“Manzamà” dei Fratelli Mancuso vince il premio Loano per la musica tradizionale

Musica L'ultimo album del duo folk nisseno vince il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana come miglior album del 2020. A "Il Canzoniere di Pasolini" di Linguamadre il Premio Giovani al miglior album 2020. Il Premio Loano riparte con la 17a edizione dopo lo stop dell’anno scorso, dal 26 al 30 luglio

È Manzamà dei Fratelli Mancuso l’album vincitore del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italianail più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia, assegnato ogni anno alla migliore produzione musicale di ambito folk da una giuria composta da oltre cinquanta giornalisti specializzati e studiosi. Il Premio Giovani per il miglior disco di musicisti under 35 va invece al Canzoniere di Pasolini di Linguamadre (ovvero Duo Bottasso, Elsa Martin e Davide Ambrogio).

«Il Premio Loano – affermano il sindaco della città savonese dei Doria Luigi Pignocca e l’assessore al Turismo e alla Cultura Remo Zaccaria – è una delle manifestazioni più prestigiose e più attese da tutti gli appassionati di musica, non soltanto quella folk. Non poter ospitare i suoi appuntamenti lo scorso anno ci è dispiaciuto molto. Ora però, nonostante le difficoltà del momento, la nostra città è pronta ad accogliere a braccia aperte le band, i musicisti, i giornalisti e tutti gli altri protagonisti di questo Premio unico nel suo genere. Vogliamo ringraziare gli organizzatori e gli uffici comunali coinvolti nella pianificazione di questo evento, che rappresenta una formidabile occasione per far conoscere ad un ampio pubblico le migliori produzioni musicali del nostro Paese».

L’anno scorso il Premio Loano aveva dovuto fermarsi per l’emergenza sanitaria. Per il 2021 la nuova edizione – la diciassettesima della rassegna ligure – è invece confermata dal 26 al 30 luglio a Loano. Il programma è in fase di definizione. «Il Premio Loano ha sempre voluto essere un momento di incontro e di festa, oltre che l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della musica tradizionale italiana», spiegano gli organizzatori. «Ora finalmente ripartiamo, nel rispetto delle norme di sicurezza, con la voglia di tornare a cantare e festeggiare insieme».

Manzamà, uscito per Squilibri lo scorso autunno, segna il ritorno discografico dei fratelli Enzo e Lorenzo Mancuso – che già erano stati premiati a Loano con il Premio alla Carriera nel 2017 – dopo oltre dieci anni dall’ultimo lavoro edito. È un album che li consacra definitivamente tra i grandi narratori della loro terra, la Sicilia, la cui memoria e la cui tradizione hanno saputo trasfigurare attraverso la propria personale sensibilità, in una ricerca musicale originalissima che tiene insieme arrangiamenti classici e popolari, gli strumenti a corda del Mediterraneo e del vicino oriente con il quartetto d’archi della musica europea. A Manzamà hanno collaborato, tra gli altri, personaggi del calibro di Franco Battiato (responsabile di alcuni arrangiamenti) Aldo GiordanoMarco BettaGerman DiazFerruccio SpinettiArnaldo VaccaMario Arcari e Giovanni Sollima.

Enzo e Lorenzo Mancuso

Nati a Sutera, nel Nisseno, Enzo e Lorenzo Mancuso emigrano negli anni settanta a Londra dove lavorano come operai. Nei primi anni ottanta cominciano ad affermarsi sulla scena musicale europea, pubblicando nel 1986 il loro debutto Nesci Maria. Sono collaboratori abituali di Emma Dante, e per la colonna sonora del suo Via Castellana Bandiera sono stati premiati alla Mostra del cinema di Venezia, e hanno ottenuto il Globo d’Oro e Nastro d’Argento.

Al secondo posto tra gli album più votati dalla giuria del Premio troviamo invece la Nuova Compagnia di Canto Popolare con Napoli 1534. Tra moresche e villanelle (Squilibri), che segna un “ritorno alle origini” per il gruppo napoletano, modello fondamentale del folk italiano dagli anni settanta in poi. Al terzo posto a pari merito si classificano invece Maria Mazzotta con Amoreamaro (Agualoca) e Linguamadre con Il Canzoniere di Pasolini.

