Mazara del Vallo festeggia San Vito e la riconquista cristiana

Tradizioni Dal 19 al 23 agosto i riti del Festino che hanno l'elemento centrale nel corteo urbano di giovedì 20. Il regista Giovanni Isgrò: «La presenza del Gran Conte Ruggero e della nobiltà normanna nel corteo, insieme a bandiere e gonfaloni degli Altavilla, esalta il senso della festa di quest’anno»

La statua di San Vito

La statua di San Vito

Da mercoledì 19 agosto prende il via il Festino di San Vito 2015, che sino a domenica 23 è dedicato al Santo patrono della città e della Diocesi, con appuntamenti religiosi e di teatro, organizzati in sinergia tra Diocesi di Mazara del Vallo e Comune. Il Festino quest’anno si caratterizzerà per il richiamo storico al ruolo avuto dai Normanni nella riscoperta della figura del giovane Santo Mazarese nell’ambito del processo di ricristianizzazione della Sicilia. «La presenza del Gran Conte Ruggero e della nobiltà normanna in una ambientazione scenografica urbana, con i luoghi deputati della festa addobbati con bandiere e gonfaloni riproducenti lo stemma degli Altavilla, esalta il senso della festa di quest’anno in onore del nostro Santo Protettore verso il quale si è sviluppata sin dall’VIII secolo in buona parte dell’Europa tanta devozione» spiega il regista Giovanni Isgrò.

Elemento centrale del Festino, al di là delle cerimonie religiose, è il corteo urbano che viene aperto dal gruppo storico del “Tataratà” di Casteltermini che, come è noto, propone il combattimento fra Cristiani e Saraceni fino al trionfo della Santa Croce, e ancora, dai pellegrini medievali della via Francigena. Ma anche del gruppo di tamburi storici I Tamburi di Plutia. Quest’ultima formazione annuncia l’incedere del Granconte Ruggero e del suo seguito (i figuranti provengono in buona parte dal Palio dei Normanni di Piazza Armerina). La sezione storica del corteo si conclude con il richiamo alla proclamazione di San Vito Patrono di Mazara del Vallo alla presenza dei Giurati della città e del Vescovo La Cava. «Al fine di valorizzare al meglio la parte storica – spiega ancora Isgrò – la seconda sezione del corteo è caratterizzata da una sintesi del tradizionale corteo a quadri viventi , anche se viene dato il giusto rilievo ai carri, in particolare quello della famiglia di Vito, Modesto e Crescenza in fuga e della reggia di Diocleziano. Davanti a questi carri sfila un dispositivo mobile sul quale sarà collocato il bel simulacro dell’Arcangelo Michele presente nella Chiesa Madre di Campobello di Mazara; anche in questo caso in ossequio alla tradizione normanna che, come è noto, da Mont Saint Michela San Michele al Gargano e oltre ha affidato a questo Santo un ruolo guida durante il percorso della riconquista cristiana del sud d’Italia e della Sicilia. Nel corteo anche il carro massimo con il simulacro di San Vito. L’allestimento scenico è a cura dell’associazione “Giardini d’Arte”, con la collaborazione di “Quelli di Santa Veneranda”.

IL PROGRAMMA – Mercoledì 19: ore 18,30 Annuncio del Festino di San Vito (da piazza della Repubblica); ore 19,30: trasporto del simulacro di San Vito dalla chiesa di San Michele alla chiesa di San Vito in Urbe; Giovedì 20: ore 3,30: processione notturna dalla chiesa di San Vito in Urbe alla chiesa di San Vito a Mare. Al termine sparo dei fuochi d’artificio Jocu di focu a diunu; ore 9: celebrazione eucaristica nella chiesa di San Vito a mare, presieduta dal Vescovo; ore 19: corteo storico e a quadri viventi, con la partecipazione del gruppo “Tataratà” di Casteltermini, dei “Tamburi di Plutia”, della Corte del Gran Conte Ruggero dal Palio dei Normanni di Piazza Armerina, del Senato sei-settecentesco di Mazara del Vallo, del gruppo dell’Annuncio. Il sindaco Nicola Cristaldi consegnerà le chiavi della città al Santo Patrono (presso la scalinata di piazza Mokarta); ore 21,30 cerimoniale conclusivo (piazza della Repubblica). Sabato 22: ore 19: solenne Pontificale nella basilica Cattedrale presieduto dal Vescovo. Domenica 23: ore 9 e ore 11: Sante messe; ore 17,30: processione del simulacro del Santo dalla Cattedrale a piazzale G. B. Quinci. Imbarco con il corteo della flotta peschereccia. Una volta tornati a terra, processione sino alla chiesa di San Michele. Alla mezzanotte giochi d’artificio.

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