martedì 23 luglio 2019

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Nettare di Bacco e siti Unesco, ecco “Sicilia en primeur”

Calici & Boccali

L'importante kermesse enologica promossa ed organizzata da Assovini Sicilia quest'anno si terrà a Siracusa dal 6 al 10 maggio, attese 50 aziende del territorio che faranno degustare, in anteprima, i vini della recente vendemmia


di Giusy Messina

Il vino incontra la Sicilia del Mito per la XVI edizione di “Sicilia en primeur”, l’importante kermesse enologica promossa ed organizzata da Assovini Sicilia che quest’anno coniuga il nettare di Bacco ai siti patrimonio dell’Unesco. E’ Siracusa, culla della civiltà millenaria del Mediterraneo, ad ospitare dal 6 al 10 maggio le 50 aziende partecipanti che faranno degustare, in anteprima, i vini della recente vendemmia a cento giornalisti della stampa italiana e straniera che avranno la possibilità di approfondire la conoscenza di un’area specifica siciliana visitando le cantine, fermandosi nei principali poli di attrazione turistica, apprendendo le tradizioni gastronomiche con tappa ai luoghi di consumo e soste nei siti Unesco che troveranno lungo il percorso. Venerdì 10 maggio, a chiusura dell’evento, nell' Ex Convento del Ritiro in Ortigia a partire dalle 18 fino alle 22 appassionati e wine lovers avranno la possibilità di degustare le novità delle aziende aderenti. Quest’anno l’evento è organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Sicilia, delegazione di Siracusa.

Uve siciliane

«Ogni anno invitiamo non soltanto la stampa specializzata, ma anche stampa generalista, di turismo e di costume: ogni giornalista racconta poi ai suoi lettori una Sicilia diversa, attraverso il vino, i monumenti, il cibo, la natura. Tutti aspetti che poi convergono per la valorizzazione del brand Sicilia che diventa volano per il nostro vino, ma soprattutto dei territori». A parlare è Alessio Planeta, numero uno dell’associazione che riunisce 90 aziende vitivinicole siciliane di piccole, medie o grandi dimensioni legate da ben tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia; la produzione di vino di qualità imbottigliato; la visione internazionale del mercato.

Da Alcamo all’alberello Pantesco, dalle terre Sicane e Monreale alle Valle dei Templi, dal centro Sicilia con lo splendore della Villa Romana del Casale al Val di Noto, dalle Eolie all’Etna e fino a Ortigia, i giornalisti sceglieranno tra gli otto tour previsti per andare alla scoperta dell’Isola dei tesori. «Siamo orgogliosi di pensare - chiosa Planeta -che questo evento ogni anno abbia il merito di rendere la Sicilia protagonista assoluta sulla stampa mondiale».

Uno scorcio di Ortigia

In degustazione oltre 500 vini delle aziende partecipanti che rappresentano i diversi terroir della Sicilia. Tra gli appuntamenti più attesi, i seminari tecnici guidati dai Master of Wine, consulenti appartenenti alla associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo. L’Istituto, nato nel 1953 a Londra, ad oggi conta solo 379 MW che operano in 30 Paesi. Intanto fervono i preparativi anche per l’inaugurazione, a giugno, della nuova sede di Assovini, nel capoluogo dell’Isola. Trecento metri quadri e la possibilità anche di disporre di una sala dove far incontrare produttori ed esperti per degustazioni, oltre che ospitare incontri a tema: «Sarà la casa del vino siciliano», assicura il presidente. La presentazione alla stampa di “Sicilia en primeur” è stata anche l'occasione per Unicredit, main sponsordella manifestazione, di far conoscere il report annuale sul vino italiano, l’Industry Book, che fotografa tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo di un settore che fattura in Italia oltre 11 miliardi di euro, circa 8% del fatturato nazionale del settore Food & Beverage. Focus sulla Sicilia che è al top per la qualità: la gran parte del vino prodotto in regione (l’82,5% per la precisione, in crescita del 3% rispetto al 2017) è costituita da vini DOP (28%) o IGP (54%). Conseguenza diretta di tale situazione è l’ottima performance registrata dalla regione in termini di valore economico generato per il segmento dei vini certificati: la Sicilia, con 550 milioni, si piazza in quarta posizione, superata solo da Veneto, Toscana e Piemonte. Per ciò che riguarda il versante della produzione enologica, ha chiuso il 2018 in 4a posizione quanto a livelli di produzione vinicola, con quasi 5 milioni di ettolitri, corrispondenti al 10% della produzione nazionale.