Proprio Linguamadre (ovvero Duo Bottasso, Elsa Martin e Davide Ambrogio) risulta il disco più votato di musicisti under 35, e si aggiudica dunque il Premio Loano Giovani. Il progetto aveva debuttato proprio a Loano nel 2019, come produzione originale in collaborazione con Mare e Miniere e Premio Andrea Parodi. Da quella prima versione la collaborazione tra i quattro musicisti è cresciuta fino a diventare un album, pubblicato su Bandcamp durante il primo lockdown.

Il Premio Città di Loano per la musica tradizionale italiana è nato diciassette anni fa come laboratorio permanente sulla musica folk, e promuove e valorizza la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice italiana attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche, giornalisti e operatori culturali. È organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano e con il contributo della Fondazione A. De Mari. La direzione artistica è a cura di Jacopo Tomatis, con la collaborazione di Ciro De Rosa, Enrico de Angelis e Annalisa Scarsellini.

La classifica del Premio al miglior Album 2020

1° posto: Manzamà (Squilibri) – Fratelli Mancuso; 2° posto: Napoli 1534. Tra moresche e villanelle (Squilibri) – Nuova Compagnia di Canto Popolare; 3° posto: Il Canzoniere di Pasolini (autoproduzione) – Linguamadre (Duo Bottasso, Elsa Martin e Davide Ambrogio) e Amoreamaro (Agualoca Records) – Maria Mazzotta; 5° posto: Serenin (Felmay) – Cabit; 6° posto: Moviti Ferma (Finisterre) – Eleonora Bordonaro e Museca (Alfa Music) – Nando Citarella & Tamburi del Vesuvio; 8° posto: Pu sone e pu ballà – 100 anni di canzoni a Riccia (autoproduzione) – Gruppo Folk “Giuseppe  Moffa”; 9° posto: Suddissimo (Nauna Cantieri Musicali) – Enza Pagliara, Dario Muci, Roberto Licci, Emanuele Licci, Fabrizio Saccomanno, Rina Santoro; 10° posto: Bellanöva (Felmay) – Bellanöva, IN canto rituale. Omaggio a Maria Carta (Undas Ed. Musicali) – Beppe Dettori e Raoul Moretti, Suoni dal buio (autoproduzione) – Susanna Buffa e Ludovica Valori e Suoni e storie di un paese immaginario (Nota) – Zenìa.

La Giuria del Premio

Maurizio Agamennone, Claudio Agostoni, Sergio Albertoni, Giovanni Alcaini, Ricky Barone, Marco Boccitto, Michele Bovi, Raffaello Carabini, Pietro Carfì, Daniele Cestellini, Gianni Ciaccio, Valerio Corzani, Giandomenico Curi, Enrico de Angelis, Flaviano De Luca, Ciro De Rosa, Paolo Del Ry, Enrico Deregibus, Salvatore Esposito, Antonio Fanelli, Gerardo Ferrara, Massimo Ferro, Guido Festinese, Guido Giazzi, Jonathan Giustini, Ezio Guaitamacchi, Federico Guglielmi, Marco La Viola, Felice Liperi, Marco Lutzu, Ignazio Macchiarella, Giorgio Maimone, Maurizio Marino, Tiziano Menduto, Giorgio Meneghetti, Gaetano Menna, Marco Miconi, Gianni Montano, Anna Nacci, Alessandro Nobis, Giancarlo Nostrini, Rosario Pantaleo, Riccardo Piaggio, Massimo Pirotta,  Massimo Poggini, Piercarlo Poggio, Alessandro Portelli, Ezio Riberi, Alessandro Rosa, Vincenzo Santoro, Annalisa Scarsellini, Stefano Starace, Jacopo Tomatis, Federico Vacalebre, Gianluca Veltri, John Vignola, Antonio Vivaldi, Enrico Zagnagnoli, Paolo Zara, Giorgio Zito.

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