venerdì 14 dicembre 2018

venerdì 14 dicembre 2018

MENU

Salvador Dalì, un universo singolare che affascina e inquieta

Arte

Fino al 10 febbraio il Castello Ursino di Catania ospita "Io Dalì", una mostra esclusiva organizzata dalla Fundació Gala-Salvador Dalí: non una mostra pittorica, ma un percorso che, attraverso 16 dipinti, 21 opere su carta, 24 video, 86 fotografie e 29 riviste, passa in rassegna il modo in cui il pittore catalano è stato capace di creare il proprio personaggio, anticipando i tempi


di Maria Enza Giannetto

«Considero la televisione, il cinema, la stampa ed il giornalismo grandi mezzi d’avvilimento ed idiotizzazione delle masse, per tale motivo, aristocraticamente, adoro servirmene. Quanti più stolti correranno dietro a Dalì, tanto più cari si venderanno i miei quadri». Creatore nel senso più ampio del termine, Salvador Dalí si cimentò in tutti i campi della creazione ed elaborò la sua opera sia a partire da linguaggi artistici complessi sia dalla costruzione del proprio personaggio in modo sistematico e utilizzando a suo piacimento i mezzi a sua disposizione per suggestionare la società di massa. A questo genio dell’arte e della comunicazione è dedicata la mostra “Io DALÌ”, visitabile al Castello Ursino di Catania fino al prossimo 10 febbraio.

Salvador Dalì, Autoritratto con collo di Raffaello, 1921 c.a.

La mostra, allestita in occasione del trentennale della scomparsa del maestro catalano (il 23 gennaio 1989), approda nella città del Vulcano dopo essere stata, sempre quest’anno, fino a giugno al PAN|Palazzo delle Arti Napoli. Si tratta di una mostra esclusiva, organizzata dalla Fundació Gala-Salvador Dalí, nella persona di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalì (il museo che lo stesso artista costruì come una vera e propria opera d'arte) e voluta dal Comune di Catania. La direzione generale di Alessandro Nicosia Presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare che l’ha realizzata e co-organizzata. L'esposizione, supportata dal ministero della Cultura spagnolo, è curata da Laura Bartolomé, Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la consulenza scientifica di Montse Aguer e di Rosa Maria Maurell.
Non una mostra pittorica, dunque, ma un percorso che, attraverso 16 dipinti, 21 opere su carta, 24 video, 86 fotografie e 29 riviste, passa in rassegna il modo in cui il pittore è stato capace di creare il proprio personaggio. Un’esposizione che, coniugandosi perfettamente al luogo che la ospita - come richiesto espressamente dal Comune di Catania - , racconta l’immaginario di Salvador Dalí, presentando la vita segreta dell’artista spagnolo che rendeva “opera d’arte ogni suo gesto”.

Dalí di spalle dipinge Gala di spalle, resa eterna da sei cornee virtuali  riflesse in sei specchi veri

Artista che travalica l’ambito della pittura, Dalí è infatti anche pensatore, scrittore, amante delle scienze, catalizzatore delle correnti d’avanguardia, illustratore, designer, cineasta, scenografo. Un artista che si cimenta in tutti i campi della creazione, compresi i più innovativi quali le installazioni e le performance.
«Per Dalí – spiega Francesca Villanti - l’uso dei media diventa, come l’utilizzo di una lingua, un atto performativo, che può produrre risultati altissimi, uno degli strumenti più potenti a disposizione del singolo per la messa in scena di se stesso, per la narrazione e, soprattutto, per la propaganda di sé. Dalí inizia a pensare a se stesso in termini di un brand da promuovere e controllare. Scopre che l’immagine mediale è sì comunicazione, ma soprattutto un processo creativo. Grazie alla sua abilità nel promuovere la propria immagine trasforma ogni sua mostra in un evento sensazionale». Insomma, Dalì anticipò i tempi: fece di se stesso un’opera d’arte spettacolarizzando ogni suo gesto. Ha saputo diagnosticare con lungimiranza il sopraggiungere di un’epoca in cui solo l’estremismo funziona. Oggi, dove il mettersi in evidenza su tutti i social è la normalità, Dalì cosa farebbe?

