venerdì 20 luglio 2018

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Mirko Lazzara, il mugnaio 2.0 di Longi

Mestieri perduti

Nel cuore del Parco dei Nebrodi, un giovane imprenditore con il pallino dell'alimentazione sana ha mollato gli studi in economia del turismo per dedicarsi alla produzione di farine biologiche di grani antichi siciliani in un antico mulino del XVIII secolo, che oggi esporta anche oltreoceano, insieme a una vasta gamma di prodotti finiti realizzati grazie alla sinergia con altre piccole aziende del territorio


di Giusy Messina

Sembra una favola d’altri tempi la storia del giovane Mirko, mugnaio in un antico mulino a pietra che ha oltre cento anni di storia. Ed invece è una di quelle belle storie che s’incontrano curiosando tra le piccole realtà imprenditoriali di quella Sicilia cosiddetta “minore”, dove l’economia ancora si coniuga alla tradizione dei luoghi diventando, grazie alla vis creativa, all’impegno e alla passione, il cuore pulsante del paesaggio storico-culturale del territorio.

Mirko Lazzara, il mugnaio 2.0 dell'antico mulino di Longi

Mirko Lazzara ha 26 anni e vive e lavora a Longi, un borgo di 1500 anime nel cuore del Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina, a circa 620 metri d’altezza sul livello del mare. Un luogo magico, affacciato sulle Eolie, con alle spalle lo scenario affascinante di una cascata, chiamata La Stretta dagli abitanti, scavata nella roccia dal fiume Fitalia che lo attraversava.
E’ qui che Mirko, abbandonati gli studi di economia del turismo ha deciso di rimanere, ha ri-creato un lavoro antico, quello del mugnaio di un mulino secolare acquistato dal padre Lillo nel 2009. «All’inizio fu lui a dedicarsia questa attività che doveva servire per fare le farine esclusivamente per la famiglia - racconta Mirko- perché eravamo stanchi di mangiare schifezze e volevamo nutrirci in modo sano. Poi, per problemi di salute, mio padre è stato costretto a mollare e per due anni il mulino è rimasto fermo».

L'ingresso all'antico mulino Lazzara di Longi

Quello del mulino per la famiglia Lazzara era un diletto, e prima di allora non si erano mai cimentati a lavorare né grano né la terra. Mirko tentennava: da una parte gli studi da continuare, dall’altra la voglia di mettersi in gioco, di provarci. Quel mulino che esisteva da tempo immemorabile e che si alimentava dell’acqua del ruscello, per l'allora 23enne Mirko era una malia a cui era difficile sottrarsi. E poi, ormai apparteneva alla sua famiglia. Così inizia a studiare: si documenta su internet come imparare ad usarlo, si fa dare qualche dritta dall’ex proprietario, e decide di rimetterlo in funzione. Ma vuole farele cose per bene.
«Prima di tutto il grano- dice ancora oggi con piglio deciso- dovevo iniziare dalla materia prima. Così ho iniziato a coltivare, a pochi chilometri da Longi, cinque ettari di grano Tumminia. Poi sono andato alla ricerca degli antichi grani di Sicilia, dai coltivatori che ancora ad Enna, a Piazza Armerina e a Ganci producono varietà come Russello, Perciasacchi e Maiorca. All’inizio- aggiunge divertito- nessuno mi prendeva sul serio. Quando proponevo le mie farine ai panificatori locali non ne volevano proprio sapere di acquistarlo».

La gamma di farine dell'antico mulino di Lazzara

Ma Mirko è figlio del suo tempo. Anzi, è protagonista del suo tempo, così... .«Ho deciso di aprire un sito internet, e lì i miei prodotti hanno avuto subito un gran successo- racconta con soddisfazione-, i miei clienti sono per lo più famiglie che sono tornate a fare il pane in casa con le mie farine. Oggi vendo in tutta Italia, e non solo. Grazie all’e-commerce sono arrivate fino in Australia e anche in America. Solo a quel punto i panificatori locali mi hanno cercato».
Adesso Mirko collabora con una decina di panificatori di Longi con i quali produce pane e biscotti, e persino con un pastificio di Capo D’Orlando che produce pasta da una miscela di Senatore Cappelli e Simeto che viene commercializzata con il logo dell’Antico Mulino a Pietra di Longi. Tutto autenticamente bio e siciliano.E per ritrovare tutto il sapore autentico della tradizione natalizia nel segno della sicilianità, Mirko produce anche panettoni artigianali con farina di grano tenero siciliano e grano duro nella varietà Tumminia.

I prodotti del mulino Lazzara

«Il mio è un progetto che va ben oltre la semplice macinazione del grano -continua Mirko-. Miro a valorizzare l’intera filiera produttiva: semina, mietitura, macinazione del grano e produzione di prodotti finiti. Soprattutto cerco di promuovere anche una cultura sana dell’alimentazione coinvolgendo giovani e non a partecipare ai nostri eventi, come ad esempio la mietitura a mano che per noi qui è una festa che richiama un numero sempre maggiore di partecipanti, attratti dalla bellezza di una natura incontaminata e dalla possibilità di vivere un’esperienza fuori dal comune».
Aperto a visite didattiche e a gruppi, visitare l’antico mulino a pietra di Longi è un viaggio affascinante indietro nel tempo. E’ un impianto che risale al XVIII secolo con due macine in pietra francesi che «tutt’ora produce 80 chili di farina l’ora - spiega Mirko-. Le nostre sono farine a basso contenuto di glutine e dunque più digeribili. Al contrario di quelle industriali, le nostre sono ricche di crusca e con la totale conservazione del germe che è la parte più nobile e saporita del seme».

L'interno dell'antico mulino di Lazzara

Non ha rimpianti Mirko, né pensa di lasciare il suo piccolo tesoro che ha costruito, è il caso di dirlo, un chicco di grano dopo l’altro.
«Il nostro è un prodotto artigianale, di nicchia, e voglio che rimanga tale sia per le dimensioni dell’impianto, che per garantire una migliore sicurezza dei nostri prodotti, sottoposti ad un severo ed attento controllo per meglio tutelare la salute del consumatore». Più che indietro Mirko guarda al domani, con ottimismo e grande progettualità. Il prossimo step sarà a la realizzazione di un forno nell’antico mulino a pietra: un altro passo in avanti verso un futuro che guarda alle radici e alle tradizioni del passato.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 21 dicembre 2017
Aggiornato il 29 dicembre 2017 alle 13:19





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto di vita è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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