Nu Folk Global Connections, a Catania nasce l’Orchestra Folk Europea

Musica Al via la seconda residenza artistica del progetto europeo di world music, di cui è capofila l’associazione catanese Darshan, durante la quale i 12 musicisti perfezioneranno il repertorio rielaborando le tradizioni musicali dei paesi partner, attraverso arrangiamenti moderni e attuali. La presentazione in anteprima martedì 14 gennaio nel live “Nu-folk Global Connections – Official opening concert” al Centro Zo di Catania

Vengono da Lettonia, Spagna, Belgio, Ungheria, Danimarca e Italia i musicisti che a Catania daranno vita dell’Orchestra folk europea e multiculturale che sta prendendo vita grazie al progetto Nu-folk Global Connections ideato dalla catanese Associazione Darshan, una delle poche realtà isolane con una visione europeista e internazionale, che coinvolge altri 5 partner europei (il management ungherese MediaEvent, il festival belga Dranouter, il collettivo spagnolo di musicisti Miramundo, il festival danese Halkær e il management culturale lettone Lauska) e che ha superato a pieni voti la rigida selezione del Programma Cultura di Europa Creativa, lo strumento principale della cooperazione culturale dell’Unione Europea.

Orchestra Folk Europea, il siculo Carmelo Siciliano e la calabra Deborah Perri, foto Giuseppe Lombardo

Fanno parte dell’ensemble musicale del progetto Nufolk Global Connections i lettoni Katrīna Dimanta (voce e violino) e Ilze Fārte (voce, mandola e kokle), gli spagnoli Luiz Murà (chitarra e voce) ed Ernesto Vargas (voce e contrabasso), i belgi Guus Herremans (fisarmonica diatonica) e Marieke Van Ransbeek (cornamusa), gli ungheresi Inci Fekete (voce e violino) e Krisztian Almasi (tapan e percussioni), i danesi Signe Schmidt (violino) e Benjamin Bech (clarinetto), gli italiani Deborah Perri (violoncello) e il catanese Carmelo Siciliano (bouzouki greco, laùto e oud).

Da sinistra la lettone Ilze Fārte, il danese Benjamin Bech, la belga Marieke Van Ransbeek, lo spagnolo Luiz Murà e il belga Guus Herremans, foto Giuseppe Lombardo

Da lunedì 6 e fino a martedì 14 gennaio i musicisti coinvolti nel progetto di cui l’Associazione Darshan è capofila sono a Catania per il secondo step del progetto: la residenza durante la quale perfezioneranno il repertorio dell’Orchestra folk europea rielaborando le tradizioni musicali dei paesi partner, attraverso arrangiamenti moderni e attuali.
Prima di partire in tour per i più prestigiosi festival folk europei che li terranno impegnati per tutto il 2020 – il Babel Night di Barcelona (Spagna) il 25 aprile; l’Halkaer Festival in Danimarca il 7 giugno; lo Sviests Festival in Lettonia l’11 giugno; il Babel Sound in Ungheria il 25 luglio; l’Alkantara fest in Sicilia il 3 agosto e il Festival Dranouter, in Belgio, il 9 agosto – l’Orchestra folk Europea nata con il progetto Nu-Folk Global Connections si presenterà al pubblico siciliano in anteprima, martedì 14 gennaio, durante un concerto al Centro Zo di Catania. Dai live dell’Orchestra Nu-folk Global Connections sarà prodotto un esclusivo cd – pubblicato e distribuito dall’etichetta discografica di uno dei Paesi partner – che sarà distribuito gratuitamente al Womex 2020, l’esposizione internazionale di world music organizzata ogni anno in Paese diverso d’Europa, che nel 2020 sarà ospitato dall’Ungheria.

Da sinistra il belga Guus Herremans, lo spagnolo Ernesto Vargas, e l’ungherese Krisztian Almasi, foto Giuseppe Lombardo

Contestualmente, saranno presentati i risultati della ricerca bilingue (italiano e inglese) commissionata all’Università di Catania e coordinata dall’esperto di Audience development Francesco Mannino nell’ambito del progetto “Nu-folk Global Connections”, con la quale si cercherà di dare una o più risposte a diversi quesiti legati all’importanza e all’impatto della musica tradizionale in Europa. Alla domanda “La musica popolare ha un valore nel mercato della musica attuale?” si tenterà di dare risposte plausibili in merito all’audience development, alla formazione di nuovo pubblico e alle possibili ricadute economiche sul tessuto sociale e sui flussi turistici dei paesi partner. I risultati dello studio, che sarà condotto sul piano sociale, musicale e della fruizione da parte del pubblico, sarà reso disponibile per i professionisti del settore e per le ricerche universitarie correlate ai fenomeni culturali e turistici.

Foto di gruppo dell’Orchestra Folk Europea, foto Giuseppe Lombardo

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