Alcune foto nell'allestimento di Castello Ursino

Di sicuro, il desiderio di presentarsi al mondo con la sua genialità è evidente sin dai primi autoritratti, come l’Autoritratto con il collo di Raffaello, (1921) -posto tra le primissime opere in esposizione - e diversi disegni per la sua autobiografia “Vita segreta”, pubblicata nel 1942 (quando Dalì aveva solo 38 anni), raccontando già nella scelta di scrivere un’autobiografia a 35 anni, l’ego spropositato di questo artista. Non mancano opere più intime come quelle che hanno Gala, sua donna, moglie, amante e musa come protagonista.
Fanno parte dell’esposizione anche i filmati, le performance e le frequenti apparizioni, tutt’altro che improvvisate, nei mezzi di comunicazione: dalle copertine della riviste - tra cui il Time del 1936 - alla sua partecipazione in veste di ospite a un concorso televisivo americano di grande popolarità come What’s My Line? trasmesso nel 1957 dall’emittente CBS.
Genio, personaggio e artista che trasforma se stesso in una delle sue creazioni più celebri, diventando riferimento naturale di artisti del calibro di Andy Warhol, Dalì fu sempre pronto ad affrontare qualsiasi sfida, fosse quella di disegnare un oggetto di design, di creare la copertina di una rivista, di collaborare con una scenografia a una scena teatrale, di immaginare abiti per un ballo, Dalí era sempre attento anche alle novità del mondo scientifico. Tanto da confrontarsi con la ricerca della terza dimensione, anticipando quello che sarebbe stato il 3d. Nucleo centrale, attorno al quale gira l’esposizione, sono i suoi capolavori della fine degli anni Sessanta e di tutti i Settanta: opere stereoscopiche che permettono di vedere la pittura in tre dimensioni. Questi dipinti, che sono esposti con attrezzature per consentirne di valutarne gli effetti tridimensionali, rappresentano perfettamente l’interesse di Dalí per le nuove frontiere della visione.

La rivista Show del 25 giugno 1970

Non mancano le fotografie: da quelle di Philippe Halsman che hanno come soggetto i suoi baffi a quelli della vita quotidiana, in cui non mancano, però, momenti di straordinarietà visto che tutto, per Dalì, andava vissuto come una performance. Si deve a lui l’invenzione dell’artista come divo, che si impegna affinché il suo aspetto e il suo comportamento vengano considerati surrealisti, come la sua arte.
«Man mano che la popolarità di Dalí aumenta, – spiega Lucia Moni – l’artista diventa consapevole di dover adottare alcuni semplici e precisi attributi che lo identifichino agli occhi del grande pubblico, qualcosa che possa resistere al tempo, che sia facilmente riconoscibile e che lo aiuti a rendere la sua immagine eterna, immortale. Ecco quindi il perché di baffi e occhi sgranati, che fissano l’obiettivo, sia fotografico che televisivo, uno sguardo penetrante che arriva allo spettatore e che rimane impresso nella mente e nella memoria collettiva».
Si tratta di un grande viaggio nella mente di uno dei più geniali interpreti del XX secolo di cui la mostra farà comprendere l’attualità, il talento, l’unicità. Alla fine si capirà realmente il significato della parola genio.

Salvador Dalì, Alla  ricerca  della  quarta  dimensione, 1979

Un allestimento esclusivo e labirintico dunque che, rispondendo anche alla richiesta del Comune di Catania e dell’assessorato alla cultura di far dialogare l’esposizione con il Museo civico che la ospita, non nasconde le stanze del castello e le sue esposizioni permanenti ma vi si “accosta”. «Con Dalí – dice Montse Aguer – entriamo in un universo singolare, complesso e sconvolgente, che ci affascina e inquieta, ci interroga e ci invita a sognare, nel senso più ampio del termine. Dalì amava l’Italia e la Sicilia: venne qui cento anni fa alla ricerca di luoghi che ricordassero la sua catalogna. Amava i contrasti e avrebbe molto amato questo castello, sia per la sua forma labirintica, sia perché era innamorato dello stile classico e gli sarebbe piaciuto coniugare le sue opere alle stanze di questo castello».