Da sinistra, Antonio Rallo, Salvatore Malandrino e Alessio Planeta

Terra di primti, l'Isola è al primo posto in Italia per superficie dedicata alla coltivazione biologica della vite dove ha superato, secondo dati relativi al 31 dicembre 2017, i 35.900 ettari, pari al 34% della superficie nazionale. E, tra le curiosità, sono i rossi, pari al 70% delle DOP siciliane esportate, a far volare i consumi all'estero. «Una regione che si conferma ai vertici nazionali - ha dichiarato Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di Unicredit - per qualità di produzione e capacità di generare valore. UniCredit è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione». Ma concedere credito non basta: la vera sfida è seguire le aziende nell'internazionalizzazione in un mercato sempre più competitivo e dinamico. «Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero - continua Malandrino - aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, svolgere attività di formazione specialistica, fare accordi con player internazionali per il marketing online».


Se il vino si conferma l’ambasciatore per eccellenza del made in Sicily, novità positive arrivano anche dal settore dell’agroalimentare. «La Sicilia - spiega il numero uno di Unicredit Sicilia - ha un primato interessante in Italia per ciò che riguarda il numero delle aziende agricole guidate da under 35. I giovani sono portatori sani di nuove idee sia nell'utilizzo e nella ricerca di piattaforme innovative per far decollare l’e-commerce ma anche nella creazione di nuovi impianti colturali. Basti pensare che sono proprio le nuove generazioni che, come sta accadendo ad esempio nella provincia messinese, stanno cambiando il volto dell'agricoltura tradizionale soppiantando le vecchie coltivazioni con nuove colture, come quella di frutti esotici».

Valorizzare la Sicilia nella poliedricità della sua offerta più qualificata, è uno degli asset su cui si sta muovendo l'istituto bancario. «Siamo impegnati con progetti finanziari mirati e percorsi formativi - continua Malandrino - a creare valore favorendo la realizzazione di un network tra le eccellenze della regione, dall'agroalimentare alla ristorazione perchè crediamo che la Sicilia, per le sue bellezze naturali, per l'unicità storico- culturali, possa diventare mèta ineguagliabile del turismo nazionale ed internazionale. Ed in questa ottica di crescita comune che quest'anno abbiamo fatto da trade union tra Assovini e Le Soste di Ulisse, in occasione di Sicilia en primeur, per la prima volta insieme». La Sicilia è il territorio più vitato d'Italia, «La regione italiana alla quale l'Unione Europea assegna le maggiori risorse comunitarie per il comparto - ha dichiarato l'assessore regionale all'agricoltura, Edy Bandiera -: oltre 55 milioni di euro, a testimonianza della capacità di spesa e di piena attuazione degli obiettivi prefissati dal Programma europeo. E’ con questi numeri che la Sicilia ha appena chiuso i battenti del Vinitaly 2019, registrando piena soddisfazione da parte di aziende, produttori e visitatori, oltre che una grande affluenza qualificata, segno che stiamo operando nella giusta direzione, in una perfetta sinergia tra pubblico e privato».

Una degustazione a Sicilia en primeur

Bilancio positivo anche per la DOC Sicilia.«La crescita del valore del “vigneto Sicilia” e l’impegno per la costante verifica della qualità dei vini della nostra Denominazione, sono obiettivi sui quali puntiamo da sempre - aggiunge Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia - L’incremento dell’imbottigliato della Doc Sicilia (80 milioni nel 2018 e una previsione di 100 milioni per la fine di quest’anno) insieme alla reputazione sempre più elevata che hanno i nostri vini nei mercati di riferimento, sono la conferma che per le aziende siciliane la scelta di puntare sulla Doc Sicilia si sta dimostrando una strategia vincente. Il numero di imbottigliatori Doc Sicilia, tra l’altro, è in costante progressione: erano 126 nel 2017, sono saliti a 350 lo scorso anno, e nei primi tre mesi del 2019 sono diventati 388». Lo conferma il report di Wine Intelligence, agenzia di riferimento nel settore delle analisi e ricerche di mercato del settore vino a livello internazionale, che ha delineato una fotografia di trend e di percepito relativamente ai consumatori vinicoli in Germania e Stati Uniti che il Consorzio Doc Sicilia ha presentato alla fiera di Verona. Nel Paese della birra, dal 2% del 2015, il tasso di penetrazione del vino siciliano ha raggiunto l’8% dei consumatori regolari tedeschi, mentre tra chi acquista vino italiano sale al 15% (nel 2015 era al 3%), dati molto simili a quelli del Prosecco e sempre più vicini a quelli del Chianti. Sul mercato statunitense l’Italia è la grande protagonista tra le vendite di vino d'importazione. In questa situazione, la Sicilia si colloca tra le prime 10 regioni vinicole che il consumatore regolare riconosce con una consapevolezza (awareness) del 42%. Seconda dopo la Toscana ed un gradino davanti al Chianti. Ed allora, visti i numeri, non resta che alzare i calici e brindare alla Festa del vino siciliano!

© Riproduzione riservata
Pubblicato il 26 aprile 2019
Aggiornato il 30 aprile 2019 alle 17:12





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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