scuole e danzatori provenienti da diverse nazioni incontrarsi ed esibirsi al palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi. Un ottimo e prezioso veicolo pubblicitario che ha fatto conoscere a livello turistico l’Etna ed il suo territorio. Terminata questa esperienza, Sara continua ad organizzare manifestazioni  per far conoscere questa danza che, a suo dire  «è un mezzo attraverso il quale si può trovare un profondo benessere dell’anima e del corpo».
E seguendo le parole della zia Tery al Kubra, Sara continua a danzare, portando la gioia di vivere a tutte le donne.

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