Io Dalì
Castello Ursino, Catania
Orario tutti i giorni dalle 9 alle 19
Biglietto intero 12 euro
Ridotto 9 euro (over 65 e giornalisti)
Ridotto gruppi 8 euro (per gruppi di almeno 10 persone)
Ridotto giovani 7 euro (ragazzi dai 14 ai 26 anni)
Ridotto bambini 5 euro (bambini dai 6 ai 13 anni)
Ridotto scuole 5 euro (per gruppi scolastici)
Omaggio (persone con disabilità e accompagnatori, guide turistiche autorizzate, giornalisti previo accredito, un insegnante ogni 10 bambini in visita scolastica, bambini fino ai 5 anni)


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 20 novembre 2018
Aggiornato il 03 dicembre 2018 alle 19:44





TI POTREBBE INTERESSARE

Il ritorno in Sicilia di Antonello da Messina

Ci sono voluti più di cinque secoli per rimettere insieme l'eredità visiva di Antonello Da Messina, il più grande ritrattista del '400. Oggi la metà delle sue opere, quelle sopravvisute a ogni tipo di calamità naturale, fanno bella mostra in un'unico straordinario allestimento, visitabile dal 14 dicembre al 10 febbraio, alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo

Viaggio intorno al mondo attraverso le impronte di pace di Arezzo di Trifiletti

Al Palazzo della Cultura della sua Catania, apre l'1 dicembre e sarà visitabile fino al prossimo 6 gennaio, la mostra "Private Collection Imprints of Peace" che l'artista-globetrotter riassume in 77 tele dove le impronte lasciate dai passanti sono sinonimo di nascita, e colori e polvere creano un effetto tridimensionale. L'artista: «Dobbiamo dare spazio alla bellezza»

Il writer Gomez dà nuova vita alla Cappella Bonajuto di Catania

Su iniziativa di Salvatore Bonajuto, proprietario del sito monumentale, l’artista di strada ha realizzato un grande murale di chiara ispirazione caravaggesca, proprio di fronte l’ingresso della cuba tardo bizantina

Rivoluzione impressionista, a Catania i geni del cambiamento

Sarà visitabile al Palazzo Platamone dal 20 ottobre fino al 21 aprile del prossimo anno "Percorsi e segreti dell'Impressionismo", la mostra curata da Vincenzo Sanfo e Fiorella Minervino che vanta opere di Monet, Pissarro, Renoir e Degas. Minervino: «Noi pensiamo di essere dei grandi rivoluzionari ma questi artisti lo furono indubbiamente di più»

Con Photology AIR l'arte contemporanea si immerge nella natura

In una nuda collina poco fuori la città di Noto, nei trenta ettari della Tenuta Busulmone, il visionario Davide Faccioli ha dato il via al ciclo produttivo che mette insieme l’arte e il paesaggio mediterraneo collinare: la mostra fotografica di Gianfranco Gorgoni "Land Art in America" e "Art Trail", un percorso a piedi tra 11 installazioni ambientali

Quando Palermo era il "Nord" d'Italia grazie a Santa Rosalia

Inaugurata a Palazzo Reale a Palermo la mostra "Rosalia eris in peste patrona" promossa dalla Fondazione Federico II, 41 opere più disegni praparatori sul culto di Rosalia Sinibaldi divenuta santa per aver liberato la città dalla peste. Culto diffuso in Lombardia terra dalla quale tra il XVI e il XIX sec. si partiva per la Sicilia in cerca di fortuna