Pirrotta: «Il mio Almanacco è uno Spoon River siciliano»

Teatro L'attore di Partinico - anche regista, autore e scrittore - debutta a Palermo con "Almanacco Siciliano" (poi a Morgantina, Catania e Tindari) che parla dell’ultimo afflato di vita di chi sta per morire per mano mafiosa, ed è anche al cinema in "Lo Scambio" di Salvo Cuccia. Tra un nuovo Macbeth e un progetto con Roberto Andò, pensa al suo secondo libro

Fino a qualche anno fa il nome di Vincenzo Pirrotta era, inevitabilmente, associato alla parola “cunto”. Lui, siciliano di Partinico, allievo di Mimmo Cuticchio alla scuola del puparo siciliano, si era formato, diventandone erede e lavorando abilmente per portare avanti rendendola moderna, quell’antica tradizione. Oggi il nome di Vincenzo Pirrotta è associato soprattutto alle parole sperimentazione e contaminazione. Due peculiarità dei suoi lavori teatrali che ne sono diventati la cifra stilistica. «La metrica del cunto – dice – rimane la base da cui sono partito e ha fatto parte di tanti miei lavori importanti. Oggi però, pur non ripudiandola, mi sono molto smarcato da quel modello».

Vincenzo Pirrotta in Almanacco Siciliano

Dopo circa 25 anni di carriera, ciò che rimane sempre valida, parlando di Pirrotta, è la motivazione con cui, nel 2005 ricevette il premio della critica come miglior autore, attore e regista emergente assegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro: “Attore di dirompente fisicità e di non comune forza interpretativa, unisce nei suoi spettacoli, dove convivono tradizione e modernità, le radici culturali della sua terra, la Sicilia, alla sperimentazione. Il suo impegno vocale, giocato sui più diversi registri espressivi, è costante e intenso e la sua presenza scenica suscita partecipe emozione…”

Vincenzo Pirrotta e Cinzia Maccagnano in Almanacco Siciliano

Oggi Pirrotta, autore, attore e regista è pronto per il debutto, mercoledì 29 giugno allo Steri di Palermo, di “Almanacco siciliano” (dal libro di Roberto Alajmo “Almanacco siciliano delle morti presunte”), di cui è regista e interprete, insieme con Elisa Lucarelli e Cinzia Maccagnano. «Quando Roberto mi ha chiamato per occuparmi per il Teatro Biondo di Palermo della messinscena del suo libro, ho subito pensato che stavo per lavorare su un testo che parla di vita e non di morte. Il lavoro infatti parla dell’ultimo, intenso, afflato di vita di uomini e donne siciliani che stanno per morire per colpa della mafia. La mafia non è mai citata, c’è, si avverte, ma come in una sorta di spoon river siciliana, si dà spazio alla vita»

Vincenzo Pirrotta  in Almanacco Siciliano

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo, in collaborazione con l’Università di Palermo e il Consorzio allo Steri, racconta gli ultimi istanti di vita di uomini e donne uccisi nel corso dei cinquant’anni della guerra di mafia in Sicilia. Le musiche originali sono di Marco Betta e dei Fratelli Mancuso, che le eseguono dal vivo, la scena di Claudio La Fata, i costumi dello stesso Pirrotta e le luci di Nino Annaloro. Dopo le recite palermitane (repliche fino al 3 luglio), andrà in scena il 5 luglio nel Teatro Greco di Morgantina (ore 19), il 6 e 7 luglio nel Cortile del Palazzo Platamone di Catania (ore 21.30), l’8 luglio al Teatro Greco di Tindari (ore 19) .
«Lo spettacolo – spiega Pirrotta – è fedele al libro, a parte qualche traduzione in siciliano inserita in alcune parti. Non ho voluto agire diversamente per lasciare intatta questa carrellata di istantanee di morti improvvise o annunciate che sono messe insieme dalle voci di noi attori in scena e dalla potenza dei fratelli Mancuso».

Vincenzo Pirrotta e i Fratelli Mancuso in Almanacco Siciliano

Da uno spettacolo che parte dalla mafia, a un film dove la mafia è l’elemento sottaciuto, “Lo scambio” di Salvo Cuccia, in cui Vincenzo Pirrotta interpreta un ruolo che preferisce non svelare. «Anche se il film è già nelle sale dal 23 giugno – spiega – preferisco non spoilerare il mio personaggio, perché anche se non è il protagonista, alla fine si rivela essenziale per capire cosa significhi “lo scambio”. Posso dire, comunque, che mi ha molto stupito vedere il risultato finale, perché Cuccia è riuscito a trattare un argomento così scottante e a dipingere un personaggio terribile come Bagarella, il cognato di Provenzano, in un modo diverso da quello iconografico»

Non solo teatro e cinema nel presente di Pirrotta, che si appresta a mettere mano al suo secondo romanzo. «Dopo “Guasta simenza” con cui l’anno scors, ho debuttato in narrativa, ora ho in mente un nuovo giallo in cui il protagonista sarà un ludopatico». Un progetto che Pirrotta porterà avanti mentre si prepara a una nuova stagione teatrale che lo vedrà impegnato, soprattutto, con il Biondo di Palermo.
«Sto preparando Macbeth per lo Stabile che ovviamente non sarà una piéce tradizionale, poi c’è un progetto con Roberto Andò e, infine, per il settecentesimo anniversario dell’Orlando furioso, il prossimo anno, sto preparando delle maratone di lettura che mi vedranno impegnato in tante città italiane e penso di tornare anche in Australia. Sarà un’impresa piuttosto impegnativa visto che, su alcuni palcoscenici come Torino e Palermo, leggerò l’intera opera in un giorno solo».

Commenti

Post: 0

SicilyMag è un web magazine che nel suo sottotestata “tutto quanto fa Sicilia” racchiude la sua mission: racconta quell’Isola che nella sua capacità di “fare”, realizzare qualcosa, ha il suo biglietto da visita. SicilyMag ha nell’approfondimento un suo punto di forza, fonde la velocità del quotidiano e la voglia di conoscenza del magazine che, seppur in versione digitale, vuole farsi leggere e non solo consultare.

Per fare questo, per permettere un giornalismo indipendente, un’informazione di qualità che vada oltre l’informazione usa e getta, è necessario un lavoro difficile e il contributo di tanti professionisti. E il lavoro in quanto tale non è mai gratis. Quindi se ci leggi, se ti piace SicilyMag, diventa un sostenitore abbonandoti o effettuando una donazione con il pulsante qui di seguito. SicilyMag, tutto quanto fa la Sicilia… migliore.